Puerto Princesa, la capitale di Palawan

Il nostro viaggio nelle Filippine ha avuto come ultima tappa Puerto Princesa, dove abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno per riposarci e raccogliere le energie in vista dell’Indonesia. La città è la più grande dell’isola, punto di accesso e partenza dei turisti.

Puerto Princesa - Murale su scuola
Le scuole sono spesso decorate con fantasiosi murales realizzati da studenti e professori

Cosa fare a Puerto Princesa

Puerto Princesa - Garage x Tricycle
Tricycle in garage

Da Puerto Princesa è possibile effettuare la famosa escursione al “fiume sotterraneo“, un corso d’acqua che corre lungo una bella grotta calcarea e che è stato recentemente eletto come una delle “nuove sette meraviglie del mondo naturali“. Noi l’abbiamo evitato perché di grotte ne abbiamo già viste fin troppe ultimamente! Inoltre l’escursione fai-da-te è un po’ complicata da organizzare poiché il parco è a circa 80 km dalla città e soprattutto occorre richiedere un permesso qualche giorno prima. Sono numerosi i tour operator più o meno ufficiali che vendono il pacchetto, ma i prezzi sono relativamente alti e “cartellizzati”.

Ci sono comunque altre piccole attrazioni che meritano una visita:

  • Baywalk park: è una passeggiata sul mare un po’ sgangherata e poco frequentata, ma offre una bella vista sulla città.
  • Plaza Cuartel: oltre ad ospitare la cattedrale cristiana, questo è il famigerato luogo dove nel 1944/45 vennero trucidati 130 prigionieri di guerra americani dai crudeli giapponesi, in quello che fu uno dei più grandi crimini della seconda guerra mondiale… eh si, questo è il modo in cui la storia è raccontata dai pannelli illustrativi esposti nella piazza, evidentemente scritti sotto dettatura americana. Il bello è che subito dopo viene candidamente specificato che la città venne rasa al suolo in vista dello sbarco alleato, solo per poi scoprire che i giapponesi, allo stremo, si erano già ritirati sulle colline all’interno.
  • Palawan Museum: abbiamo particolarmente apprezzato questo piccolo museo che contiene alcuni interessanti reperti archeologici (come la giara da sepoltura con la raffigurazione del defunto che viene traghettato verso l’altro mondo) oltre ad alcuni cenni sulla storia e sulla bella cultura delle tribù di Palawan.
  • Palawan Heritage Center: un museo più grande e moderno, ma meno ispirato (con un pizzico di propaganda a stelle e strisce…) sulla storia del paese e sulla vita delle tante tribù che vi abitano, alcune delle quali pare mantengano ancora oggi le più antiche tradizioni. Una guida che parla un buon inglese marca strettamente ogni turista, ma offre racconti e spiegazioni interessanti.
  • Puerto Princesa - Butterfly garden
    Case tradizionali delle tribù di montagna

    Butterfly garden: si trova qualche chilometro fuori dalla città, ma è facilmente raggiungibile in jeepney (15 pesos a testa) o in trycicle (prezzi random), mentre a piedi è lunghetta… soprattutto se fate affidamento sulle coordinate GPS reperibili su google maps che, come spesso accade nelle Filippine, sono completamente errate!! sgrunt…
    Una cordiale guida ci ha mostrato alcune teche contenenti millepiedi, insetti stecco, scorpioni e scarabei giganti che maneggiava in scioltezza, per poi fermarsi davanti all'”incubatrice”, dove ad una serie di fili erano appesi i bozzoli in fase di schiusa, con alcune enormi farfalle appena formate in attesa che le ali si asciugassero per effettuare il loro primo volo.
    Un piccolo giardino coperto da reti costituiva la voliera per centinaia di bellissime farfalle e alcune piccoli recinti non troppo allegri costituivano la casa per alcuni animali, tra cui un paio di gatti orsini, strani mammiferi che pare siano abbastanza comuni nel paese.

    Puerto Princesa - Butterfly garden

    Abbinato al giardino c’è la visita ad una famiglia proveniente da una tribù di montagna che mostra ai visitatori vari manufatti di uso quotidiano tra cui strumenti musicali e armi per la caccia. Non sappiamo quanto sia autentica questa dimostrazione, ma ci è stato assicurato che le famiglie si alternano ogni due settimane e si spostano solo a piedi impiegando ben una settimana di viaggio per trasferirsi dal villaggio al centro e viceversa.

Puerto Princesa - Butterfly garden

Buona birra e buon cibo

Girovagando per il centro ci siamo imbattuti per un caso fortunato in un microbirrificio artigianale, il Palaweño Brewery. Fondato nel 2013, è il solo birrificio artigianale dell’isola e uno dei pochissimi delle Filippine (ci risulta che ce ne siano meno di 20). Dave, il nipote della fondatrice, ci ha raccontato un po’ di storia e mostrato la piccola sala attrezzata per la produzione, dove tutto viene fatto a mano. Dopo aver assaggiato diverse birre nella piccola sala adiacente non possiamo che fargli i nostri complimenti e augurargli buona fortuna!

Puerto Princesa - Palaweno Brewery

Puerto Princesa - Palaweno Brewery

Un altro bell’esempio di imprenditoria locale, tanto semplice quanto intelligente, è il chiosco degli hotdog che abbiamo trovato all’incrocio tra Fernandez St e Rizal Ave mentre cercavamo un posto per pranzare. È aperto da poco ed è gestito da una coppia mista, lei filippina e lui finlandese. La moglie serve i clienti e cuoce la carne, mentre lui inventa le fantastiche salse con cui si condiscono gli hotdog: crema all’aglio, cipolle caramellate, curry di ananas etc.

Un consiglio per il pernottamento

Non vogliamo fare pubblicità, ma in questo caso una menzione speciale è doverosa. Siamo rimasti 5 notti alla Pension del Flora, semplice hotel situato poco fuori dal centro, in una via tranquilla e immerso nel verde. La nostra stanza al terzo piano (o secondo, per dirla all’italiana) era semplicissima ma si affacciava su un balcone esposto a sud, sempre soleggiato: una gioia per gli occhi oltre che una comodità inaudita e inaspettata visti tutti i bucati che abbiamo dovuto fare e stendere ad asciugare!
A colazione, ogni giorno, ci aspettavano panini e dolci freschi di panetteria, uova strapazzate e formaggio, frutta appena raccolta e un buon caffè per iniziare bene la giornata.
Per finire, i comuni black-out serali erano una buona occasione per ammirare lo spettacolo delle stelle dalla piccola terrazza sul tetto 🙂

Puerto Princesa - Pension del Flora

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

2 pensieri riguardo “Puerto Princesa, la capitale di Palawan

  • 02/02/2016 in 9:55 am
    Permalink

    Buondì! O Buona sera, ho dato un’occhiata al sito e devo dire che le foto sono stupende.
    E anche i commenti.
    Complimenti .. ed ho appena scoperto che one for the road è una canzone delle scimmie artiche.
    Buon proseguimento

    Risposta
    • 02/02/2016 in 10:21 am
      Permalink

      Ma grazie per i complimenti! Effettivamente qui ora è un piovoso pomeriggio di martedì a Borobudur… e non mi dispiace ripensare a Puerto Princesa, al sole che c’era sempre e soprattutto ai fiumi di birra che ci siamo bevuti, qui in Indonesia è introvabile 🙁 Help!!!

      Risposta

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