Malacca e le prime impressioni sulla Malesia

La settimana trascorsa a Singapore ci ha rincuorato, dopo l’esperienza non completamente positiva dell’Indonesia. Al momento di partire per la Malesia eravamo un po’ incerti: Singapore ci piaceva davvero tanto, avevamo tutto a portata di mano, un po’ come in Giappone e a Taiwan (con i quali effettivamente la somiglianza è notevole)… Davvero volevamo abbandonare questa splendida città così presto e rischiare di ritrovarci di nuovo in un paese poco “amichevole”?

Alla fine abbiamo trovato il coraggio, comprato i biglietti di un bus e affrontato il nostro primo land-crossing in Asia. Ok, bisogna ammettere che passare da Singapore alla Malesia è abbastanza semplice se si hanno le carte in regola: arrivati alla prima frontiera si scende dal bus, si passa il controllo dei documenti (per la registrazione del timbro di uscita sul passaporto), si risale sul bus, si scende di nuovo dopo qualche km e via con il timbro di ingresso in Malesia!

La nostra prima meta è stata Malacca o Melaka, che dir si voglia, colonia portoghese, olandese, poi inglese e ora bellissima cittadina turistica caratterizzata da un fantastica cultura ibrida, in cui però lo stampo cinese è particolarmente significativo (per la gioia di Ale che sta apprezzando questo popolo sempre di più).

Melaka-Lungofiume
La passeggiata sul lungofiume di Malacca

Un po’ di storia recente di Malacca

Per capire le caratteristiche architettoniche e culturali di Malacca, è utile rispolverarne la storia. I portoghesi si insediarono qui all’inizio del Cinquecento, sconfiggendo il sultano dell’epoca e distruggendo gran parte della città e dei suoi edifici. Costruirono successivamente una fortificazione e una chiesa, i cui resti sono visibili ancora oggi.

Il dominio portoghese durò oltre un secolo, dopo di che arrivarono gli olandesi e rinforzarono le strutture a difesa della città, costruirono lo Stadthuys (ovvero il centro amministrativo che è attualmente ancora visitabile e ospita alcuni musei) e in generale garantirono anche un migliore collegamento tra il fiume e il mare.

Alla fine del Settecento, a causa di problemi in patria legati alla guerra con la Francia, gli olandesi dovettero cedere temporaneamente la colonia agli inglesi, che la restituirono solo dopo aver simpaticamente distrutto tutte le strutture di difesa della città.

Nel 1819, al momento del ritorno degli olandesi, la città era in rovina e il porto in disuso; questa situazione causò la perdita di interesse da parte degli olandesi su questi territori e lo spostamento dei traffici commerciali verso Java e Sumatra, dove però i “padroni” erano gli inglesi. Al fine di evitare nuovi conflitti, nel 1824 i due paesi trovarono un accordo che prevedeva la cessione del porto indonesiano di Bengkulu agli olandesi e un nuovo passaggio di Malacca agli inglesi.

Bukit China, la collina che ospita un antico cimitero cinese
Bukit China, la collina che ospita un antico cimitero cinese

Le attrazioni locali

Oggi Malacca è una città di medie dimensioni, con numerosi edifici coloniali affacciati sul canale che collega il vecchio insediamento olandese al mare. Di particolare interesse il quartiere cinese, dove abitavano i commercianti che, nei secoli scorsi, si stabilirono in questo porto fiorente e divennero l’élite economica della città. Alcuni begli edifici sono stati trasformati in musei e le preparatissime guide forniscono interessanti spiegazioni sulla cultura “baba-nyonya” nata dall’ibridazione tra la cultura cinese e quella locale, unita spesso ad una educazione di tipo occidentale.

Museo dei gioielli ospitato in una delle antiche dimore tipiche dell'elite economica cinese
Museo dei gioielli ospitato in una delle antiche dimore tipiche dell’elite economica cinese
Preghiera multigenerazionale al tempio buddhista
Preghiera multigenerazionale al tempio buddhista

La via principale del quartiere è Jonker Street, dove nel fine settimana viene allestito un vivace mercato notturno frequentatissimo da turisti e  dai cinesi baba-nyonya, che organizzano anche karaoke di piazza, ovviamente in cinese. Il tempio Mazu, una delle principali divinità taoiste cinesi, è anche un attivo centro culturale dove vengono organizzate serate di ballo, tai-chi etc. La serata del ballo siamo rimasti per un po’ ad osservare le arzille danzatrici, non certo molto abili, ma dall’entusiamo contagioso! I curiosi che si vogliono unire alla truppa sono sempre benvenuti e con dopo un caloroso applauso siamo stati invitati con insistenza ad unirci allo spuntino a base di zuppa dolce cinese!
L’abbiamo già detto che in questo viaggio abbiamo scoperto di amare i cinesi?

Forse non tutti hanno il ritmo nel sangue, ma di certo i cinesi sanno divertirsi!
Forse non tutti hanno il ritmo nel sangue, ma di certo i cinesi sanno divertirsi!
La dea Mazu sembra lieta di ospitare lo show nel suo tempio e si gode benevola lo spettacolo
La dea Mazu sembra lieta di ospitare lo show nel suo tempio e si gode benevola lo spettacolo

Il Melaka river cruise è un must per trascorrere una piacevole serata lungo il Sungai Melaka, canale sul quale sono affacciati bar ed edifici coloniali abbelliti con variopinti murales; il giro dura poco meno di un’ora e una audioguida in inglese narra la storia dei principali edifici che si incontrano lungo il tragitto. È possibile percorrere il canale anche a piedi.

Melaka-Lungofiume

Consigli per chi visita Malacca

Malacca è facilmente raggiungibile da Singapore via terra. Noi abbiamo preso un autobus della compagnia Delima, che fa la tratta Geylang – Melaka Sentral. Costa 21S$ (circa 13,5€) a testa ed è molto comodo; il viaggio dura circa 4 ore, incluso il passaggio della frontiera di Singapore e di quella malese, che richiede il controllo dei passaporti.

Una volta arrivati a Melaka Sentral bisogna prendere un autobus; il n.17 porta direttamente allo Stadthuys, ovvero nel centro storico della città.

Per pernottare, la zona di Jonker Street è perfetta, grazie alle numerose guesthouse a prezzo economico e ai bei locali sul lungofiume. Le maggiori attrazioni turistiche, inoltre, sono a pochi minuti di passeggiata.

Anche a Malacca c'è sempre spazio per la creatività
Anche a Malacca c’è sempre spazio per la creatività, soprattutto sul lungofiume

 

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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