Dubrovnik, la perla dell’Adriatico

La meravigliosa città di Dubrovnik è soprannominata la perla dell’Adriatico e si trova sulla costa dalmata della Croazia, a breve distanza dal confine con la Bosnia Erzegovina e con il Montenegro. La sua storia risale ai Romani, anche se solo nel XIII secolo Ragusa divenne una forte potenza militare e una fiorente città. Il terremoto del 1667, che la danneggiò gravemente, segnò l’inizio del declino e di fasi alterne di dominio straniero, fino alla caduta dell’Impero Austro-Ungarico.

Ma sono soprattutto la sua storia recente e l’assedio subito durante gli anni ’90 ad aver suscitato il nostro interesse e ad averci portato qui.

Dubrovnik mura

La via della Repubblica Srpska: il viaggio da Mostar a Dubrovnik

L’impronunciabile Republika Srpska (Repubblica Serba di Bosnia e Erzegovina) costituisce il 49% del territorio della Bosnia Erzegovina, come abbiamo già avuto modo di spiegare in un precedente articolo. Di fatto è lo stesso territorio occupato dalle armate serbe durante la guerra degli anni ’90 e successivamente confermato negli accordi di Dayton.

Da Mostar a Dubrovnik il territorio è quasi esclusivamente occupato dalla Repubblica Sprska e siamo rimasti sorpresi nel constatare come sia tutto… un deserto! Per innumerevoli chilometri non si incontra un singolo paese, poi quando compare il solito cartello giallo con scritta una sequenza impronunciabile di consonanti che dovrebbero indicare la presenza di un centro abitato, in realtà ci sono 4 case sparse di cui una o due puntualmente sono in macerie (molto probabilmente a causa della guerra).

Man mano che ci si avvicina alla Croazia il territorio si inasprisce, i monti si elevano e il paesaggio diventa ancora più surreale. E poi, quasi miracolosamente, a pochi chilometri da Dubrovnik la strada si apre e ci si ritrova in una meravigliosa valle ampia e verdissima dove la vita ricomincia! Il fiume Trebišnjica scorre lento ondeggiando tra prati dove il bestiame pascola, e pare di essere tornati indietro nel tempo di parecchi decenni.

La frontiera si trova in un posto panoramico: il versante che dà verso il mare rientra in una sottile fascia appartenente alla federazione bosniaca e ci sono moltissime case in costruzione; immaginiamo che i bosniaci, che non possono avere l’accesso diretto alle spiagge, almeno recuperino godendosi il panorama spettacolare dai monti.

Panorama su Dubrovnik

Il centro storico di Dubrovnik

Accedendo dall’alto si ha una chiara percezione della struttura della città, suddivisa tra zona nuova (guardando il mare a destra) e centro storico (a sinistra, racchiuso tra mura a picco sul mare).

Dubrovnik

Appena entrati nel piccolo centro (interamente pedonale) di Ragusa ci si ritrova imballati tra centinaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo: la città è veramente molto famosa ed è stata trasformata in una perfetta macchina turistica ben oliata. Questo affollamento le toglie molto fascino, ma non si può negare che gliene resti comunque da vendere.

Gli stretti vicoli della città sono suggestivi, se ci si allontana dalle vie principali è facile imbattersi in graziose case antiche e incontrare i famosi gatti i Dubrovnik, che a quanto pare rappresentano uno dei simboli della città. Per quanto riguarda invece gli interni delle chiese e dei palazzi in stile veneziano, questi ci sono sembrati piuttosto semplici e poco impressionanti.

La “visita” sicuramente più interessante e imperdibile è il giro completo delle mura. Questo itinerario, il cui senso antiorario è imposto per regolamento, consente di ammirare la città e le fortificazioni in tutte le prospettive e vale tutti i 15 euro che costa, a patto di arrivare la mattina presto anticipando le folle di gitanti internazionali.

Dubrovnik by night

La storia dell’assedio

Altra visita imperdibile è la mostra fotografica War Photo Limited, che ospita una collezione di foto sul collasso della Jugoslavia oltre a mostre temporanee sul tema della guerra e delle sue conseguenze. Attualmente sono esposti gli scatti di un giovane fotografo italiano che ha seguito la rotta balcanica dei migranti provenienti principalmente dal medioriente e diretti in Nord Europa. Questo museo si configura oltretutto come l’unica attrazione di un certo peso che punta a ricordare il recente passato del paese, altrimenti ben celato sotto l’immagine patinata di destinazione turistica mordi e fuggi.

Dubrovnik

Il museo Dubrovnik during the Homeland War (come viene definita qui la guerra d’indipendenza croata) è ospitato in un antico forte napoleonico sulla cima della collina che domina la città; ci è sembrato un po’ retorico e forse più interessante per la gente del luogo che non per gli stranieri, ma sicuramente la vista sulla città dal forte ripaga il prezzo del biglietto e la noia di alcune sale della mostra.

Il museo è incentrato sull’assedio di Dubrovnik da parte dei Serbi in risposta al referendum croato per l’indipendenza dalla Jugoslavia del 1991. In quegli stessi giorni anche la Slovenia rivendicò l’indipendenza e grazie alla sua composizione etnica omogenea (circa 90% di etnia slovena) la ottenne al costo di pochi giorni di combattimento a bassa intensità.

In Croazia, invece, la minoranza serba ammontava al 12% e si oppose alla secessione, innescando l’intervento dell’esercito jugoslavo, ormai controllato dai serbi di Milosevic.
La città di Dubrovnik, già patrimonio UNESCO, fu tenuta sotto scacco tra ottobre 1991 e giugno 1992, accerchiata e martellata dall’artiglieria che causò gravi danni a migliaia di edifici.

L’aggressione da parte della Serbia suscitò grande impressione nella comunità internazionale, che stava a guardare attonita i telegiornali con le immagini dei bombardamenti. Molti, qui, sottolineano però il fatto che, allo sgomento, non seguì alcun intervento concreto a sostegno della popolazione assediata.
I veri aiuti arrivarono sicuramente dopo la guerra, quando grazie ai finanziamenti internazionali la città venne rimessa a nuovo in tempi record, spazzando via ogni memoria del passato, ma perdendo anche l’occasione di perpetuare un ricordo costruttivo e un messaggio di pace.

Consigli pratici

Come abbiamo già sottolineato, Dubrovnik è una località costantemente affollata dai turisti, il che rende necessario prenotare la sistemazione con sufficiente anticipo. Se si arriva con la propria auto, inoltre, è bene cercare una struttura che offra un parcheggio privato in quanto quelli pubblici sono rari ed estremamente cari.

Noi abbiamo pernottato presso Apartments Deranja, situato a 15 minuti a piedi dal centro storico. Lo raccomandiamo perché è una delle migliori sistemazioni che abbiamo mai avuto e mette a disposizione, ad un prezzo assolutamente onesto, un bellissimo alloggio con vista sul mare e sul centro storico di Dubrovnik.

Per quanto riguarda il vitto, consigliamo di cercare un ristorante fuori dalle mura, per risparmiare un minimo e provare qualche piatto più autentico. Noi abbiamo provato due konoba (che significa osteria):

Il primo è situato sul mare, qualche chilometro a nord della città; il secondo invece è in un paesino arroccato sui monti prospicienti il golfo. In entrambi la cucina è casalinga e i prezzi ottimi, trattandosi di locali fuori dal centro storico.

Dubrovnik

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi