It’s about time: tour dell’Europa orientale

Sono passate alcune settimane dal nostro ultimo post e dal rientro in Italia. Il 14 aprile scorso partivamo da Bangkok dopo aver girato attraverso il sud est dell’Asia per 6 mesi ininterrottamente: avevamo deciso di rientrare a casa per riposarci, sistemare alcune faccende e rivedere parenti e amici.

Il ritorno a casa

Ross e i rolls vietnamitiRicordo ancora con un po’ di emozione l’atterraggio a Malpensa, la bellezza delle Alpi innevate e il freddo secco che ci ha accolto non appena siamo usciti dall’aeroporto. E poi entrare in casa, ritrovare le nostre cose, disfare i bagagli e fare le lavatrici, andare al supermercato e riempire il carrello di cibo, organizzare cene e gite con tutte le persone che volevamo vedere. Insomma, tutte cose “banali” e all’ordine del giorno, ma che noi stavamo vivendo come una nuova scoperta, come una esperienza quasi straordinaria.

In questo modo è passato quasi un mese in cui abbiamo cercato di recuperare una quotidianità nuova, completamente diversa da quella a cui ci eravamo abituati. Non sono state sempre giornate facili, il ritorno dà un senso di spiazzamento che non è facile da gestire e la gioia di essere a casa è stata mitigata dalla nostalgia per l’Asia, per quel mondo frenetico e ricco di colori e odori che non troviamo più qui.

Mi sono ritrovata spesso a pensare che le strade di Torino fossero troppo grigie, la gente vestita con abiti troppo scuri, i cibi troppo insipidi, tutto troppo solitario e poco vitale. Non ero più circondata da cinesi sorridenti e rumorosi, nessun ragazzo per strada ci fermava per conversare in inglese, niente più mercati ricolmi di street food e simpatici autisti di tuk tuk.

Mercato vietnamita
Mercato vietnamita

Che fare adesso?

Questa sensazione di perdita rispetto al mondo in cui avevo vissuto negli ultimi mesi è stata davvero difficile da gestire, mi ha in qualche modo intristita, rallentata e Ale ed io ci siamo trovati ad un punto morto.

Tanto era stato facile programmare la prima parte del viaggio, tanto è stato difficile decidere come proseguire: un loop di dubbi, incertezze, stanchezza e ipotesi poco convincenti. Non avevamo più voglia di tornare in Asia, nonostante la nostalgia sentivamo il bisogno di cambiare aria e cultura, ma non ci entusiasmava nemmeno l’idea di viaggiare verso ovest, a dispetto dell’intenzione di visitare gli USA e il Canada, prima o poi.

Poi finalmente siamo riusciti a darci una scrollata e, dopo aver guardato la mappa del mondo e valutato alcune opzioni, abbiamo trovato il nostro secondo progetto di viaggio: un tour dell’Europa orientale, partendo da casa con la nostra auto.

Vista notturna del castello di Budapest
Vista notturna del castello di Budapest

Perché l’Europa orientale

Conosciamo poco la regione, ma i pochi paesi che abbiamo già visitato (Slovenia, Ungheria e Croazia) ci sono piaciuti moltissimo. Sono luoghi poco urbanizzati con piccoli villaggi ricchi di atmosfera e parzialmente contaminati dalla cultura mediorientale. Ho splendidi ricordi delle due vacanze estive trascorse, sempre in auto, a zonzo per le colline slovene, in esplorazione dei boschi con le basi partigiane risalenti alla seconda guerra mondiale, delle grotte carsiche e delle città ricche di edifici in stile liberty.

Così la nostra ostinazione a viaggiare verso est e il nostro amore per le zone tranquille e ricche di storia hanno avuto la meglio sulle varie possibilità che avevamo contemplato.

La Bugacpuszta, la grande pianura di Bugac in Ungheria
La Bugacpuszta, la grande pianura di Bugac in Ungheria
Csikos, i cowboy della Bugacpuszta ungherese
Csikos, i cowboy della Bugacpuszta ungherese

Il programma di viaggio

Abbiamo deciso di iniziare il nostro giro dell’Europa orientale dalla costa sud della Croazia, magari passando attraverso la Bosnia Erzegovina che ancora non conosciamo, scendere lungo la costa fino in Albania e risalire attraverso la Macedonia, per poi dirigerci in Bulgaria, Romania e poi chissà. I programmi che facciamo spesso vengono stravolti quindi non ha senso spingersi troppo in là con la pianificazione.

La priorità sono le piccole città, le aree rurali e i principali siti storici con musei sulla cultura dei paesi che visiteremo.
Il resto verrà da sé…

L'incantevole campagna slovena
L’incantevole campagna slovena

Ross

The mottos that best represent me? "Worry more about your conscience than your reputation. Because your conscience is what you are, your reputation is what others think of you. And what others think of you is their problem." and..."Frankly, my dear, I don't give a damn!"

2 pensieri riguardo “It’s about time: tour dell’Europa orientale

  • 08/05/2016 in 5:38 pm
    Permalink

    Bene, orami ci mancano da troppo tempo i vostri diari di viaggio, Mi dispiace un po’ che non veniate dalle nostre parti, ma spero sara’ sicuramente meta dei prosssimi vostri viaggi. Quindi arrivederci

    Risposta
    • 09/05/2016 in 7:55 am
      Permalink

      Anche a noi mancavano i viaggi, questo mese di stop è stato lungo e ora siamo felici di ripartire!

      Risposta

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