Multiculturalismo a Kuala Lumpur

Dopo Melaka, ci è toccato passare da Kuala Lumpur… le grandi città non ci appassionano particolarmente (come ripetiamo spesso) ma l’esperienza straordinaria di Singapore ha sicuramente cambiato il nostro atteggiamento. Per sentirci “a casa”, abbiamo deciso di pernottare in Jalan Petaling, nel cuore di Chinatown, ovvero un delirio di banchetti di venditori ambulanti, negozi di paccottiglia con musica a tutto volume e fiumi di turisti alla ricerca di souvenir e orologi contraffatti. Il nostro hotel si trovava proprio nel mezzo di questo inferno, decisamente un ottimo esercizio di full immersion culturale.

KualaLumpur - Batu Caves
Il grande dio-scimmia hindù alla Batu Caves

La logistica a Kuala Lumpur

KualaLumpur - Batu Caves
La lunga scala che conduce al tempio principale delle Batu Caves. Siate pronti a sgomitare con fedeli hindù e turisti cinesi!

La capitale della Malesia non è enorme, ha meno di due milioni di abitanti e non è paragonabile alle altre grandi capitali dell’Asia. Nonostante ciò ha una rete di trasporti incredibilmente sviluppata e un traffico infernale durante le ore di punta.

Metropolitana, treni urbani, monorotaia e autobus: la scelta è varia e la ciliegina sulla torta (e non una leggenda metropolitana, come temevamo inizialmente) sono  le navette gratuite a disposizione di tutti, turisti e residenti.

Ci sono ben 4 linee free di bus moderni, con aria condizionata e wi-fi a bordo che girano per il centro con passaggi ogni 5-10 minuti; il progetto è stato avviato qualche anno fa per cercare di ridurre il trasporto privato e decongestionare il traffico di Kuala Lumpur. Se i risultati sono evidentemente deludenti sotto questo punto di vista, sicuramente il successo in termini di pubblico è straordinario!

Le visite più interessanti

Kuala Lumpur si gira in due o tre giorni, a meno di non nutrire specifico interesse per ogni singolo museo presente in città. Chinatown è un’ottima base di partenza perchè si possono raggiungere a piedi alcuni musei e luoghi rilevanti quali Merdeka Square; inoltre è vicina alla fermata bus e metro di Pasar Seni e alla stazione ferroviaria.

Noi abbiamo visitato:

  • Islamic Arts Museum: elegante, luminoso, moderno. Espone una miriade di manufatti di valore storico oltre che estetico, tra cui numerose e antiche copie miniate del corano provenienti da ogni parte dell’Asia. E’ sicuramente più per gli appassionati che per il pubblico generalista ma è comunque interessante

    KualaLumpur - Islamic Art Museum

  • Kuala Lumpur bird park: sebbene venga descritto come un parco in cui gli uccelli volano liberi, molti di essi sono in gabbia o comunque in ambienti protetti da reti. Il contatto ravvicinato con pellicani, pappagalli, trampolieri etc è garantito e gli uccelli, nonostante la cattività, sembrano in buone condizioni. Tra gli animali più curiosi ci sono numerosi rapaci notturni e una stramba specie di emù dalle fattezze preistoriche che, se infastidita, può diventare particolarmente pericolosa per l’uomo
    KualaLumpur - KL Bird Park
    Un bellissimo rapace notturno

    KualaLumpur - KL Bird Park

  • Textile museum: vasto museo che illustra in modo esaustivo le tecniche tradizionali di lavorazione dei tessuti, i principali costumi del sudest asiatico e altri manufatti artigianaliKualaLumpur - Textile Museum
  • Music museum: più che un museo è una sala con esposta la classica orchestra gamelan, strumenti musicali tipici delle varie minoranze e alcuni dei nativi malesi
  • Merdeka Square: è la piazza simbolo di Kuala Lumpur, nota per l’altissimo portabandiera, uno dei più grandi al mondo
  • Batu caves: diciamo che non sono all’altezza delle grotte dipinte dello Sri Lanka ma sono comunque una visita che merita, facile dal punto di vista logistico e interessante (o irritante, a seconda dei punti di vista) per il bestiario umano che si incontra, ovvero ragazzine in abiti succinti intente a farsi un selfie con la duck face davanti ad ogni prominenza rocciosa. Noi restiamo sempre attoniti nel vedere questi soggetti che prestano più attenzione alla propria immagine immortalata dallo smartphone piuttosto che al contesto in cui si trovano, non smetteremo mai di stupirci di fronte a tanto narcisismo. Tra i vari templi consigliamo in particolare le “Ramayana Cave”, decisamente quelle meno frequentate e – anche per questo – molto più suggestive, sebbene il lingam naturale in cima alla grotta non meriti la fatica che si fa per raggiungerlo!
    KualaLumpur - Batu Caves
    Nelle Ramayana Cave un bel percorso tra divinità e altari conduce al (l’orribile) sacro lingam naturale
    KualaLumpur - Batu Caves
    La mamma del cretino è sempre incinta, anche alle Batu Caves…
  • Petronas towers: il profilo di questi grattacieli gemelli è il simbolo della città e vale la pena vederlo da vicino anche solo per questo; il momento ideale è la sera, quando sono illuminate e nella antistante fontana vengono proiettate luci arcobaleno a ritmo di musicaKuala Lumpur - Petronas Twin Towers
  • Pavilion: non ci piace girare per centri commerciali a fare shopping e l’unico motivo per cui citiamo questo shopping mall è la sezione dedicata al cibo, enorme e zeppa di piccoli stall con piatti di ogni tipo (al livello dei malls giapponesi, tanto per intenderci), che ovviamente abbiamo avuto modo di testare personalmente in diverse occasioni.

Il multiculturalismo malese

Come abbiamo già scritto, la Malesia è un complesso ibrido culturale, nato da secoli di rimescolamenti di popoli asiatici ed europei, con un ulteriore livello di complessità legato ai recenti flussi migratori legati alla ricerca di lavoro. Oltre agli expat europei, non così numerosi probabilmente perchè la vicina Singapore è molto più attrattiva, in città si trovano moltissimi cinesi e indiani.

Dal punto di vista religioso, l’islam è maggioritario ma in modo molto meno netto e più discreto che in Indonesia; le moschee non sono così numerose e “rumorose” e si spartiscono il territorio con templi buddhisti, cinesi, hindù e chiese cristiane.

Un altro segno di apertura è la libertà di costumi relativamente all’alcool: mentre in molte regioni indonesiane esso è quasi introvabile, venduto solo dietro stretto regolamento delle licenze, qui in Malesia è disponibile ovunque. La cosa divertente è che sullo sportello dello scomparto frigo, nei supermercati, sono sempre presenti cartelli con scritto “Beer is only for not muslim custumers! Non halal”, nel caso in cui a qualcuno venisse la tentazione… altra differenza sostanziale è l’abbondanza di ristoranti che cucinano carne di maiale o comunque cibi non-halal, quasi inesistenti a Java.

Una cosa curiosa è che in alcuni campi del diritto, come ad esempio quello familiare, si faccia distinzione tra i musulmani, che sono soggetti alla legge della sharia, e non musulmani, per cui vale la legge civile (pare che la religione sia indicata sui documenti di identità).
Questa applicazione varia leggermente da stato a stato all’interno della federazione malese e generalmente è abbastanza moderata, ma purtroppo in molti osservano che negli ultimi anni ci sia stata una tendenza ad assumere posizioni sempre più intransigenti.

KualaLumpur - Batu Caves
Vista di Kuala Lumpur dalle Batu Caves

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi