Il nostro primo Liebster Award

Oggi è una giornata di prime volte: prima volta in bici in Germania, prima pedalata lungo una ciclabile in terra battuta (maledetta polvere!), ma questo riguarda un altro post… La prima volta di cui parliamo qui è la nomina al Liebster Award, che è una sorta di tam tam/catena di Sant’Antonio per parlare di sé e farsi raccontare qualcosa dai propri blogger preferiti. Insomma, una bella idea per chiacchierare a distanza.

La nomina ci è arrivata da Serena, ex collega, amica e soprattutto autrice del blog Souvenirs from a black cat. Queste le domande che ci ha rivolto e le nostre risposte, rigorosamente doppie perché Ale e io siamo egocentrici 😉

NdAle: Macchè egocentrici! Qui si tratta solo di evitare le inevitabilmente lunghe e complesse contrattazioni che imporrebbe ogni singola risposta condivisa… abbiamo entrambi la testa dura! Comincio ringraziando Serena per la stima, anche se è palese che il nostro blog a livello embrionale non è accostabile al suo!!

1) Se potessi portare nella tua città un qualsiasi elemento preso in prestito da qualche altro posto che hai visitato, cosa sceglieresti e perchè?

Ross: Casa Lin o la Marisqueria Alfredo, ovvero i due locali in cui ci siamo trovati meglio nell’ultimo viaggio in Spagna. Li porterei nella mia città perché per me sono il simbolo di una cucina semplice, nonché di occasioni conviviali davanti ad una bottiglia di buon sidro. Purtroppo in Italia devo ancora trovare delle bettole altrettanto entusiasmanti.

Ale: non credo che vorrei importare nulla di fisico nella mia città, il nostro paese è anche troppo ricco di luoghi, monumenti edifici e paesaggi interessanti. Vorrei invece portarmi via come souvenir un po’ della sorridente semplicità degli indocinesi, un po’ dell’ospitalità dei mediorientali, un po’ del silenzio rispettoso dei giapponesi, un po’ della civiltà dei nordici, un po’ della fiducia degli ammeregani… etc.

2) Quale posto prima di visitarlo ti ispirava molto poco e invece si è poi rivelato una piacevole sorpresa?

Ross: probabilmente Seoul. Non ci piacciono molto le grandi città e cerchiamo sempre di starci il meno possibile, invece lì siamo rimasti oltre il tempo previsto grazie alle infinite attrazioni da visitare.

Ale: questa mi mette un po’ in crisi, generalmente mi capita l’opposto anche perché durante ogni viaggio il tempo stringe ed è sempre necessario fare una bella scrematura dei posti da visitare: difficilmente se ne sceglie uno che ispira molto poco!
Sparo la prima che mi viene in mente: le grotte di Dambulla in Sri Lanka. Per varie ragioni quel viaggio è stato un po’ pesante (non stavo bene, faceva caldissimo, pativo il sovraffollamento…) e arrivati a metà non avevo più grandi aspettative. In quei giorni, partendo all’alba con una temperatura RELATIVAMENTE bassa e anticipando le fiumane di pellegrini, siamo riusciti a raggiungere la cima della collina di Dambulla, una zona sacra costituita da una serie di piccoli templi ricavati in camere, in parte naturali e in parte scavate nella roccia, integralmente dipinte a tema buddhista. Per una silenziosissima mezz’ora abbiamo avuto tutte quelle meravigliose grotte per noi ed è stato davvero bellissimo ed emozionante.

3) Quale cibo hai scoperto di amare alla follia assaggiandolo in viaggio?

Ross: gli involtini primavera in Vietnam. Vi assicuro che non sono come quelli che si mangiano in Italia! Lì vengono preparati in 100 modi diversi, con un sacco di ingredienti dentro… roba da tossicodipendenza.

Ale: altra domanda difficile perché in realtà a me piace quasi tutto e quello che più amo è proprio provare piatti nuovi… anche qui devo sparare le prime cose che mi vengono in mente: lo sticky rice dolce al mango mangiato in Thailandia e Laos era delizioso, cosi come il com-ga (semplice pollo col riso) mangiato in una bettola sudicia nei pressi di MyLai in Vietnam. Ma anche le cavallette fritte della Cambogia sono state una piacevole sorpresa.

4) Confessa: sei mai stato in vacanza in un villaggio turistico? Com’è stato?

Ross: sì, in Tunisia con Ale più di 10 anni fa, per festeggiare la mia laurea. Di positivo ricordo gli innumerevoli bagni in mare, di negativo invece la gente che si riempie al buffet e poi lascia il cibo nel piatto, gli spettacoli serali con gli animatori e le canzoncine del villaggio. Ma si sa, eravamo giovani e gli errori si fanno: l’importante è non ripeterli!

Ale: confermo la versione di Ross. Di quella vacanza ricordo con piacere la mia prima e unica esperienza su un quad – un casino da guidare! – su colline boscose e una medaglia di tiro con l’arco che fece arrabbiare a morte il secondo classificato… che mi prese anche in disparte per dirmi che in realtà era molto più bravo di me e il primo posto sarebbe spettato a lui, solo che quel giorno aveva sbagliato due tiri ^__^
…. non era un bambino, ma un cinquantenne di Firenze! Cose belle.

5) Quale libro ti ha fatto venire voglia di visistare un posto?

