Ritorno a Taipei

Chiudendo il giro dell’isola siamo tornati al punto di partenza, a quella Taipei che inizialmente, arrivando da un mese di asetticità giapponese, ci aveva un po’ traumatizzati e che ora invece sentiamo quasi come una seconda casa!

HotPot a Bangka - TaipeiAppena tornati ci siamo fiondati nel quartiere Bangka a dare un ultimo saluto ad uno dei nostri ristoranti preferiti, l’HotPot che avevamo provato il nostro primo giorno a Taiwan, oltre un mese e mezzo prima, e che allora ci era sembrato cosi strano e sudicio… ma che abbiamo in seguito imparato ad apprezzare e a cui ci siamo davvero affezionati!

Impossibile dimenticare la fenomenale vecchina che gestisce il locale da mattina a notte fonda senza fermarsi mai: gira come una trottola tra i tavoli, trasporta pentoloni di ghisa bollente a mani nude e fa i conti alla velocità della luce (anche se a noi i suoi conti non tornano quasi mai… vabbè!)

Questa volta alcuni gentili ragazzi hanno insistito per aiutarci mentre noi cercavamo inutilmente di spiegargli che non ce n’era proprio bisogno… anche se le loro indicazioni ci avrebbero fatto molto comodo qualche settimana prima ^_^

La metro dalle mille sorprese

Purtroppo in questi ultimi giorni il tempo non ci ha dato grandi soddisfazioni e abbiamo dovuto tagliare alcune visite dal programma, ma siamo comunque riusciti ad ammirare il Taipei 101, uno dei grattacieli più alti ed eleganti al mondo (bello anche sotto la pioggia battente!) e un piccolo museo dei burattini nel cui staff c’è un simpatico ragazzo di Ravenna, esperto burattinaio trasferitosi a Taiwan molti anni fa!

Mega centro commerciale di lusso al Taipei 101
Il mega centro commerciale per riccastri al Taipei 101

Durante le nostre ultime passeggiate la necessità di ripararci dalla pioggia ci ha fatto scoprire un gigantesco centro commerciale sotterraneo che corre parallelo alla Metro e collega le fermate Beimen-Main Station-Zhongshan; all’interno di questo labirinto di gallerie c’è posto per alcune esposizioni artistiche, una sala dedicata alla break-dance dove i tanti appassionati possono allenarsi liberamente davanti agli specchi e alcune postazioni per massaggi gestite da ciechi.

Break Dance nel centro commerciale sotterraneo di Taipei

Le mascotte cieche del centro commerciale sotterraneo di Taipei 2

La cosa che ci ha colpito è che un’intera sezione del centro è decorata con murales raffiguranti dei gattini antropomorfi che svolgono varie attività… e questi gatti sembrano proprio essere ciechi! Non abbiamo trovato informazioni dettagliate, ma sembra che fino a pochi anni fa le uniche persone autorizzate a richiedere una licenza per i massaggi fossero proprio i ciechi: pare che la tradizione cinese indirizzi i ciechi verso questi studi da migliaia di anni! E’ sempre bello vedere persone “svantaggiate” che hanno la possibilità di dimostrare le loro capacità e di collocarsi perfettamente all’interno della società, tanto più se questa attenzione è il frutto di una tradizione plurisecolare e non di una politica recente. Un po’ per curiosità e un po’ per supportare (anche se i clienti in realtà non mancano!) abbiamo voluto testare di persona i loro servizi.

 

Era il primo massaggio della mia vita e… fino a che non ne avrò assoluto bisogno sarà anche l’ultimo! Non voglio mettere in discussione le capacità della massaggiatrice che sicuramente sarà bravissima, ma farsi piantare gomitate nelle scapole e farsi pizzicare i tendini del collo come fossero le corde di un’arpa non è davvero stata un’esperienza rilassante!! Mi sono sforzato in tutti i modi di restare fermo e sciolto mentre i miei muscoli urlavano di dolore, soprattutto per non fare la figura della femminuccia… ma faceva talmente male che, forse nel tentativo di incanalare la tensione altrimenti, ho iniziato a trovare la situazione buffissima: pagare per farsi torturare in quel modo!! A quel punto il problema è stato trattenere le risate… Alla fine di venti lunghissimi minuti la seduta è finita e mi sono sentito mooolto più rilassato, ma non credo fosse quello l’intento del massaggio ^_^
Purtroppo la mia massaggiatrice non parlava inglese, probabilmente se avessimo potuto interagire l’esperienza sarebbe stata molto più piacevole.

