Sud-Korea: diario di viaggio (prima parte)

Dopo aver spolverato il diario di viaggio del Laos mi sembrava giusto andare ancora più a ritroso nel tempo e rispolverare il diario della Korea del sud, datato estate 2010.

15/08/2010 – Partenza

IMG_2426 Bibimbap in aereo
In aereo facciamo conoscenza con il bibimbap, ci accompagnerà per tutto il viaggio!

Siamo arrivati presto in aeroporto, appena in tempo per non prenderci l’acqua. Sarà il primo decollo sotto un temporale, dovevamo provare l’esperienza prima o poi!

Al gate è ovviamente pieno di coreani, sono uguali ai Giappi e io e Ale siamo già al 7° cielo 🙂 Siamo ancora lontani dalla meta ma ci sentiamo già quasi arrivati a destinazione!

Parentesi gastronomica: abbiamo mangiato il bibimbap in aereo! E ci hanno fornito pure il manuale con le istruzioni: unire il riso alle verdure (e/o carne e/o pesce), aggiungere olio di sesamo e salsina piccante e mescolare.

16/08/2015 – Seoul

Siamo sul bus per Seoul! Passaggio al controllo passaporti: 5 secondi, che paradiso…Trovare il bus e cambiare i primi soldi è stato facilissimo, la Korea promette bene.
Arrivati in albergo ci piazziamo nella camera “old style” con riscaldamento a pavimento e letto tipico a futon. Ale cerca e trova subito il canale dedicato all’e-sport (ovvero i campionati di videogiochi, che in sud-korea hanno pari dignità – e giro di soldi – dello sport classico) e ammira una partita pazzesca di Starcraft, ancora oggi star assoluta dei tornei coreani.

Passeggiamo nei dintorni dell’hotel per cercare un posto in cui mangiare e ammiriamo uno spettacolo di street food, ovvero la preparazione – direttamente sulla strada – di dolcini tipici con miele cristallizzato che viene lavorato fino a diventare un groviglio di fili sottilissimi, che avvolgono un cuore di nocciole e caramello.

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Scorcio del giardino del palazzo reale

17/08/2010 – Seoul

La mattina sveglia alle 7.30; in Korea non esiste l’ora legale come in quasi tutti i paesi dell’estremo oriente, di conseguenza il sole d’estate sorge prestissimo e tramonta altrettanto presto. Ci aspettiamo che la vita cominci all’alba, ma a differenza del resto dell’Asia prima delle 9 è tutto chiuso, mah!

Quartiere tradizionale di Seoul
Quartiere tradizionale di Seoul

Prima tappa il Bukchon Hanok Village, un quartiere pieno di case tradizionali, ormai soffocate da palazzoni e grattacieli. Ma qui è tranquillo, le vie sono strettissime, dei veri e propri vicoletti, e sembra quasi di essere in un paesello di campagna dove i fornitori dei negozi arrivano in moto. Le case sono davvero belle e immaginiamo che questo sia il quartiere dei miliardari.

Pianta del palazzo, il retro era un enorme giardino segreto
Pianta del palazzo, il retro era un enorme giardino segreto

Poi si passa all’immenso Changdeokgung, nato come palazzo reale secondario nel 1405 e poi diventato il palazzo principale a seguito della distruzione del Gyeongbokgung nel 1590, durante l’invasione giapponese.

Segue un pranzo al Family Market a base di zuppa pronta cui basta aggiungere acqua calda: nel market sono disponibili tavoli e acqua. Il signore che mangia accanto a noi ci porta i tovaglioli, il primo gesto gentile di un anziano nei nostri confronti 🙂

Il nostro primo pranzo coreano, al supermercato
Il nostro primo pranzo coreano, al supermercato

La tappa seguente è il palazzo Changgyeonggung, costruito accanto al precedente per ordine del re e destinato a suo padre.

Dopo una visita al Tempio Jogye-sa, procediamo verso il Dongdaemun, una delle antiche porte della città, circondata da mercati e centri commerciali e da un curioso “parco” lungo un canale che attrae centinaia di coreani in cerca di refrigerio. Il parco si chiama Cheonggyecheon e sarà uno dei posti più rilassanti e piacevoli della nostra permanenza a Seoul.

IMG_2520 Tutti sotto il ponte in cerca di refrigerio, non sembra neppure di essere in citta'
In cerca di refrigerio al Cheonggyecheon, non sembra neppure di essere in città
Il dolcetto della nonnina coreana
Il dolcetto della nonnina coreana

Durante il rientro in albergo, sulla spettacolare metropolitana di Seoul, una signora anziana ci offre degli strani involtini dolci che stava dividendo con un paio di amiche. Certo che gli anziani di Seoul sono davvero carini! E meno male che i coreani sarebbero ipernazionalisti e razzisti! Con il sorriso sulla faccia andiamo a cenare in un ristorantino di Insadong, ovvero la via commerciale del nostro quartiere, e ordinamo bibimbap e involtini di riso e verdure.

