Taroko e Hualien: la costa orientale di Taiwan

Situata sulla costa est di Taiwan, Hualien è una piccola cittadina frequentata dai turisti più che altro come base d’appoggio per la visita al parco naturale di Taroko, la vera attrazione della zona. Anche noi ci siamo finiti per lo stesso motivo ma siamo arrivati alla conclusione che la cittadina valga ben più la visita che non il parco…

Il parco di Taroko

Taroko è uno dei parchi nazionali di Taiwan, famoso per i sentieri che si snodano tra gole e canyon di montagna. È considerata una delle mete imperdibili del paese ma forse, la fama è immeritata. Purtroppo infatti a causa dei periodici tifoni e delle numerose piogge buona parte del parco (a rotazione) è sistematicamente chiusa per motivi di sicurezza o per le operazioni di manutenzione. Nel parco sono presenti numerosi itinerari (al di fuori dei quali è vietato procedere), ma per accedere a buona parte di essi sono necessari permessi che non è facilissimo ottenere per uno straniero per cause linguistiche e burocratiche. In ogni caso, anche disponendo di un permesso, è frequente che questo venga annullato all’ultimo momento a causa delle condizioni meteo avverse. Queste misure di sicurezza sono giustificate dal fatto che in passato ci sono stati diversi incidenti mortali, soprattutto a causa di frane, ma la cosa è abbastanza frustrante per il turista occasionale!

taroko shakadang trail
Shakadang trail

Non disponendo di una patente internazionale, come nel nostro caso, a Taiwan non si può affittare nemmeno un motorino… per visitare il parco non resta che utilizzare lo shuttle bus turistico, che è sicuramente economico, ma ha passaggi non molto frequenti e non è molto affidabile. Alcuni degli autisti che ci sono capitati erano decisamente aggressivi al volante e mentre con il motore imballato sorpassavamo un altro bus nel bel mezzo di un tornante di montagna ci siamo chiesti quale senso avesse rischiare la vita per raggiungere un parco chiuso per motivi di sicurezza ^_^
Capita anche che vengano saltate delle fermate, quindi occhi aperti o potreste essere scaricati nel bel mezzo del nulla a qualche chilometro dalla vostra destinazione…

L’ultimo dei guai è che, nonostante il sito internet e il centro visitatori, non è sempre chiaro, per motivi linguistici, quali siano le zone e i sentieri aperti e si rischia di perdere solo tempo recandosi in un sito per poi scoprire che è chiuso.

Noi abbiamo visitato Taroko in giornata e tra le pochissime passeggiate accessibili (tra cui non figurava il famoso Tunnel of Nine Turns) abbiamo scelto le seguenti:

taroko Changchun shrine
Changchun shrine
  • Shakadankg trail, sentiero ad anello in parte scavato nella roccia che scorre lungo il fiume; fu creato dai giapponesi per la costruzione di una diga a monte. E’ facilmente raggiungibile a piedi dall’ingresso del parco (dove si trova anche l’ufficio di informazioni), ma al momento della nostra visita era chiuso per due terzi della lunghezza e accessibile solo da un lato
  • Changchun shrine, bel tempio che sovrasta alcune cascate e che si raggiunge attraverso un ponte sospeso di legno e acciaio; il sentiero era in buona parte chiuso e la cosa non era indicata da nessuna parte
  • Yanzikou trail (Swallow Grotto), altro sentiero che scorre lungo una profonda gola del fiume; parzialmente chiuso pure lui!
  • Buluowan, bel pianoro di montagna nonché la parte più interessante della visita grazie alla piccola esposizione di manufatti delle tribù di montagna e al video (rigorosamente in cinese) sui loro usi e costumi. L’accesso alla Swallow Grotto risultava chiuso da questo lato e la cosa non era ben segnalata…
Museum of local tribes in Buluowan
Museo sulle tribù locali a Buluowan

La città di Hualien

Un po’ delusi da Taroko, ci siamo immersi nell’esplorazione di Hualien che si è rivelata una bellissima sorpresa.

Ha delle belle piste ciclabili che percorrono tutto il lungomare e proseguono a nord e a sud della città per svariati chilometri. Qua e là le piste sono interrotte da parchi urbani con murales sul tema del mare e gazebo con belle panchine in legno su cui riposarsi e fare uno spuntino.

hualien seaside park

Il centro della città, raccolto tra vie con i nomi talmente simili da rendere quasi impossibile l’orientamento (Zhonghua, Zhongfu e Zhongshan), ha dei bei negozi e alcune vie pedonali ricavate lungo il tracciato della vecchia linea ferroviaria.

C’è sempre un gran movimento di gente in giro, soprattutto nella zona del Cultural and Creative industries Park: si tratta di un centro che ospita mostre e convegni ricavato nella sede di una fabbrica di sakè costruita a inizio Novecento, spostata in una nuova sede negli anni Ottanta.

Parliamo del cibo e del nostro ostello

Hualien è letteralmente zeppa di ristoranti e vorremmo menzionarne due, fuori dal centro ma davvero buoni.

bravo hot pot

Il primo si chiama Laosantong (forse), è specializzato in beef noodle soup e dumplings di maiale preparati sul momento. Questo il link con la posizione.

Il secondo si chiama Bravo Hot Pot e ci ha colpito perché il brodo di base è fatto con canna da zucchero e risulta quindi più dolce e delicato di quello che avevamo provato a Taipei.

Entrambi i ristoranti sono a due passi dall’Aquarium Hostel, bellissimo ostello gestito dalla proprietaria dell’adiacente acquario. Qui l’accoglienza è stata semplicemente fantastica: per le prime due notti abbiamo avuto praticamente a nostra esclusiva disposizione l’intera struttura visto che eravamo gli unici clienti, siamo stati omaggiati di vari assaggi di dolci, frutta e specialità taiwanesi e abbiamo beneficiato dei consigli logistici e gastronomici della nostra entusiasta ospite!

aleross aquarium hostel

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

4 pensieri riguardo “Taroko e Hualien: la costa orientale di Taiwan

  • 14/12/2015 in 12:51 pm
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    Possibile che una ambasciata italiana non possa fare niente per potervi fare avere una patente internazionale in breve tempo? Non poter affittare mezzi di trasporto mi sembra una gran limitaizone ai vostri spostamenti. Io tenterei

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    • 14/12/2015 in 1:02 pm
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      In realtà avremmo dovuto fare la patente internazionale in Italia, al momento della partenza sapevamo che saremmo andati incontro a questo “problema” non solo a Taiwan ma anche in altri Paesi. Il fatto è che, in linea di principio, preferiamo viaggiare con i mezzi pubblici e usare i mezzi privati (motorino o auto) solo in casi residuali, per stare il più possibile a contatto con le persone e il loro modo di vivere.

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    • 14/12/2015 in 1:06 pm
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      Stai postulando l’esistenza di una procedura burocratica italiana dai tempi brevi? Mi sa che ti sei abituata troppo bene negli USA 😀

      Risposta
  • 15/12/2015 in 1:39 pm
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    Il murales dello squalo bianco che si appresta a fare del povero bulldog un bocconcino da merenda è bellissimo ma abbastanza inquietante.
    Quanto alla carenza di informazioni puntuali sulle aree chiuse nel parco di Taroko… roba da sentirsi a casa, inteso come in Italia, ovviamente!

    Risposta

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