Iran: diario di viaggio (prima parte)

24 agosto 2013 – Arrivo a Teheran

Arriviamo a Teheran alle 4 del mattino, cambiamo un po’ di soldi (1€ = 40.000 rial, ma qui tutti si esprimono in toman ovvero 10 rial) e con i nostri 8 milioni e rotti cerchiamo di acquistare una bottiglietta d’acqua alla folle cifra di 550 rial…o toman, non è ancora chiaro. La banconota da 20.000 rial però è troppo grande per il venditore, che quindi ci regala la bottiglietta… “welcome to Iran!”, si comincia veramente bene 🙂

Ross apprende subito l'usanza di mettersi a dormire dove capita
Ross apprende subito l’usanza di mettersi a dormire dove capita

Nel cuore della notte un taxi ci porta a velocità curvatura all’Holy Shrine Imam Khomeini; il taxista in divisa stile “capitan Schettino” tocca i 160 km orari zigzagando nel traffico mentre legge e scrive sms al cellulare. Scendendo dal taxi ringraziamo Allah di essere ancora vivi e ci ritroviamo nel bel mezzo di un enorme parcheggio/campeggio con gente che dorme ovunque. Nonostante l’alba sia ancora lontana, c’è un sacco di gente che passeggia intorno a complesso.

Più tardi un signore ci adotta e ci accompagna alla metro, il suo inglese lascia molto a desiderare ma ci spiega che molti utilizzano il parcheggio solo per lasciare la macchina e recarsi in centro in metro; contrariamente a quanto immaginavamo pare che il pellegrinaggio al mausoleo non c’entri nulla… e la nostra domanda lo fa molto ridere! Il ruolo dei campeggiatori è meno chiaro, forse hanno un lavoro a Teheran e una casa troppo lontana da raggiungere durante la settimana, ma la cosa purtroppo resta avvolta nel mistero…
Una volta arrivati nel cuore della città, visto che la camera non è ancora pronta, visitiamo il Bazaar e il Golestan Palace e poi, distrutti dal sonno e dal caldo, ce ne torniamo a riposare in hotel.

La prima impressione del paese è ottima, l’unica differenza rispetto all’Europa è che gli uomini portano i pantaloni lunghi (sempre) e le donne (che lavorano, girano da sole, parlano con gli uomini e abbracciano i parenti) devono portare un foulard in testa. È vero, alcune sono vestite di nero da capo a piedi, ma molte vestono all’occidentale sebbene abbiano sempre gambe, braccia e pancia coperte. Per ora nessun chador, ma in compenso abbiamo visto una decina di nasi rifatti di fresco (sia di ragazzi che di ragazze) e un sacco di giovani con magliette dell’Italia, stemmi tricolore e frasi scritte in italiano… questi ci amano sul serio! E sono in molti a salutarci, darci il benvenuto e lasciarci il posto sulla metro.

Ceniamo nel parco degli artisti, dopo una bella passeggiata; qui é pieno di ragazzi, famiglie e coppie, e c’é un’atmosfera estremamente rilassata e piacevole. Sedendoci a tavola veniamo “rapiti” da un simpatico ed eccentrico signore di Teheran, un certo Masoud, appassionato di musica italiana degli anni ’60. Per due ore ininterrotte chiacchieriamo e ascoltiamo i suoi racconti e consigli di viaggio e poi, finita la cena, veniamo portati in giro per Teheran con la sua auto, traboccante di musicassette di Gino Paoli, Toto Cutugno e contemporanei a noi non molto noti… alla fine, esausti, lo preghiamo di riportarci in hotel ma é stata un’esperienza incredibile!

Parco degli artisti
Parco degli artisti

25 agosto 2013 – Teheran

Ci svegliamo presto e partiamo alla ricerca dei biglietti del treno per Kashan. Premessa: ieri siamo andati in un’agenzia di viaggio dove ci hanno detto che esiste un unico treno al giorno e che è pieno; ci suggeriscono il bus, che però loro non trattano. Proviamo in una seconda agenzia che troviamo chiusa prima di ricordarci che Masoud ci aveva sconsigliato il bus e ci aveva detto di andare direttamente alle biglietterie della stazione ferroviaria….
Andiamo in stazione, dall’altra parte della città, ma qui ci dicono di andare nell’agenzia di fronte perché loro non vendono biglietti (!!!). L’agenzia “dall’altra parte della strada” non si trova e allora chiediamo aiuto a 4 ragazzi che parlano due parole di inglese (mezza parola a testa) e loro mobilitano mezzo quartiere per supportarci. Dopo mezz’ora l’agenzia di viaggi salta fuori, ma ci dicono che per andare a Kashan in treno non va bene e che è meglio il bus… ma neppure loro vendono questi benedetti biglietti! Ci dicono che, dall’altra parte della città, c’è un’agenzia consigliata dalla Lonely Planet ma arrivati la anche questi – che nemmeno parlano inglese – ci dicono che non vendono biglietti, per cui dobbiamo di nuovo attraversare la città alla volta del terminal dei bus… AHHHHHHHHHHH!!!

