Lui è tornato – il ritorno di Hitler o il reset della storia?

Lui è tornato” è un film tedesco del 2015, basato sull’omonimo romanzo di Timur Vermes, che pare abbia venduto milioni di copie nel mondo. Non è il caso di sorprendersi se molti di noi non ne hanno mai sentito parlare: il film è arrivato nelle sale italiane il 26 aprile 2016 per rimanerci appena tre giorni.
Io vi consiglio di recuperarlo, a me è piaciuto davvero molto.

“Lui è tornato” è una commedia amara che racconta la storia di un Adolf Hitler misteriosamente risvegliatosi nella Berlino nella nostra epoca.
Il fuhrer è stranito, ma anche deciso a rimettersi al più presto al comando del Reich. Riparte subito da zero, incurante dell’ilarità del tedesco medio che lo crede una macchietta, un imitatore, un comico. Studierà e parlerà con le persone della strada per poi riprendere i vecchi temi a lui cari, limitandosi a piccoli aggiustamenti per adeguarsi al nuovo contesto. Ben presto il pubblico finirà per vedere in quel comico l’uomo forte di cui il paese ha bisogno.

Prima di iniziare le riprese del film, il regista David Wnendt ha girato la Germania documentando con centinaia di ore di pellicola le reazioni dei passanti alla vista di Adolf Hitler – interpretato in modo molto convincente dall’attore Oliver Masucci – impegnato in varie attività più o meno propagandistiche. Alcuni di questi spezzoni sono stati poi inseriti all’interno del film. Le reazioni delle persone sono abbastanza sorprendenti, anche se a questo punto sarebbe ingenuo dirsi scioccati per le dichiarazioni dei più “arditi” che arrivano a invocare – senza alcuna vena ironica – la riapertura del lager per i musulmani.

Selfie con il Fuhrer
Selfie con il Fuhrer

Nonostante le apparenze, la visione di questo film richiede attenzione, penso che solo così se ne possano apprezzare i diversi livelli di profondità.
L’apertura è forte: una lunga carrellata a volo d’uccello che conduce al parlamento tedesco, accompagnata dalla voce fuori campo di Hitler:

“Vi giuro sul mio nome di aver fatto tutto l’umanamente possibile per impedire in modo definitivo la proliferazione del nemico su questa terra ormai profanata;
quindi, per logica, non sarebbe dovuto esistere.
Accade però, come ho potuto constatare, che sia ancora qui.
Il che, lo ammetto, mi risulta incomprensibile.
D’altra parte,

e in questo istante il fuhrer si sveglia nel cortile del suo bunker, dove venne grossolanamente cremato nel ’45

anche io sono ancora qui.
E mi risulta incomprensibile anche questo.

Il nemico dev’essersi preso una pausa, dev’esserci un armistizio…”

La democrazia ha vinto la sua battaglia negli anni 40, ma l’autoritarismo non è mai morto.
E ora che lo storico nemico ha abbassato la guardia, è pronto a tornare tale e quale a com’era 70 anni fa.
La storia si riavvia.

L'apparizione di Hitler nella Berlino moderna
L’apparizione di Hitler nella Berlino moderna: Lui è tornato

Hitler si mette subito all’opera per riconquistare la leadership perduta. Non nasconde mai i propri obiettivi o le modalità con cui vuole raggiungerli; viene subito notato e spedito in televisione in qualità di fenomeno da baraccone, buffone ideale per sollazzare le masse. In questo modo ottiene la visibilità di cui ha bisogno per fare breccia nel cuore della gente.
In un passaggio del film il “comico” Hitler viene intervistato da un giornalista:

“Lei è un comico giusto?”
“Diciamo che alcuni mi vedono cosi”
“E’ a suo agio in questo ruolo?”
“Io lo sono in qualunque ruolo. Io voglio arrivare alla gente, ma non si arriva a nessuno se non ti ascoltano, per questo sono disposto ad apparire anche cosi

BOOM, affondo sulla leggerezza dei media, sull’ossessione della provocazione e dello “shock” al servizio dell’audience, la cui logica conseguenza è quella di alzare sempre più l’asticella della tollerabilità. La desensibilizzazione dello spettatore è servita.
Il nostro protagonista è un esperto di propaganda/marketing e sa che “l’importante è che se ne parli”. Una volta sparsi i semi, col tempo i frutti matureranno.

Hitler viene presentato in televisione come comico
Hitler viene presentato in televisione come comico

Alcune trovate sono assolutamente geniali, ad esempio quando Adolf viene ripreso mentre spara ad un cucciolo che lo aveva morso: questo arresterà temporaneamente la sua straordinaria ascesa poiché

Poche cose lo spettatore non perdona, ma uccidere un cucciolo… no, il popolo tedesco non può perdonarlo

Lasciando intendere che il popolo fosse invece stato capacissimo di perdonare a Hitler tutto il resto.

Dei pericoli di questa operazione e del rischio che i peggiori nazionalismi tornino in auge solo pochi si renderanno conto: la maggioranza li additerà come pazzi, paranoici e benpensanti.

In una delle scene finali Hitler stesso sorride ad uno dei pochi oppositori:

“Non si può liberare di me, sono una parte di lei, di tutti voi.
Lo riconosca, non sono poi cosi male”

“Lui è tornato” è un film che dovrebbe aiutarci a riflettere sulla situazione di grande difficoltà delle democrazie occidentali ricordandoci quanto siamo vicini al reset della storia, della memoria e della coscienza.

Ale

Costituisce il 50% meno 1 del duo AleRoss. Dopo il suo anno di aspettativa in giro per l'est del mondo, è tornato ad ammazzarsi di videogiochi, in attesa della prossima partenza....

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi