Dalla capitale a Mostar

La seconda tappa del nostro viaggio in Bosnia è stata Mostar, la principale città dell’Erzegovina, molto nota a livello turistico grazie all’antico ponte ottomano che la simboleggia. Arrivare qui in auto è stato abbastanza veloce, poco più di due ore attraverso strade stupende che costeggiano laghi e fiumi.

mostar stari most

Il centro storico di Mostar

La parte antica della città è stretta tra il fiume e la collina, quasi nascosta dai quartieri moderni. Tutto ruota intorno allo Stari Most, il “ponte vecchio” ottomano risalente al XIV secolo, distrutto durante la guerra e ricostruito nel 2004 sotto l’egida dell’UNESCO, insieme a numerosi altri edifici del centro storico. L’area è presa costantemente d’assedio da folle di turisti provenienti da tutto il mondo, che occupano ogni centimetro libero del ponte e si riversano nei numerosi ristoranti e negozietti situati lungo il dedalo di strade.

mostar old town

Gli scorci sono bellissimi grazie ai vicoli in perfette condizioni, al piccolo canale impetuoso (in questo periodo) che si insinua tra le case e ai numerosi minareti che spuntano tra i tetti; comunque se si vuole conoscere un po’ meglio la città e immaginare anche solo vagamente cosa devono essere stati gli anni della guerra, ha senso allontanarsi dal nucleo centrale ed esplorare i quartieri circostanti.

mostar guerraLungo il Bulevar, la vecchia linea del fronte croato-bosniaco, sono ancora presenti numerosi palazzi completamente sventrati dai bombardamenti, edifici abbandonati e nemmeno messi in sicurezza, che sembrano incombere sulle vicine case abitate.

È strano il contrasto con il centro storico perfettamente rimesso a nuovo, si ha quasi l’impressione di trovarsi in una città completamente diversa.

Sul fianco della collina è presente un grande cimitero monumentale partigiano legato alla seconda guerra mondiale, che purtroppo giace in orribili condizioni di degrado e abbandono.

Immaginavamo che la guerra del ’90 avesse spostato l’attenzione sui nuovi caduti, ma in realtà sembra che recenti tentativi di recupero tentati dalle varie amministrazioni siano falliti a causa del vandalismo degli ultranazionalisti croati che si rifanno agli ustascia, movimento di estrema destra alleato ai nazifascisti durante la seconda guerra mondiale.

Cenni storici

A seguito di un referendum che sanciva l’indipendenza della Bosnia-Erzegovina, tra il ’92 e il ’93 la città fu prima occupata e poi cinta d’assedio dalle truppe serbe che la bombardarono pesantemente. In questa prima fase del conflitto i croati e i bosniaci musulmani combatterono fianco a fianco e riuscirono infine ad allontanare i serbi, ma a quel punto emerse una fazione croata secessionista e il fronte si spostò all’interno.

La città venne divisa a metà su basi etniche, mentre la spirale di atrocità cresceva rapidamente polarizzando gli opposti estremismi: pulizia etnica, deportazioni e campi di concentramento, non mancò nulla. In quei mesi il ponte, che veniva visto come un simbolo della cultura bosniaca musulmana, venne completamente distrutto, ma in macerie finirono anche la quasi totalità delle moschee (le varie fonti differiscono, 12 su 14 o 15 su 16) così come molte chiese cattoliche e innumerevoli abitazioni.

La riconciliazione tra le due comunità è stata molto difficile e lascerà pesanti strascichi per molti anni ancora.

mostar cimitero di guerra

Villaggi e monasteri nei dintorni di Mostar

A pochi chilometri da Mostar si possono visitare varie località interessanti. La più famosa, dalla quale ci siamo ovviamente tenuti alla larga ma che citiamo per dovere di cronaca, è Medjugorje, una delle più note (nonchè la meno credibile) disneyland cattoliche. Il fatto che sia stata disconosciuta dalla chiesa stessa non le impedisce di restare sulla cresta dell’onda, anche se la popolarità pare sia in calo.

Due località meno famose, ma certamente più interessanti sono invece Pocitelj e Blagaj.

Pocitelj è una cittadella fortificata risalente al XV secolo e divenuta particolarmente importante e florida sotto l’Impero Ottomano. Oggi si può passeggiare attraverso il centro storico, che conserva le tracce dei principali edifici antichi: le mura, la moschea e la madrasa, l’hammam, i quartieri residenziali. Salendo in cima alla collina, attraverso le stradine costeggiate da olivi e melograni, si gode di un panorama meraviglioso sulla valle.

pocitelj

Ancora più vicino a Mostar e situato a ridosso delle montagne, Blagaj è un piccolo paese famoso per il Tekija, un monastero derviscio fondato nel XV secolo da una confraternita proveniente dalla Turchia. La particolarità è che questo edificio è appollaiato sul fianco del monte, alla base di un altissimo muro di roccia quasi verticale attraverso cui passa un fiume sotterraneo che esce in superficie proprio in corrispondenza del monastero. All’interno della struttura in pietra e legno si possono visitare varie stanze decorate e arredate in modo semplice, ma caratteristico.

blagaj

Un bilancio sulla Bosnia

Non ci siamo fermati a lungo in questo paese, ma ci è comunque rimasto molto impresso. Ce ne ricorderemo sempre per i numerosi cimiteri sui fianchi delle colline, a memoria della guerra degli anni ’90, per gli scheletri delle case lungo le strade, per i tanti giovani che abbiamo incontrato in giro e vedendo i quali ci siamo sempre chiesti: avranno vissuto anche loro la guerra? Come se quello fosse lo spartiacque tra il mondo vecchio e quello nuovo.

E ci ricorderemo sempre della frase che abbiamo letto nella Galleria Srebrenica a Sarajevo, citazione di Edmund Burke che si riferisce chiaramente all’indifferenza della comunità internazionale verso la tragedia della guerra in Bosnia-Erzegovina:

Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male
è che gli uomini buoni non facciano nulla

mostar e la guerra

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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