18/08/2010 – Seoul

La notte di pioggia non lascia presagire niente di buono, quindi decidiamo di passare la giornata al chiuso nei musei.
Partiamo dall’enorme Museo Nazionale, incentrato principalmente sulla storia della Korea. L’immenso e moderno edificio è collocato in un bel parco e la sorpresa è che il museo è gratuito! Al piano terreno si ripercorre la storia antica della Korea ed è ottimo per farsi un po’ di cultura generale. I due piani superiori espongono opere calligrafiche, pezzi di arte asiatica frutto di donazioni private e una mostra sulla scultura coreana. La visita ci porta via tutta la mattinata e siamo molto soddisfatti!

Le navi da guerra "tartaruga" con guscio "spinoso", create nel XVI secolo per respingere l'attacco della flotta giapponese, specializzata in arrembaggi
Le navi da guerra “tartaruga” con guscio “spinoso”, create nel XVI secolo per respingere l’attacco della flotta giapponese, specializzata in arrembaggi

Proseguiamo dirigendoci verso il War Memorial Museum (da lontano si vede la N-Seoul Tower), grande e gratuito come il Museo Nazionale. Il WMM ripercorre la storia delle guerre in Korea dalla preistoria ai giorni nostri. Particolare attenzione è ovviamente posta alla Guerra di Korea e i vari filmati, pannelli esplicativi e reperti ne mostrano un chiaro ed interessante quadro.

Nell’altrio centrale è inoltre presente una riproduzione di nave tartaruga, che pare essere stata usata nell’antichità per respingere l’invasione giapponese. All’esterno è presente una vasta esposizione di mezzi militari americani e coreani, tra cui un B52 USA.

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Una bella esibizione di forza…

Il resto del museo è un po’ un minestrone il cui messaggio resta ambiguo, a differenza dello splendido museo della guerra che avevamo visto a Saigon. Qui il patriottismo e l’orgoglio nazionale sono molto mal celati ed è abbastanza triste notare una certa esaltazione della guerra fatta dai coreani.

Le simulazioni belliche per far diventare grandi e piccini sparando contro i cattivi sono davvero di pessimo gusto in un luogo che dovrebbe dare un’idea del tutto diversa del combattimento e dei conflitti. Purtroppo però la Korea resta un paese in attesa di combattere una guerra che si spera non debba mai scoppiare, ma che sembra sempre sul punto di farlo.

IMG_2571 ... questo era proprio un bel piatto prima che ci versassero sopra la brodazza de fuego
questo era proprio un bel piatto prima che ci versassero sopra una brodazza de fuego…

Ci trasferiamo a questo punto al Park Mall Yongsan, un enorme centro commerciale piacevole da esplorare, che racchiude al suo interno l’E-Stadium dove si disputano i più importanti tornei di videogame del Paese.
Al rientro c’è ancora tempo per in caffè con brioche ripiena di fagioli e patate (entrambi dolci).

19/08/2010 – Seoul

Prima tappa della mattinata è il Gyeongbokgung, il palazzo reale bruciato nel 1592 durante l’invasione giapponese e poi ricostruito nel 1865, di nuovo distrutto durante il colonialismo giapponese nel 20° secolo e ricostruito ancora negli anni ’90.  Il complesso è grandioso sebbene piuttosto simile (non solo nel nome) ai palazzi già visitati nella prima giornata e include un bellissimo edificio simile ad una pagoda, in cui ha sede il museo nazionale del folklore coreano.

IMG_2587 I dodici segni zodiacali d'oriente vengono associati all'anno, quindi un intero ciclo dura 12 anni
I dodici segni zodiacali orientali

La prima parte, incentrata sulla storia della Korea, è davvero magnifica e gode di un allestimento moderno che la valorizza moltissimo, in maniera semplice e artistica. Sui maxi schermi sono proiettati vari filmati che rappresentano la vita della popolazione, spesso usando lo stile grafico delle pitture dell’epoca, da quelle rupestri in avanti. E’ bello vedere come in tutti i musei coreani siano presenti moltissimi bambini dall’aria piuttosto interessata.
Una mostra straordinaria sulla guerra di Korea (è il 60° anniversario) lancia al solito messaggi ambigui.