Finalmente mi spiego perchè il samurai cieco Zatoichi risultasse essere pure un massaggiatore!!
Finalmente mi spiego perchè il samurai cieco Zatoichi risultasse essere pure un massaggiatore!!

Pubblicità progresso

Un altro dei must della metro di Taipei sono le pubblicità progresso che vengono trasmesse a ciclo continuo sui convogli e mostrano comportamenti virtuosi da emulare, ripetendo che il buon funzionamento del servizio risiede nella civiltà e nei gesti di chi fruisce del trasporto pubblico.
Il tutto al motto “voi siete l’orgoglio della metro di Taipei“; quale modo migliore di responsabilizzare i cittadini?
Questo coinvolgimento lo si può notare ad esempio dall’esercito di volontari – tra cui moltissimi anziani – che contribuisce in modo determinante al buon funzionamento di musei e servizi pubblici.

Le mascotte cieche del centro commerciale sotterraneo di Taipei

Una società multiculturale

La storia recente di Taiwan è davvero molto complessa poiché nel giro di un secolo è passata da regione cinese a colonia giapponese; restituita alla Cina dopo la seconda guerra mondiale è diventata l’ultimo baluardo dei nazionalisti cinesi dopo la vittoria del comunismo… dopo decenni di rivendicazioni incrociate in cui i governi Taiwanese e quello Cinese sostenevano di essere i legittimi governi dei territori altrui, tuttora la situazione non è per nulla chiara e le relazioni restano molto complicate.
Con questi presupposti e conoscendo le tensioni incrociate tra i vari paesi della regione ci aspettavamo un certa ostilità anche da parte dei taiwanesi verso cinesi e giapponesi, ma in realtà non l’abbiamo riscontrata.

Sale di preghiera aeroporto Taipei
Sale di preghiera all’aeroporto di Taipei (la svastica è uno dei più comuni simboli del buddhismo)

Ricordo un episodio al T-life, mentre a tavola raccontavamo barzellette su francesi, inglesi etc abbiamo chiesto ai ragazzi di Taiwan se anche da loro girassero barzellette ad esempio sui giapponesi. La risposta è stata che i giapponesi hanno fatto anche molte cose belle durante l’occupazione e che oggi la cultura giapponese influenza pesantemente quella taiwanese. “I giapponesi sono nostri fratelli” ci hanno detto. Wow, è la prima volta che sentiamo una cosa del genere nei confronti dei giapponesi!!
Sia il turismo cinese che quello giapponese sono inoltre molto diffusi nella regione.

Tempo di dire addio

Alla fine è arrivato il momento di staccarci da questo piccolo paese da cui non ci aspettavamo molto, ma a cui abbiamo deciso di dedicare tanto tempo per rallentare il ritmo e avere la possibilità di leggere e studiare. E’ stata un’esperienza che difficilmente ci ricapiterà in futuro e siamo davvero felici di averla fatta a Taiwan, un paese che dal punto di vista turistico non offre moltissimo, ma in cui si vive molto bene, a prezzi irrisori, in mezzo a persone mediamente molto gentili e ospitali, in una società dove apparentemente non ci sono grosse tensioni sociali.
Siamo stati bene e partire è un po’ doloroso, ma siamo pronti per la prossima meta, le Filippine, e il nuovo prevedibile shock culturale!

Ale

Costituisce il 50% meno 1 del duo AleRoss. Dopo il suo anno di aspettativa in giro per l'est del mondo, è tornato ad ammazzarsi di videogiochi, in attesa della prossima partenza....

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