Montenegro, un massiccio sul golfo di Kotor

Una volta partiti da Dubrovnik ci siamo diretti in Montenegro, un paese quasi completamente montuoso, che ha comunque il suo peculiare affaccio sul mare. Discendendo la costa abbiamo circumnavigato il contorto golfo di Kotor attraversando le famose bocche per toccare l’omonima città, la piccola Perast e la turistica Budva, per poi passare al montuoso entroterra e goderci la quiete e i panorami di Cetinje e del Lovcec.

Panoramica della baia di Kotor - Cattaro
Panoramica della baia di Kotor (Cattaro)

La baia di Kotor

La strada costiera che collega Dubrovnik a Kotor è molto bella e relativamente poco trafficata; i controlli tra la frontiera croata e il Montenegro sono accurati, ma l’attesa non è eccessivamente lunga e in poco più di due ore siamo arrivati a destinazione. Se si ha tempo, vale la pena percorrere la baia di Kotor in tutta la sua lunghezza anzichè prendere il traghetto Kamenari-Lapetane; solo in questo modo, infatti, si riesce a percepire la bellezza e la grandiosità di questa insenatura circondata da montagne che è davvero unica al mondo, un enorme porto naturale dove il mare è sorprendentemente piatto e immobile.

Lungo il tragitto si trovano alcuni paesini curati e bellissimi, con case antiche in pietra bianca che ricordano da vicino lo stile della Dalmazia ed evocano chiaramente il periodo del controllo veneziano. Il più bello di essi è Perast: quieto, poco affollato dai turisti – soprattutto la sera – con una splendida passeggiata sul mare e alcuni bei ristoranti. Da qui è possibile ammirare le minuscole isolette di San Giorgio, con la sua antica abbazia benedettina, e quella artificiale dello Scalpello, dove sorge il santuario in onore dell’omonima Madonna. Le due isole ovviamente possono anche essere raggiunte via barca in pochi minuti.

Cattaro - Kotor
Vista di Perast

Kotor è la città principale del golfo, vanta un bel centro storico racchiuso tra mura e i resti ben conservati di una notevole fortificazione che sale lungo la montagna retrostante e che ricorda da vicino il forte di Fenestrelle, per lo spettacolo che offre dal basso. È piccola rispetto a Dubrovnik, ma anche meno affollata e per questo forse più autentica.

Cattaro - Kotor
Le mura del centro storico di Kotor

Il volo del vate

Il 4 ottobre del 1917, nel pieno della Grande Guerra, Gabriele D’Annunzio e cinquantasei compagni si lanciarono nella notte a bordo di 15 biplani Caproni contro la flotta austriaca, nella difesissima base di Kotor, a quel tempo uno tra i più importanti porti militari dell’impero austro-ungarico.

Un’impresa leggendaria mai affrontata prima: dovettero volare per quasi mille chilometri, tra andata e ritorno, sul mare aperto, col solo aiuto di bussole e stelle. Ci riuscirono nonostante la foschia e rientrando tutti in Puglia il 5 ottobre, seguendo una “autostrada” di fuochi accesi da Bari fino all’aeroporto di Gioia del Colle.

“Secondo me – ebbe a scrivere D’Annunzio – l’impresa di Cattaro è la più straordinaria che sia mai stata tentata da apparecchi attrezzati per volo su terra”.

Cattaro - Kotor
Le mura difensive a monte di Kotor sono un bell’azzardo ingegneristico!

La strada per Cetinje, l’antica capitale del regno

La vicina Budva, fuori dal golfo e situata qualche decina di chilometri più a sud, è la capitale turistica e balneare del paese ed ha anch’essa ha il suo centro storico racchiuso tra mura, ma ci è sembrata troppo anonima rispetto alle città che avevamo appena visitato per poter destare il nostro interesse.

Siamo partiti da Budva desiderosi di fuggire dal caos dei gitanti e di trovare quiete a Cetinje, molto più piccola e inspiegabilmente – almeno per noi – meno famosa. All’altezza della strada che, dal mare, si inerpica sui monti, abbiamo notato vari lavori e cantieri, ma non ci abbiamo fatto più di tanto caso: gli stessi operai ci hanno indicato cortesemente che quella era proprio la strada che dovevamo imboccare.

Dopo alcuni chilometri, abbiamo incontrato un primo stop: l’addetto davanti alla transenna parlava di un grosso incidente o forse di una grossa frana che bloccava la strada e sosteneva che che ci sarebbero volute tre ore per la riapertura.
Dopo trenta secondi un tir a clacson spiegato ha superato la coda di auto a velocità sostenuta ed ha passato il blocco mentre l’operaio sfilava in gran fretta la transenna. A quel punto tutta la fila di auto è partita, mentre noi non capivamo cosa cavolo stesse succedendo! L’operaio ci ha fatto segno che potevamo passare, la strada ora era aperta… mah.

Un paio di chilometri dopo c’è stata un’altra sorpresa: alcuni addetti ai lavori stavano tagliando rami e tronchi sul pendio della montagna, lanciando le frasche giù in strada. Forse era questo il disastro di cui si parlava, qualche albero pericolante. Durante l’attesa un paio di frettolosi automobilisti montenegrini hanno dribblato le transenne e i tronchi sgusciando oltre, mentre gli operai scuotevano la testa sghignazzando. Qui sono tutti molto rilassati e cordiali, ma le regole vengono interpretate con molta libertà, l’atmosfera è sempre quella del paesotto di montagna!

Cattaro - Kotor
Un camionista cerca di forzare il blocco, ma stavolta il nostro eroico omino in arancione gli tiene testa

Passato anche questo ostacolo in una manciata di minuti abbiamo poi attraversato grossi cantieri stradali nei quali i mezzi da lavoro movimentavano metri cubi di terra a pochi centimetri o addirittura al di sopra delle auto di passaggio! Qui la sicurezza non è proprio da standard europeo, ma collezionando i sorrisi e i saluti degli operai il nostro affetto per questo popolo montanaro ha continuato a crescere.

Quando mancavano solo 10 chilometri a Cetinje e, soli nel nulla, ci stavamo godendo il paesaggio spettacolare con vista a picco sul mare siamo infine arrivati al dunque: un ultimo posto di blocco.
Stavolta non c’era nessuno all’orizzonte e non potevamo sperare nella massa di montenegrini indisciplinati, il ragazzo questa volta era irremovibile nonostante le nostre moine. La strada era chiusa, c’era qualche grosso disastro e ogni passaggio sarebbe stato vietato per 2 o 3 ore, ma la cosa era poco chiara e l’unica certezza era che, sebbene fosse molto spiaciuto per noi, non ci avrebbe potuto lasciar passare per ordine del capo.

Siamo rimasti lì alcuni minuti, tra lo sconcertato e il divertito, anche perché nel frattempo un camion e un furgone venivano fatti passare in quanto “addetti ai lavori”.

CONTINUA…

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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