Nakasen-do, sentiero antico tra Tsumago e Magome

Nakasen-do è l’antica strada che, durante il periodo Edo, collegava Edo-Tokyo (dove aveva sede il potere amministrativo, ovvero lo shogun) e Kyoto (la città in cui viveva l’imperatore). Di tutto il tracciato, ai giorni nostri è molto famoso il tratto che collega Magome e Tsumago, quest’ultima una delle più importanti stazioni di posta dell’epoca grazie ad una posizione privilegiata all’incrocio tra due vie.

Declino e rinascita di Tsumago

Quando l’arrivo delle ferrovie e la costruzione di nuove strade rese superata la Nakasen-do, la fama di Tsumago declinò, ma fu successivamente rivalutata per il proprio valore storico e come testimonianza della vita ai tempi di Edo.
Negli anni 50, mentre gran parte del paese demoliva gli antichi edifici in legno per sostituirli con case più moderne e pratiche, sulla spinta di alcuni lungimiranti professori nacque l’idea di preservare alcuni villaggi; un piano che ben presto la gente del luogo decise di accogliere con entusiasmo. Per evitare inoltre che questi pacifici luoghi venissero trasformati in baracconate super turistiche sorsero dei comitati che si impegnarono anche a non vendere o affittare garantendo così, oltre alla conservazione dei villaggi, anche il mantenimento del decoro e della quiete della piccola comunità.
Grazie a tale impegno, ora Tsumago si presenta come un piccolo paese circondato da monti e boschi rigogliosi, con case in legno addossate le une alle altre lungo la via centrale. Alcune di queste case sono guesthouse in stile giapponese (ossia “minshuku”: camere con tatami dove le scarpe sono vietate, in cui si dorme sui futon e con bagni rigorosamente condivisi), altre ospitano negozi di artigianato e ristoranti, altre invece sono abitazioni private dove la gente continua a vivere al giorno d’oggi.

Percorrere Nakasen-do

20151028-DSC_5777Il sentiero tra Tsumago e Magome è lungo circa 8km e si snoda nei boschi, tra gruppi di case isolate e su strade in pietra. È perfettamente segnalato e lungo il tragitto sono predisposti punti di riposo, con tanto di wi-fi gratuito e tè caldo.

A parte la bellezza del luogo, uno dei piaceri del percorso è l’incontro con altri escursionisti (comunque molti meno di quanto ci si potrebbe aspettare). Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare un gruppo di anziani giapponesi partiti da Tokyo che stava percorrendo l’intero Nakasen-do! Ovviamente in più giorni. Ci hanno subito rivolto le domande di rito: da dove venite, da quanto tempo siete in Giappone, dove andate etc. Il loro entusiasmo nello scoprire che a) eravamo italiani b) saremmo rimasti qui circa un mese e c) eravamo già stati qui in viaggio di nozze, è stato massimo.
E o
vviamente ci siamo fatti una bella fotografia di gruppo!

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20151027-DSC_5693-HDRSe si opta per il pernottamento a Tsumago o Magome, il portafoglio viene prosciugato, ma in cambio si ha la rara opportunità di visitare questi luoghi al tramonto; in questo periodo il sole cala verso le 17 e a quel punto le folle di turisti sono ormai sparite, sulle strade cala il silenzio e le uniche luci sono le lanterne in carta di riso… le sette di sera sono indistinguibili dalle quattro di mattina vista la quiete assoluta che regna su tutto!
Il fatto che molte delle case siano chiuse con semplici porte di legno scorrevoli senza serratura né gancio aumenta la sensazione di trovarsi in un altra epoca… un’esperienza molto suggestiva, anche se ogni tanto si ha l’impressione di essere in un survival horror in stile Project Zero o  Forbidden Siren…

Colazione tradizionale giapponese
Colazione tradizionale giapponese

Nei minshuku è possibile consumare cena e colazione tradizionali giapponesi: tra i vari piatti(ni) regionali – strano a dirsi – sono anche presenti le gustose cavallette in salsa di soia, che avevamo già trovato e gustato a Matsumoto.

Benvenuto Jizo

A Tsumago abbiamo anche trovato la nostra mascotte di viaggio, che si chiama Jizo ed20151027-DSC_5673 è un bodhisattva con vari ruoli, tra cui quello di protettore dei viaggiatori. Lo abbiamo trovato in un tempio buddhista: qui vanno molto di moda le tavolette votive con preghiere da appendere nei templi shintoisti oppure i pupazzetti che evocano divinità e spiriti vari. Jizo, nello specifico, oltre a proteggere dai pericoli, è anche molto kawai. A questo punto ritengo doveroso aprire una parentesi sul concetto di kawai. Il termine, che di solito si pronuncia con enfasi (kawaiiiiiiiiii) significa “carino”, gli inglesi direbbero “cute”; per i giapponesi non è solo un aggettivo da applicare a cose o persone, ma un vero e proprio stile di vita. Sono kawai i pupazzetti dei templi, le divinità animali, i protagonisti dei cartoni animati, i dolcetti gommosi e soffici, il packaging dei prodotti, per non parlare delle transenne spartitraffico a forma di coniglietto giallo sorridente. Qui in Giappone sono tutti matti per le cose kawai e anche noi lo stiamo diventando!

Qualche informazione pratica

  • le stazioni JR più comode sono Nagiso per raggiungere Tsumago e Nakatsugawa per Magome; in entrambi i casi bisogna prendere dei bus locali per arrivare a destinazione; sul sito Japan Guide si trovano informazioni dettagliate
  • gli uffici del turismo locali forniscono cartine e orari dei bus e dei treni; offrono anche un servizio di trasporto bagagli tra Magome e Tsumago (o viceversa), il cui costo è di 500yen a bagaglio
  • per il pernottamento noi abbiamo provato il Shimosagaya di Tsumago e il Magome Chaya di Magome; sono guesthouse tradizionali con i futon e i bagni condivisi, non il massimo della comodità, ma decenti; ovviamente i costi sono altini
  • se non si prende la mezza pensione presso la propria gesthouse, si rischia di rimanere senza cibo visto che gli esercizi commerciali chiudono al tramonto e il villaggio si spopola.

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AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

2 pensieri riguardo “Nakasen-do, sentiero antico tra Tsumago e Magome

  • 29/10/2015 in 1:21 pm
    Permalink

    Molto belli i sentieri lastricati in pietra nel bosco ed incredibile che anche in Giappone gli escursionisti in comitiva siano in maggioranza over 60 e oltre!
    Anche in questa zona ci si saluta con entusiasmo, tra escursionisti? Pensando al fatto che cui sentieri di montagna vale la stessa “regola” anche dalle nostre parti, mi chiedo come sia nata quest’abitudine universale…

    Risposta
    • 29/10/2015 in 2:25 pm
      Permalink

      Ciao Chiara,
      immagino che questa bella abitudine sia nata nella notte dei tempi… e che sia morta solo recentemente nella frenesia delle nostre sovraffollate città.
      Comunque i vecchietti giappi sono tosti e alcuni sono veramente simpatici!!
      Grazie per il commento 🙂

      Risposta

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