Dopo aver passato la mattinata tra museo e palazzo ci dirigiamo alla meta seguente, il Deoksugung. Lungo la strada passiamo nel cuore di Seoul, zeppo di grattacieli, ambasciate e centri commerciali sotterranei. Passiamo per caso davanti al 66k, mostra permanente gratuita che illustra come è possibile – e necessario – risparmiare energia ed evidenzia le politiche ambientali portate avanti dalla SudKorea (che punta molto sulle energie rinnovabili e sul nucleare, per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili già nei prossimi anni).
L’idea è molto bella e interessante anche se alcuni slogan suonano decisamente propagandistici, come spesso accade qui… purtroppo! L’esempio più evidente è quello dell’energia nucleare, definita ecologica e pulita. Inoltre nella mostra tengono l’aria condizionata a palla, il che è chiaramente incoerente.

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Arriviamo al Deoksugung e ammiriamo il giro di ronda di “buffoni” vestiti da guardie dell’era Joseon, che fanno la spola tra i due palazzi reali. Il complesso non è all’altezza degli altri tre e avremmo potuto risparmiarcelo, anche se resta comunque un bellissimo luogo.

Curiosando in giro per i grattacieli, finiamo nel T2 ovvero la torre del turismo, per recuperare alcune informazioni. Il personale ci fornisce materiale specifico per tutte le nostre prossime destinazioni in giro per la Korea! Qui è anche possibile fare foto in abiti tradizionali, farsi scrivere il nome in coreano…il tutto gratis.

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Un piatto non piccante!!!!!!!!!!!!!!!!

Ultima tappa della giornata è il Jongmyo Royal Shrine, dove abbiamo mancato per un pelo l’ultima visita guidata in inglese (causa sosta birra al supermercato, faceva decisamente troppo caldo!). Non ci resta che aggregarci al gruppo giapponese che è appena partito! L’antico tempio sciamanista reale è carino, ma dopo i palazzi reali sembra poca cosa; forse sarebbe stato meglio visitarlo per primo.

Ceniamo in Insadong con ottimi dumplings e pancakes assortiti, finalmente una bella panciata di cibo non piccante.

Un consiglio: mai farsi vedere in giro con una cartina, perché spunterà dal nulla un solerte coreano che vi si appiccicherà addosso offrendovi aiuto. E non provate a dire che non ne avete bisogno, perché penserà che facciate i complimenti. Fargli una domanda facile e ringraziare per la risposta è il modo più semplice per levarselo di torno! Se invece avete davvero bisogno di aiuto, siete in uno dei posti migliori al mondo per riceverlo!

20/08/2010 – Seoul 

IMG_2654 Noryangjin fish market
Noryangjin Fish Market

Sveglia all’alba delle 6, sabato gli hotel sono tutti pieni quindi ci resta un solo giorno ma dobbiamo vedere ancora un sacco di cose.

Alle 7.30 siamo al Noryangjin Fish Market, nel pieno della sua attività e osserviamo decine di specie marine mai viste prima, tra cui alcune cozze lunghe una quarantina di cm.

Buona parte dei poveri pesciozzi e animali vari è contenuta in grossi acquari o catini e venduti ancora vivi.

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Persci e strani animali esposti

Dopo esserci tuffati nella metro con migliaia di studenti-sardina, ci aspetta una lunghissima camminata fino al parco delle Royal Tombs, ovvero Samreung Gongwon (avendo sbagliato il calcolo delle distanze ci siamo ritrovati a camminare per circa 10 km…), sito di medio interesse.

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Lanterne del tempio Bongeunsa

Proseguiamo quindi verso il tempio buddista Bongeunsa, situato in un piccolo parco di pini marittimi e circondato dai grattacieli. Come sottofondo abbiamo una cerimonia piuttosto suggestiva, in cui il monaco intona preghiere cantando in mezzo agli altri fedeli.

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Seguono le deludenti prigioni giapponesi del periodo coloniale, per metà chiuse per restauro e prive di didascalie in inglese, e il tempio sciamanista Guksadang. Visto che è praticamente impossibile da trovare, mobilito mezzo staff delle prigioni per farci dare le indicazioni. Alla fine un guardiano (che peraltro non sa assolutamente la strada) ci accompagna fino al tempio, che è in fondo ad una strada in salita, trotterellando come uno stambecco per le stradine del quartiere… mentre noi ovviamente siamo esausti e non riusciamo a stargli dietro. La fatica purtroppo non è ripagata: la foschia non permette di ammirare il panorama.

Per cena torniamo a Insadong e Ale ordina un malefico kimchi, che – gli viene garantito – non è affatto piccante. Al solito è piccanterrimo.

Il fatto che ci concediamo un solo pasto (sempre piccantissimo) al giorno e che non sia concesso soffiarsi il naso a tavola (segno di grande maleducazione qui) è un motivo di tortura nonché una delle cose che renderanno più faticoso il viaggio.


Vai alla seconda parte del diario

Vai alla terza parte del diario

 

 

Ross

The mottos that best represent me? "Worry more about your conscience than your reputation. Because your conscience is what you are, your reputation is what others think of you. And what others think of you is their problem." and..."Frankly, my dear, I don't give a damn!"

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