Il Secolo Breve

-1914/1991-
L’epoca più violenta della storia dell’umanità

di Eric Hobsbawm

Il secolo breve di Eric Hobsbawm

Dopo la panoramica sui giochi di potere del 1800 mi sono immerso nel decisamente meno romantico “Secolo Breve“; con questo libro Hobsbawn ha l’ardire di mettere insieme tutti i frammenti ben noti della storia del secolo passato – più precisamente dallo scoppio della prima guerra mondiale alla caduta dell’Unione Sovietica – cercando di ripercorrerli secondo un unico filo conduttore e analizzando il periodo secondo vari punti di vista (economico, politico, sociale, scientifico, artistico…).

Le tre fasi del secolo breve

Il risultato è un impegnativo librone di 900 pagine suddiviso in tre parti corrispondenti a tre precisi periodi storici: “l’età della catastrofe” delle due guerre mondiali, “l’età dell’oro” del boom economico e “la frana” delle crisi economiche e della caduta dell’URSS.
Il testo del “Secolo Breve” non è scorrevolissimo e in alcune parti può risultare pesante (confesso di essermi addormentato parecchie volte sulla storia dell’arte e di aver avuto fortissime emicranie sulla disamina delle varie teorie economiche), ma schiarisce le idee su molte zone d’ombra della nostra storia recente e merita sicuramente di essere letto.
Nel racconto dettagliato emergono gli impressionanti mutamenti che sono avvenuti a velocità sorprendente: dal progresso tecnologico che consenti l’emigrazione di massa dalle campagne alle città – in pochi decenni gli agricoltori passarono dall’essere maggioranza assoluta a minoranza strettissima – alle guerre totali senza più freni morali, dall’aumento vertiginoso della popolazione mondiale al mercato globale fino ad arrivare alla caduta dell’Unione Sovietica e di tutte le ideologie alternative al capitalismo, cui seguirono grandi proclami su un lunghissimo periodo di pace e prosperità, subito smentiti dai fatti.

Un’occasione per ricordarci del passato e riconsiderare il presente

Il secolo breve di Eric HobsbawmLe considerazioni dell’autore dimostrano chiaramente quanto in un epoca di benessere abbiamo date per scontate le nostre conquiste sociali, coltivando parallelamente un mare di ingiustizia e soprattutto distribuendo un mare di armi nel resto del mondo. Purtroppo queste conquiste parrebbero essere molto più effimere del previsto e i recenti fatti di cronaca sembrano dimostrarlo: la democrazia è in netta crisi, apparentemente incapace di affrontare le sfide del nuovo millennio; dopo aver venerato per decenni i martiri della libertà nella lotta contro il fascismo, sembra che l’occidente si stia preparando a rimettere indietro le lancette della storia di un centinaio di anni.
Il libro di Hobsbawm risale al 1994, ma è incredibilmente attuale.

Alcune citazioni riprese nel libro

Se dovessi caratterizzare il ventesimo secolo direi che ha suscitato le più grandi speranze che l’umanità abbia mai avuto e che ha cancellato tutte le illusioni, gli ideali.
Yehudi Menuhin

Quello che, in ogni modo, mi sembra che caratterizzi il Novecento è la terribile moltiplicazione della popolazione del mondo. Una catastrofe, una sciagura. Tanto che adesso non si sa più cosa fare.
Ernst Gombrich

Nel ‘900 ci sono state, nonostante tutto, rivoluzioni positive: penso all’emergere del quarto stato, penso alla donna che dopo secoli di repressione è riuscita a venire alla ribalta.
Rita Levi Montalcini

Per il poeta T.S. Eliot “il mondo finisce in questo modo: non con il rumore di un’esplosione, ma con un fastidioso piagnisteo”.
Il Secolo breve è finito in tutti e due i modi.

Eric Hobsbawm

Ale

Costituisce il 50% meno 1 del duo AleRoss. Dopo il suo anno di aspettativa in giro per l'est del mondo, è tornato ad ammazzarsi di videogiochi, in attesa della prossima partenza....

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