Museo della Guerra: Saigon vs Seoul

Immagine 892 La cosa piu' impressionante sono le foto delle migliaia di bambini che ancor oggi nascono deformi a causa della diossina
Il museo dei residuati bellici di HCMC in precedentenza era noto come “museo dei crimini di guerra cinesi e americani”

Ho sempre avuto grande grande interesse nei confronti della guerra: le motivazioni politiche, la tattica, la strategia, la tecnica… ma soprattutto il punto di vista dei singoli uomini coinvolti. La guerra è ovviamente orribile, ma è affascinante cercare di capire come l’uomo reagisce e si adatta all’orrore e ad un mondo in cui saltano tutti i vecchi “paletti”: leggi, gerarchie, regole morali, controllo sociale…
Un mondo in cui talvolta emerge la vera natura dei singoli individui: spesso crudeli e codardi, talvolta eroi (nel senso antico del termine, non in quello attuale, ormia svuotato di ogni significato dai nostri media, sempre alla ricerca del titolo “SHOCK!!” da affibbiare a storielle da due soldi).

La storia del Vietnam, per decenni sinonimo di guerra asimmetrica e guerriglia, mi ha ovviamente sempre attratto e nel 2009 abbiamo avuto la fortuna di poter passare tre settimane in giro per il paese. Penso che il luogo migliore per capire qualcosa di più su quella guerra sia il meraviglioso Museo della Guerra (War Remnants Museum) di HoChiMinh City, aka Saigon.
È un museo enorme e bellissimo in cui sono esposti innumerevoli reperti e mezzi, ma che lascia tantissimo spazio anche alla storia e ai fatti, senza trascurare gli episodi più positivi, come le manifestazioni contro la guerra tenutesi in giro per tutto il mondo o la storia degli elicotteristi americani che rischiano la corte marziale per difendere dei civili dai loro commilitoni durante il terrificante massacro di MyLai.

Immagine 891 Il museo dei residuati bellici, una volta noto come museo dei crimini di guerra cinesi e americani
Una toccante mostra fotografica (temporanea) illustra gli effetti della contaminazione del terreno, soprattutto da diossina, causata dei diffusissimi bombardamenti chimici incendiari e defoglianti (ad esempio con il ben noto agente orange) che ancora oggi sono all’origine di spaventose malformazioni e malattie gravissime.
Non manca una sezione che ricostruisce le prigioni e le torture cui venivano sottoposti i POW.
È museo terribile, ma che nonostante tutto limita la retorica e che parla di pace. E che secondo me vale da solo il viaggio in Vietnam.


L’anno successivo, durante il nostro viaggio in Sud-Korea,  pensavo che avrei potuto trovare qualcosa di simile… ma mi sbagliavo di grosso!
Anche la Korea ha vissuto qualcosa di vagamente simile al Vietnam, ma la grande differenza è che qui il paese non è riuscito ad affrancarsi dalle superpotenze ed è rimasto spaccato sul fronte della guerra fredda, alimentando rancori e preparandosi alla resa dei conti (di una guerra mai formalmente conclusa) per 60 anni.

Le navi da guerra "tartaruga" con guscio "spinoso", create nel XVI secolo per respingere l'attacco della flotta giapponese, specializzata in arrembaggi
Le navi da guerra “tartaruga” con guscio “spinoso”, create nel XVI secolo per respingere l’attacco della flotta giapponese, specializzata in arrembaggi

Oggi la Korea del Sud è un paese strano ai miei occhi: modernissimo e civile, eppure carico di nazionalismo e retorica militarista. L’enorme Museo della Guerra (War Memorial Museum) di Seoul, moderno e gratuito come buona parte dei musei del paese, rispecchia questa mentalità.

Una prima sezione ripercorre la storia delle guerre combattute dalla Korea, soprattutto dal punto di vista dell’evoluzione delle armi. Molto interessante la ricostruzione di una “nave tartaruga“, una curiosa imbarcazione a ponte coperto cosparsa di aculei progettata nel XVI secolo per contrastare la marina giapponese, esperta in tecniche di abbordaggio, e che contribuì pesantemente a respingere l’invasione nipponica.
In una grande sezione all’aperto sono esposti una vasta gamma di mezzi militari coreani, russi, cinesi e americani, tra cui un B-52.

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Un’enorme collezione di mezzi militari… tra le righe, non troppo velatamente, i sudcoreani sembrano voler far sfoggio della loro potenza bellica.

Il resto è un minestrone incentrato sulla guerra di Korea il cui messaggio resta ambiguo: non viene fatto cenno alla drammaticità della guerra, mentre il patriottismo e l’orgoglio nazionale sono molto mal celati in una sorta di esaltazione dell’esercito e della guerra fatta dai coreani.
“Cultural resting place” è la dicitura che campeggia su alcuni cartelli e il luogo è frequentato da molti bambini che alla fine possono divertirsi con simulazione belliche veramente di pessimo gusto, come videogiochi con fucile ottico “spara ai commies” e simili.
Un museo che da solo potrebbe compromettere la vostra opinione sulla Sud-Korea… che ciononostante resta un paese bellissimo abitato da tanta gente cordiale e generosa!

Ale

Costituisce il 50% meno 1 del duo AleRoss. Dopo il suo anno di aspettativa in giro per l'est del mondo, è tornato ad ammazzarsi di videogiochi, in attesa della prossima partenza....

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