Ross: cambierei leggermente la domanda (non so se si può fare ma lo faccio lo stesso) perché vorrei citare un libro che fa venire davvero voglia di viaggiare ed esplorare, ma che ho iniziato a leggere molti anni dopo aver visto i luoghi di cui si parla. Si tratta di “Voyages dans les royaumes de Siam, de Cambodge, de Laos et autres parties centrales de l’Indochine” scritto da Henri Mouhot, naturalista ed esploratore francese vissuto nel 1800, che visitò Angkor Wat e contribuì a renderla popolare in occidente.

Ale: abbiamo ascoltato l’audiobook de “il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini durante un viaggio in macchina verso la Spagna e mi ha fatto venire una voglia matta di visitare l’Afganistan. Ma purtroppo per gli afgani la situazione del paese è ancora molto calda.

6) Quale film?

Ross: come sopra, anche qui faccio una correzione di tiro. Non si tratta di un film ma di tutti i cartoni che vedevo da ragazzina e che, ovviamente, mi hanno fatto voglia di andare in Giappone. In particolare mi vengono in mente Maison Ikkoku e City Hunter.

Ale: ho visto tanti film sulla guerra del Vietnam, su tutti “Platoon” di Oliver Stone, che mi hanno spinto molto a documentarmi e a visitare l’Indocina. E’ una delle pagine più note della storia recente eppure ne abbiamo ancora una visione estremamente superficiale. Laos, Cambogia e Vietnam sono paesi bellissimi, ma i segni di quella “lontana” tragedia sono ancora presenti e ben visibili.

7) Qual è il museo più strano o originale che ti sia mai capitato di visitare?

Ross: il Nemo di Amsterdam ovvero un bellissimo ed enorme museo della scienza e della tecnica. Cosa c’è di così particolare? La sezione a luci rosse/di educazione sessuale dedicata a bambini e ragazzi, dove noi eravamo quasi imbarazzati per i pannelli esplicativi e i giochi interattivi mentre i bambini si divertivano come dei matti 😉

Ale: sicuramente ho visto qualcosa di folle in Giappone o in Sud-Korea, ma in questo momento non mi viene in mente! Quindi sparo il MyLai Museum in Vietnam, una ricostruzione del villaggio distrutto dai soldati americani durante il “massacro di MyLai”. Un luogo che ho molto apprezzato per la sua semplicità e tranquillità.

8) Quale aspetto poco conosciuto della tua città o zona consiglieresti a chi viene a visitarla?

Ross: su Torino non mi viene in mente nulla visto che è una città con cui ho molta poca empatia. In compenso consiglierei di fare il giro di tutti gli splendidi forti del Piemonte: Exilles, Fenestrelle, Vinadio solo per citarne alcuni. Un bel modo di prendere fresco in montagna, ammirare paesaggi magnifici e conoscere la storia del nostro territorio.

Ale: io avrei detto il forte di Fenestrelle… probabilmente la fortezza più bella che abbia mai visto, dovrebbero arrivare turisti da tutta Europa per visitarlo!

9) Un post che sogni di scrivere, prima o poi.

Ross: vorrei scrivere del mio primo giorno di lavoro da expat…momento che sto aspettando da tanto tempo ma prima o poi sono sicura che arriverà.

Ale: eh, ce ne sarebbero tanti… comincerei con quello sull’inaugurazione della nostra seconda mostra fotografica, una mostra che mi dia tanto entusiasmo quanto quella sull’Iran!

10) L’acquisto fatto in viaggio a cui sei più legato.

Ross: a dire il vero ne ho due! Il primo è un anello da 4 soldi che ho comprato in un tempio di Bangkok nel 2008 e che da allora indosso ogni giorno. Perché mi ricorda i viaggi, l’Asia, i templi ed evoca i ricordi più belli di tutte le esperienze che abbiamo vissuto per il mondo. Il secondo è un piccolo buddha di pietra verde che ho comprato a Hoi An in Vietnam nel 2009, in un negozio che dava lavoro a ragazzi disabili per integrarli meglio nella società. Come nel caso dell’anello, questo ciondolo è sempre al mio collo e rappresenta il mio legame con il buddhismo.

Ale: a dire la verità non compro quasi mai un tubo quando sono in viaggio… ho sempre con me un piccolo ciondolo vietnamita che mi ha regalato Ross e che significa “dono del cielo”, mentre in camera ho un piccolo buddha di pietra dello Sri Lanka dal meraviglioso sorriso. Entrambi oggetti da quattro soldi, ma non è mai stato il prezzo a rendere le cose preziose.

E ora passiamo ai nominati:

A proposito, ecco le domande:

1) qual è il luogo, in giro per il mondo, in cui ti senti più come a casa tua?

2) quale è stata l’ultima volta in cui ti sei sentito completamente felice?

3) se fosse arrivato il tuo ultimo momento di vita, cosa rimpiangeresti davvero di non aver fatto?

4) qual è il tuo locale o ristorante preferito nel mondo?

5) qual è la cosa che ti piace di più fare quando sei in viaggio?

6) se dovessi partecipare ad un concorso di fotografia, con quale soggetto (persona o cosa) vorresti vincere?

7) qual è un personaggio famoso ancora vivente che è per te fonte di ispirazione?

8) qual è la canzone a cui sei più legato in questo momento della tua vita?

9) qual è l’incontro fatto in viaggio che più ti ha toccato o che comunque ti è rimasto più impresso?

10) qual è l’evento storico più interessante e poco noto di cui sei venuto a conoscenza durante un viaggio?

Ecco qui, aspettiamo le risposte ☺

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

2 pensieri riguardo “Il nostro primo Liebster Award

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