Più tardi visitiamo il museo nazionale dell’Iran e il museo dei vetri e delle ceramiche, piccolo, ma delizioso. Dopo un pasto veloce in un affollato self service ci aggreghiamo ad una retorica e noiosissima visita guidata in farsi alle prigioni dello shah, dove operava la Savak ovvero la polizia segreta. Dopo due ore di tortura veniamo rilasciati e ci dileguiamo. Segue un tour fotografico dedicato ai murales di Teheran e cena al ristorante vegetariano nel parco degli artisti.

26 agosto 2013 – Kashan

Dopo 3 ore e mezza di bus senza alcun pipì stop (che differenza rispetto al Laos!) arriviamo a Kashan e il nostro hotel è splendido! Si tratta di una dimora storica in stile caravanserraglio da fiaba e il taxi per arrivarci ci è costato solo 40.000 rial ovvero 1 €.
Fa caldissimo e la gente è altrettanto calorosa, riceviamo un sacco di saluti e di welcome! Durante la visita in una delle case tradizionali-museo, Amin e la sua amica attaccano bottone e non ci mollano più. Poi, appena usciamo di lí, l’anziano Hamad ci vuole dare a tutti costi un passaggio in auto mentre noi vorremmo solo passeggiare a piedi per la città! Resistiamo un po’ ma poi temiamo di offenderlo: ci promette che ci accompagnerà solo fino in fondo alla strada, 100 metri più avanti, e così è. Non facciamo in tempo a riprendere la nostra passeggiata sulla via principale che un bus ci vede e inchioda, l’autista ci invita a salire e non molla finchè non lo accontentiamo (visto che stiamo pure bloccando il traffico!!): vuole accompagnarci alla nostra destinazione ma non parla inglese. Ci prende la cartina della cittá che abbiamo in mano (!), cerchiamo di indicargli l’hotel ma non ci capiamo (e lui, nel frattempo, sta continuando a guidare). Alla fine arriviamo davanti alla via del nostro hotel e ci fa scendere, con grandi saluti. Incredibile!
La sera passeggiamo sulla via principale e ci fermiamo a riposare su una panchina in un parco. Tutti ci guardano incuriositi e dopo pochi attimi spuntano due bimbe con due tazze di the per noi! Una grossa combriccola di donne e bambini sta facendo un picnic, mentre i mariti e i figli più grandi giocano a pallone lì vicino; ci avviciniamo per ringraziare e fare una foto, e in un attimo attiriamo tutte le bimbe del parco! Poi una delle mamme ci porge un bel piatto di zuppa bollente (giusto per scaldarci un po’ visto che i 38 gradi all’ombra non sono sufficienti…) e una delle bimbe ce la condisce con spezie e sapori vari… che giornata meravigliosa!

Scene di vita quotidiana: la spesa serale
Scene di vita quotidiana: la spesa serale

27 agosto 2013 – Kashan

Il giovane Benham, che ci ha seguito in giro per l'Iran e che chiamavamo in mille modi fuorchè con il suo vero nome: Ben Hur, Chapapuer etc etc
Il giovane Benham, che ci ha seguito in giro per l’Iran e che chiamavamo in mille modi fuorchè con il suo vero nome: Ben Hur, Chapapuer etc etc

La mattina visitiamo il giardino persiano di Bagh-e Fin e il giovane Benham ci fa da guida turistica. Gli lasciamo la mail e in giornata ci manda parecchi messaggi dicendoci che a breve scenderà a Shiraz e che, se possibile, la sua famiglia vorrebbe conoscerci e che i ogni caso è a disposizione per aiutarci in ogni momento. Non è il solo, anche oggi abbiamo parecchi angeli custodi, persino l’elettricista del bazaar ci ha offerto con grande cortesia i suoi servigi!
La mattinata termina con la visita all’hammam tradizionale e ad una casa storica, dove altri iraniani si fanno fotografare con noi e si improvvisano guide turistiche per suggerirci nuove mete da esplorare.
Dopo un buon pranzo al ristorante e un lungo riposo in camera per non squagliarci al sole, facciamo un altro giro del bazaar e ci compriamo la cena. Non facciamo in tempo ad uscire per fare qualche foto al buio che Ale viene bloccato ogni 10 metri da ragazzi che stanno studiando per diventare mullah; sono tutti educati, sorridenti, socievoli e molto curiosi di sapere il nome di Ale, quanti anni ha, perché è in Iran, che lavoro fa, se io sono sua moglie etc.
Dopo un breve assalto da parte di un pericolosissimo gruppo di bambini taliban che cercano di sequestrarci e di farsi pagare per fare fotografie in posa, veniamo bloccati da altri due ragazzi spigliati con i quali iniziamo a parlare di religione, politica, attualità etc… temi delicati ma sembra che si riesca ad affrontare il discorso senza troppi problemi.
Dopo un’ora ci salutiamo ed è già ora di tornare in camera; riusciremo mai a fare qualche foto tranquilli senza venire abbordati?!

