George Town, l’ultimo saluto alla Malesia

George Town è stata la nostra ultima tappa in Malesia, prima del trasferimento in Thailandia; si tratta della capitale dello stato di Penang ed è situata su un’isola a soli 10 minuti di traghetto dalla costa occidentale. Ci siamo rimasti una settimana e ne è valsa la pena: la città è perfetta per rilassarsi, girare a piedi in esplorazione culturale e gastronomica e prendere un po’ di fresco in qualche centro commerciale (e, visto il clima, l’aria condizionata è provvidenziale).
Per noi questa GeorgeTown è stata speciale anche per l’esperienza che abbiamo vissuto con i sikh, della quale abbiamo già parlato qui.

Ferry from Butterworth to George Town
Sul traghetto verso George Town

Alla ricerca dei murales

Una delle principali occupazioni dei turisti a George Town è andare alla ricerca delle numerose opere di street art disseminate per le vie della città: cartina in una mano, macchina fotografica nell’altra, strisciando accanto ai muri per evitare il sole cocente. Ci sono due tipologie di opere: i classici murales, molto diffusi in Malesia anche in variante 3D, e le “vignette a fumetti” create con tubi di metallo su muri bianchi e ispirate a fatti storici o costumi locali.
L’ufficio del turismo, uno dei più efficienti che abbiamo avuto la fortuna di trovare in tutto il nostro viaggio, fornisce cartine con la posizione esatta delle opere; se ciò non dovesse bastare qualche autista di bici-taxi in attesa di clienti indica spontaneamente le opere meno visibili.

Murales George Town

Altre bellezze di George Town

Templi, edifici storici e piccoli musei sono disseminati per tutta la città; la ricchezza della città sta anche nella varietà delle vie: si passa da Chinatown a Little India, dalle vie specializzate in vestiti a quelle zeppe di ristoranti e negozi di biscotti.

  • Khoo Kongsi: sempre affollato dai turisti, questo tempio è ben nascosto tra le case, che purtroppo ne precludono anche la vista di insieme. La struttura e l’interno riccamente decorato ricordano da vicino i templi di Taiwan; due statue di guardiani sikh (mestiere per cui erano molto rinomati) vigilano all’ingresso e le pareti interne sono riccamente dipinte con scene ispirate alla vita dei grandi saggi e ad altri episodi mitologici. Nel piano interrato è presente un piccolo museo che illustra la storia delle congregazioni cinesi… considerate società segrete a scopo sovversivo dai coloni inglesi
  • Cimitero protestante: probabilmente uno dei cimiteri più suggestivi che abbiamo visitato in questo viaggio. Piccolo e solitario, le tombe sono in condizioni relativamente buone e le numerose lapidi raccontano vite di un’epoca che non tornerà più: ufficiali dell’esercito arrivati a Penang in cerca di successo, mogli devote uccise da malattie tropicali allora sconosciute, anziani arrivati a 60 anni sopravvivendo miracolosamente a tutte le guerre e le insidie di quei territori lontani…

Protestant cemetery George Town

  • Chew Jetty: uno dei vari jetties, ovvero gli antichi villaggi dei pescatori, ora in parte convertiti ad attrazione turistica. Si tratta semplicemente di “case palafitta” sul mare collegate da passerelle in legno non proprio stabili, alcune ancora abitate, altre divenute negozi di souvenir per turisti
  • Goddess of mercy temple: questo grande tempio cinese ricco di umanità è avvolto in spirali di incenso e frequentato da poveri in coda per le offerte di denaro che i fedeli fanno in determinati momenti della giornata
  • Cheong Fatt Tze Mansion – Blue mansion: si tratta della casa di un ricchissimo mercante cinese vissuto nell’Ottocento, ora convertita in hotel di lusso (per questa ragione solo pochissime stanze sono effettivamente visitabili). L’edificio è meraviglioso e il colore da cui prende il nome lo fa spiccare nel grigiume dei palazzoni che purtroppo lo circondano; la visita guidata dura circa un’ora e il personale si diverte a raccontare i gossip relativi al primo proprietario, dalle strategie per diventare ricco alle mogli giovanissime sposate in età senile

Blue mansion George Town

  • Cheah Kongsi Temple: per un certo periodo fu l’abitazione di Sun Yat-Sen, famoso rivoluzionario cinese nonché fondatore del Kuomintang e considerato padre della Cina moderna. L’edificio era sede di una importante confraternita con relativo tempio e oggi ospita un piccolo museo; questo luogo è meno frequentato dei templi e delle dimore storiche precedentemente menzionate e anche solo per questo motivo merita di essere visitato
Cheah Kongsi George Town
L’edificio centrale del Cheah Koongsi

Specialità per tutti i palati

George Town è un concentrato di culture e ciò si riflette anche sulla varietà di ristoranti e negozi alimentari. A farla da padroni, i cinesi: i loro ristoranti sono i più diffusi e affollati. Meritano una menzione il Red Garden, una food court che offre la possibilità di provare ogni tipologia di cucina locale, e il Tek Sen, locale attivo dal 1965 che ci ha letteralmente deliziati per lo stile semplice, con tavoloni circolari di metallo, sgabelli di plastica e soprattutto una scelta infinita di piatti cinesi uno diverso dall’altro.

Red Garden George Town
Ale si gode la cena al Red Garden

 

Chinese dishes George Town Tek Sen
Pranzo al Tek Sen

 

Coconut pastry George Town
Un fantastico negozio di paste al cocco

Ross

The mottos that best represent me? "Worry more about your conscience than your reputation. Because your conscience is what you are, your reputation is what others think of you. And what others think of you is their problem." and..."Frankly, my dear, I don't give a damn!"

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