Grazie per il buongiorno in una consueta mattinata da pendolare

Stamattina è successo uno di quegli episodi che, nel loro piccolo, riescono in qualche modo a caratterizzare la giornata. Eravamo sul solito treno diretti in ufficio, assorti nella lettura come peraltro tutti gli altri passeggeri intorno a noi, quando siamo stati interrotti da un sonoro “Buongiorno!”.

Al che abbiamo sollevato lo sguardo e ci siamo un po’ stupiti nel constatare che la persona che ci aveva salutato era una perfetta sconosciuta. Deve aver letto l’espressione curiosa e incredula sul nostro viso perché ci ha detto: “Io ho l’abitudine di salutare sempre, anche chi non conosco”, il tutto con un sorriso e con un certo buonumore che alle 8.05 del mattino non è così frequente.

Quando abbiamo smesso di salutare e di socializzare? Perché è diventato difficile salutare le persone accanto alle quali ci sediamo sul treno, a meno che non ci conosciamo?

Dobbiamo dire grazie a questa persona che ci ha fatto riflettere e ci ha ricordato che certi gesti di educazione e gentilezza non vanno mai trascurati o dimenticati. Sarebbe bello utilizzare questo stesso approccio non solo nella vita di tutti i giorni ma anche nei prossimi viaggi: salutare le persone con cui condivideremo indirettamente qualche momento di vita, cercare di creare un contatto perché alla fine questi incontri sono ciò di cui ci si ricorda e da cui si impara.

E casualmente, proprio oggi, ho letto su un blog di viaggiatori (GranTourismo) un interessante articolo scritto qualche anno fa ma sempre attuale. Il succo del discorso è che, in giro per il mondo, salutare la gente del posto e chiedere il loro nome è il tipo di approccio migliore per avvicinarsi e magari vivere esperienze indimenticabili.

PS: Alla fine con la signora del treno ci siamo scambiati qualche parola, ci ha raccontato del suo gatto e del fatto che preferirebbe avere un cane…. è stato breve, ma ci siamo tenuti un po’ compagnia e abbiamo fatto un viaggio diverso dal solito, più piacevole.

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

Un pensiero riguardo “Grazie per il buongiorno in una consueta mattinata da pendolare

  • 22/04/2015 in 8:53 pm
    Permalink

    Mi fate sentire decisamente “fuori luogo”, dal momento che, a fronte di un insolito BUONGIORNO che proprio stamattina una signora che vedo tutte le mattine in treno, mi ha salutata per la prima volta, in un amen ho pensato: “Ma perchè oggi mi saluta?”. …per peggiorare la mia situazione, aggiungo: MA PERCHE’ TUTTI STAMATTINA? Voi siete grandi, io leggermente asociale.
    Annalisa

    Risposta

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