Kosovo P3: Peja, Prizren e Pristina

Il nostro viaggio in Kosovo, iniziato con la visita allo splendido monastero Decani, è durato circa una settimana, il tempo necessario per vedere le tre principali città di questo piccolo stato: Peja, Prizren e Pristina (la capitale).

Uno degli aspetti più interessanti del girovagare per il Kosovo è assistere alla guida coreografica della gente del posto: auto che attraversano gli incroci contromano,  che svoltano senza freccia, che si spostano a destra ma in realtà devono andare a sinistra, che superano in curve cieche affidandosi al fato (inshallah!) o che si fermano improvvisamente in mezzo alla strada, probabilmente perché l’autista ha avuto una visione (del resto qui non siamo così lontani da Medjugorje).

E la cosa divertente è che, quando io ho provato ad allinearmi alla gente del posto cercando di fare una svolta a sinistra vietata, la macchina della polizia che era davanti a me si è fermata per controllare che io non avessi l’ardire di una tale contravvenzione! Mah…

Ogni tanto, lungo strade nel nulla, si incontrano scenari di notevole bellezza
Ogni tanto, lungo strade nel nulla, si incontrano scenari di notevole bellezza

Peja

Patriarcato di Peja
Patriarcato di Peja

Peja è la città più a nord e probabilmente la meno turistica delle tre. Ce ne siamo accorti per il fatto che eravamo gli unici turisti occidentali in giro e per gli sguardi curiosi che aveva la gente quando provavamo a tirare fuori la Nikon e a scattare qualche foto… il che è il principale motivo per cui il nostro passaggio qui è poco documentato.

Di interessante da visitare non c’è moltissimo: un bazaar, alcune moschee antiche e il Patriarcato di Peja, monastero ortodosso situato in una posizione panoramica all’imbocco della valle Rugova ma sicuramente non all’altezza del Visoki Decani. Diciamo che siamo rimasti anche molto delusi per il fatto che, in questo monastero, nessuno ci ha offerto salatini e liquore di ciliegia come era invece successo al Decani… quindi, per consolarci, abbiamo dovuto ripiegare sull’acquisto di una bottiglia di vino prodotto dalle monache, che peraltro si è rivelato molto buono.

Peja Kosovo
La posizione di Peja è bellissima, vicino alle montagne che dividono il Kosovo dal Montenegro

Prizren

Prizren è sicuramente la nostra località preferita del Kosovo. E’ una bellissimo paesone che si sviluppa lungo un fiume, dominato da una fortezza e circondato da monti, le cui cime erano ancora parzialmente innevate al momento della nostra visita, ad inizio giugno.

L’architettura della città è più gradevole e ordinata rispetto a Peja, girano molti turisti e in generale c’è un’atmosfera maggiormente rilassata e piacevole.

Prizren Kosovo
Le auto elettriche sono il passatempo nazionale dei bambini

Per quanto riguarda le cose da vedere, il Kalaja (ovvero la fortezza) vale la salita e il museo dedicato all’Albanian League of Prizren offre un interessante spaccato di storia, per quanto parziale (ma la faziosità sembra essere una caratteristica comune a tutti, qui nei Balcani).

Altri monumenti di interesse come i bagni turchi o le chiese ortodosse sono in gran parte chiusi o inagibili, quindi visibili solo dall’esterno.

Prizren Kosovo

Pristina

La capitale del Kosovo è la città più attrezzata per il turismo internazionale e quella che ha più da offrire delle tre. Il risvolto della medaglia sono il caos e il traffico che la attanagliano a tutte le ore del giorno, sebbene si tratti di una metropoli di meno di 500.000 abitanti.

I due simboli di Pristina sono New Born, scultura dipinta che ricorda l’indipendenza del Kosovo dalla Serbia, e la Biblioteca nazionale del Kosovo, situata in un edificio molto originale.

Pristina Kosovo Library
Biblioteca nazionale del Kosovo
Pristina Kosovo
La cattedrale ortodossa non terminata, altro simbolo di Pristina

Appena fuori città si trova il monastero di Gracanica, l’ennesima bella chiesa ortodossa dipinta, e a circa 10 km da lì, è possibile visitare il Pristina Bear Sanctuary, un parco aperto nel 2010 per proteggere e curare gli orsi sottratti alla detenzione illegale di ristoranti, circhi e privati.

La struttura è moderna e in ottime condizioni, a maggior ragione se si fa il confronto con le condizioni generali in cui versa il Kosovo.

Pristina Kosovo Bear Sanctuary

Consigliamo una visita a questo parco, perché l’iniziativa è meritevole di ricevere finanziamenti e gli orsi che abbiamo visto, per quello che possiamo capire da non addetti ai lavori, sembravano davvero a proprio agio e non manifestavano i comportamenti compulsivi tipici degli animali che soffrono la cattività.

Pristina Kosovo Bear Sanctuary

Un bilancio sul Kosovo

Dovessi dire se il Kosovo mi è piaciuto o meno, direi che sicuramente mi sono entrati nel cuore la gente e i paesaggi. Ciò non toglie che, dopo alcuni giorni, sia subentrato un senso di desolazione legato non solo alle conseguenze della guerra visibili nelle case distrutte, ma anche alla percezione di violenza latente, di ostilità non sanate.

Preciso che tale sensazione non nasce dall’atteggiamento della gente verso di noi, al contrario! Da questo punto di vista si sono dimostrati tutti straordinariamente gentili, cordiali, pazienti ogni volta che sbagliavamo la strada e bloccavamo il traffico per cambiare direzione, sorridenti e interessati a conoscere la nostra provenienza e il nostro giudizio sul Kosovo.

La percezione di ostilità è nata piuttosto dal sentire la narrazione dei fatti storici che ci è stata presentata dalle due parti in causa, serbi e albanesi, ovviamente contrapposta e inconciliabile nelle due versioni.

Quando le premesse sono queste, temiamo che il bisogno di quiete e normalità della gente comune non basti a garantire una pace duratura.

Peja Kosovo
I soliti problemi di traffico in Kosovo

Ross

The mottos that best represent me? "Worry more about your conscience than your reputation. Because your conscience is what you are, your reputation is what others think of you. And what others think of you is their problem." and..."Frankly, my dear, I don't give a damn!"

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