So far so good… Tempo di riflessioni

Nonostante ci sembri ieri, sono passati oltre tre mesi dal giorno della nostra partenza ed è giunto il momento di fare un piccolo punto della situazione.

Discesa e adattamento

Possiamo dire che fino ad ora il nostro viaggio sia stato in “salita” (o in discesa, dipende dai punti di vista): siamo partiti da un paese ricco e moderno come il Giappone, per poi passare ad uno da tempo in via di sviluppo e ormai abbastanza moderno come Taiwan, per finire nelle Filippine, decisamente povere e arretrate. Ogni trasferimento è stato un po’ traumatico, com’è logico che sia quando si devono abbassare i propri standard, ma la cosa sempre sorprendente è come, dopo un breve periodo di transizione, si riesca ad abituarsi a tutto: in fondo le reali necessità dell’uomo sono ben poca cosa rispetto a tutti gli innumerevoli bisogni che riteniamo di avere.

Vita quotidiana nelle Filippine

La riscoperta del sorriso

Per chi come noi non è amante del mare e delle immersioni, le Filippine non offrono grandi attrazioni, eppure questo paese ci rimarrà profondamente impresso per le emozioni che ci ha saputo trasmettere.
Sappiamo bene che vivere un paese da turisti – o anche, concediamocelo, da viaggiatori – per poche settimane non ci dà il diritto di giudicare, ma solo di fare riflessioni superficiali su quel poco che si è riusciti a vedere e a cogliere.
Ci sentiamo comunque di dire che il popolo filippino è uno dei più sorridenti, cordiali e solari tra quelli che abbiamo incontrato.

Due cose colpiscono e fanno sempre riflettere quando ci si ritrova tra queste persone cosi povere e semplici, eppure cosi aperte e innegabilmente migliori di noi sotto molteplici punti di vista: la loro disposizione verso il prossimo e il loro fatalismo.

Vita quotidiana nelle Filippine 3

L’apertura verso il prossimo

La più semplice e inesauribile ricchezza di un uomo è il sorriso, ce lo insegnavano quando eravamo bambini invitandoci a condividerlo con tutti, ma sono passati molti anni e ormai sembra che in Italia qualcosa si sia irrimediabilmente rotto: il sorriso è diventato merce rara al di fuori della propria cerchia di conoscenze, la tensione sociale è palpabile, tutti sembrano potenziali nemici e pochi sono ancora disposti ad “abbassare la guardia” con degli anonimi sconosciuti.
In molti paesi che noi riteniamo poveri e incivili invece, la lezione del sorriso è ancora ben impressa nella mente delle persone e un sorriso non si nega mai a nessuno! Inoltre una bella risata è ancora il modo migliore per stemperare una situazione imbarazzante, un imprevisto o un comportamento poco consono.

E’ veramente anomalo poi vedere come persone che hanno cosi poco riescano a gioire nel condividere quel poco con il primo sconosciuto che passa ed è in questi momenti che ci si ricorda che esiste una forma di benessere evidentemente non legato alla ricchezza materiale, ma ad una ricchezza sociale meno tangibile, di certo non meno preziosa.

Così ci si rende conto di quanto abbiamo perso nella nostra rincorsa al denaro a scapito del nostro tempo, della serenità e della cura degli affetti, e ci si chiede quando sia successo e come sia potuto accadere, come mai nessuno abbia fermato in tempo questa corsa verso l’inaridimento individuale e collettivo.

Vita quotidiana nelle Filippine 5

Il fatalismo è liberta?

Il secondo “pugno nello stomaco” arriva nel vedere il senso di precarietà che aleggia in questi luoghi, come le persone vivano alla giornata e siano abituate al fatalismo e all’accettazione degli imprevisti della vita. Questo contrasta nettamente con la necessità spasmodica di sicurezza che sentiamo in occidente e che ci impedisce di ragionare lucidamente, che ci ha privati della nostra umanità. Mettiamo noi stessi e la nostra sicurezza al di sopra di tutto compresa la nostra libertà di cui tanto ci riempiamo la bocca – ma che siamo sempre pronti a sacrificare in nome di un presunto “benessere” superiore – e la vita di innumerevoli innocenti.

Quando vedi tre ragazzi seduti a gambe incrociate sul tetto di un camion in corsa pensi che siano dei pazzi, eppure… eppure loro stanno vivendo e un po’ li ammiri. Poi pensi che in Europa c’è gente che non prende la metro per paura degli attentati islamici e allora ridi. Ma è una risata amara, amarissima, perché poi pensi che noi stiamo richiudendo le frontiere, che stiamo invocando a gran voce bombardamenti a tappeto, che stiamo eleggendo rappresentanti populisti fascistoidi e razzisti che fino a pochi anni fa sarebbero stati disprezzati e ridicolizzati da tutti.
E solo perchè abbiamo paura. Stiamo ulteriormente regredendo moralmente.

Non vogliamo banalizzare le cose, sappiamo bene che i problemi europei sono concreti e reali, ma vanno affrontati con serietà e intelligenza ammettendo gli errori del passato e lavorando per correggerli, non trincerandosi dietro a nuove – risibili – cortine di ferro e perseverando con i vecchi sbagli (tipo inondare di armi territori instabili o personaggi poco raccomandabili). E’ questa assenza di lucidità e razionalità che fa forse ancora più rabbia.

Vita quotidiana nelle Filippine 6

Ne abbiamo davvero bisogno?

Ci sono momenti in cui si arriva quasi ad invidiare chi riesce a mantenere la serenità come noi non sappiamo più fare e ci si chiede quali sono le cose di cui abbiamo veramente bisogno, alla fine. In questo viaggio stiamo imparando, ad esempio, che due paia di calzoni e tre paia di magliette sono sufficienti, altro che l’armadio 4 stagioni che abbiamo a casa! E allora sembra ancora più evidente come la nostra società si sia spinta troppo oltre, dando valore solo ai beni materiali trascurando tutto il resto.

Cosa è rimasto dei valori cristiani? La chiesa non sembra aver fatto un gran lavoro, a occhio sembra che abbia trasmesso solo dei ridicoli quanto inutili dogmi, schierandosi oltretutto sistematicamente dalla parte del materialismo in chiave utilitaristica (vedi lo storico allineamento con gli USA…).

Vita quotidiana nelle Filippine 4

Per concludere

La vita è una ricerca continua e in questo il viaggio è fondamentale perché pone quotidianamente di fronte al nuovo e all’inatteso, fa incontrare sconosciuti con cui si creano empatie e ricordi, dà la possibilità di confrontarsi con punti di vista alternativi, stimola la curiosità, ci ricorda che non si è mai “arrivati” e fa crescere.
Per ora l’entusiasmo resta alto, si va avanti 🙂

 

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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