Prova di creatività: il corso di batik

L’incontro con Kim, giovane slovena trasferitasi in Indonesia per studiare batik, ci ha trasmesso molto entusiasmo così, durante la nostra permanenza a Solo, ci siamo iscritti ad un breve corso di mezza giornata. Il laboratorio di batik Mahkota si trova nel villaggio di Laweyan, sobborgo di Solo specializzato nella lavorazione di stoffe con questa tecnica. Ad accoglierci abbiamo trovato un simpatico gruppo di ragazze e un anziano signore, evidentemente professionista di lunga data, che ha controllato il nostro operato nelle varie fasi.

La scelta del motivo

Il primo passo, quantomeno per chi è alle prime armi, è scegliere un motivo e riportarlo a matita sul tessuto (nel nostro caso cotone, ma si può anche lavorare la seta). È un lavoro abbastanza lungo e importante perchè costituisce il tracciato base per le successive fasi; bisogna stare attenti a non deformare il tessuto calcando troppo e a non spostarlo per non perdere i riferimenti, altrimenti non si riesce a ricomporre bene il disegno.

Surakarta - corso di batik

La cera rovente

La seconda fase è forse quella in cui è più facile fare danni al disegno e farsi male, perchè consiste nel tratteggiare il disegno con la cera rovente. Questo passaggio serve per escludere porzioni del tessuto dalla successiva tintura: il tessuto coperto dalla cera, ovvero il motivo disegnato a matita, rimarrà bianco. Ci sono dei rudimentali pennini/pipette che richiedono pazienza e una serie di prove per poter essere usati al meglio. Se la cera è troppo calda le linee vengono spessissime e si rischia di sgocciolare sul tessuto, mentre se la cera diventa fredda le linee risultano troppo sottili e rischiano di lasciar passare il colore. Bisogna inoltre stare attenti a chiudere i motivi e non lasciare “spazi” aperti, altrimenti si rischia che il colore di una sezione si allarghi anche a quelle limitrofe.

Surakarta - corso di batik
Metti la cera…

Pronti per la tintura!

Una volta superata la fase di controllo qualità (il guru del batik ha dovuto rifare metà del nostro lavoro, bisogna ammetterlo… e soprattutto ha velocizzato il processo ripassando per noi la cera sul lato opposto del tessuto) si può procedere con la colorazione e a questo punto bisogna fare una precisazione. Il batik “serio” richiede un bagno di tinta per ogni colore, il che vuol dire che il procedimento di disegno con la cera e tintura va ripetuto per un numero di volte pari a quello dei colori che si vogliono utilizzare.

Nel nostro caso, trattandosi di un corso rapido, abbiamo adottato una tecnica semplificata, ovvero abbiamo usato tutti i colori in un colpo solo – applicati tramite un pennello “spugnoso” – cercando di non “sforare” nelle zone circostanti.

Surakarta - corso di batik

Fissaggio, scioglimento della cera e asciugatura

Quando si finisce la colorazione del disegno ci sono alcuni passaggi per arrivare al prodotto finale: prima viene fatto un bagno di fissativo, poi il tessuto viene passato tra rulli per eliminare il colore in eccesso, si fa un bel bagno di acqua bollente per far sciogliere la cera e dopo una bella sciacquata finalmente il capolavoro (ci piace chiamarlo così) viene steso ad asciugare.

Surakarta - corso di batik

Surakarta - corso di batik
… togli la cera!

Due riflessioni sull’esperienza

Lavorare con la tecnica del batik è bellissimo e rilassante, ci si deve concentrare a tal punto da dimenticare tutto il resto. È uno sforzo piacevole, liberatorio e che lascia alla fine la soddisfazione di aver realizzato qualcosa di concreto con le proprie mani. Come avevamo già osservato dopo l’incontro con Kim, è splendido poter vivere del proprio lavoro creativo, conferisce una dignità e un orgoglio che il lavoro di ufficio, probabilmente, non riuscirà mai a dare.

Surakarta - corso di batik
Batik di Ross…
Surakarta - corso di batik
… e batik di Ale.
Votare prego!

Per la cronaca, un corso di mezza giornata come questo fatto in una zona turistica può costare qualcosa come 40-50 euro a persona, mentre in un autentico laboratorio artigianale (rinomato) come questo ci è costata circa 9 euro a testa (140.000 IDR).

Ross

The mottos that best represent me? "Worry more about your conscience than your reputation. Because your conscience is what you are, your reputation is what others think of you. And what others think of you is their problem." and..."Frankly, my dear, I don't give a damn!"

9 pensieri riguardo “Prova di creatività: il corso di batik

  • 03/03/2016 in 12:42 pm
    Permalink

    Ottimi risultati, direi, bravi: sembra proprio una tecnica che regala grandi soddisfazioni!
    Quanto al voto, non mi esprimo, però se anche toglieste il nome dell’autore sotto le foto delle due opere, secondo me chi vi conosce appena un po’ saprebbe attribuirle correttamente: nel mio piccolo, per esempio, non avrei avuto dubbi nell’attribuire a Ross proprio il primo batik 😉

    Risposta
    • 03/03/2016 in 6:41 pm
      Permalink

      Adesso però mi spieghi come hai fatto a capire che il mio era il primo batik cavolo, sono curiosa! 🙂

      Risposta
  • 07/03/2016 in 7:06 pm
    Permalink

    Ciao girovaghi, che bravi artisti!!! 🙂 Voto per il batik di Rossella, scusa Ale 😛

    Risposta

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