28 agosto 2013 – Esfahan

E’ arrivato il momento di partire per Esfahan. Il taxista che ci porta al bus terminal non solo è super economico ma anche simpaticissimo! Peccato che continui a parlare e rivolgerci domande in farsi!!
La ragazza che ci fa i biglietti del bus è molto gentile e ci chiede di lasciarle un ricordo dell’Italia: sto dando fondo alle scorte di monetine!
Il viaggio procede senza intoppi e ci godiamo un bel film iraniano sottotitolato in inglese. Arrivati ad Esfahan pranziamo a kebab, prendiamo rapidamente i biglietti del bus per Shiraz e ci rechiamo subito nella gigantesca piazza di Naqsh-e jahan, visitiamo la moschea Masjed-e Shah e ci intratteniamo con vari ragazzi tra cui i giovani ciclisti Ali e Mahdi, fratelli a cui facciamo qualche foto. Ci dà il benvenuto anche un mullah dal turbante nero!

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Ross in un raro momento di solitudine… ma il prossimo iraniano socievole è dietro l’angolo!

Ceniamo in un piccolo locale ultra economico con due bibite, una zuppa di pasta e verdura e una zuppa che ricorda vagamente la polenta ma con vari aromi (molto gustosa) a meno di 1,5 € in totale. Vicino a noi si siedono due ragazzi di leva, uno è molto pacato, mentre l’altro è un curdo mezzo matto e probabilmente fa un po’ il cretino: ci dice di amare Mussolini, Hitler, Ahmadinejad e gli USA e di avere 3 ragazze in giro per il paese. Il tutto è abbastanza divertente.

29 agosto 2013 – Esfahan

Aiuto, non riusciamo più a staccarceli di dosso! Oggi è stata la giornata ufficiale di persecuzione del turista. Iniziamo dalla mattina: Moschea Jameh, giro nel bazaar, pranzo a gelato e spaghettini dolci all’acqua di rose e poi riposo in camera. E da qui iniziano le grane: Ben Hur (Benham, ovvero l’appiccicosa sedicente guida di Kashan) ci scrive che è in città e che nel pomeriggio è al palazzo pinco pallo. Noi subito capiamo che sia il nome del suo hotel e pensiamo: chissene! Poi abbiamo un lampo e capiamo che è il palazzo che dobbiamo visitare nel pomeriggio, cavolo!!! Arriviamo al palazzo e Ben Hur ci presenta suo zio, poi si parte con la visita. Ma ogni 5 minuti arriva qualche iraniano che vuole fare una foto con noi! Usciamo dal palazzo e cerchiamo di seminare tutti, ma Ben Hur ci viene dietro… cavolo, non riusciamo a scrollarcelo di dosso nemmeno con lunghissime sessioni fotografiche, il ragazzo ha una pazienza di ferro!
Dopo 3 ore (davvero 3 ore, non per dire) riusciamo a togliercelo di torno e veniamo presi d’assalto da un altro gruppo di iraniani tra i quali c’è anche il nostro amico Mahdi, incontrato ieri sera. Dopo qualche minuto arriva altra gente, poi arrivano anche due ragazze dell’università che ci sottopongono un questionario boriosissimo. Nel frattempo un signore di mezza età di offre delle noccioline che aveva in tasca (senza sacchetto e probabilmente da settimane) e ce le regala. Poi insiste con l’invitarci a mangiare un gelato con la sua famiglia ma riusciamo a declinare l’offerta senza offenderlo troppo. In simultanea una delle ragazze vuole portarci al ristorante.

Ale con Mr "non abbiate paura, non sono un terrorista"
Ale con Mr “non abbiate paura, non sono un terrorista”

Scappiamo, ma la fuga dura pochi metri, un ragazzo si affianca. “Ciao, scusa ma abbiamo un po’ fretta” e lui “Ma sono solo uno studente, non dovete avere paura di me, vorrei solo fare 2 chiacchiere e aiutarvi se avete bisogno”… Non abbiamo paura (pirla!!) siamo solo stanchi e oggi non abbiamo fatto altro che parlare con voi iraniani!!! E vabbè, facciamo due parole anche con lui però niente appuntamenti per domani perché già siamo stati incastrati da Ben Hur.
Dopo una bella cena dal kebabbaro torniamo quatti quatti nella piazza principale con il favore delle tenebre, sperando che nessuno ci noti ma con un treppiede è un po’ dura… Tra l’altro è giovedì, ovvero il sabato iraniano, quindi in piazza ci sono migliaia di persone. Incontriamo il gentilissimo Amir, informatico che sta cercando di avere il visto per la Germania, dove vorrebbe concludere i suoi studi.

Poi arriva l’ora di andare a nanna.

Folla serale in piazza
Folla serale in piazza

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AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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