Da GeorgeTown a Mae Sot: doppio border-crossing

Da che siamo partiti, abbiamo sempre avuto un’idea fissa in testa: passare da una nazione all’altra via terra anziché con i soliti aerei. Ci sembrava un modo di viaggiare più autentico e interessante, un’occasione per incontrare persone e per contemplare al meglio i paesaggi. Ci siamo informati, abbiamo fatto ricerche su internet, ma non siamo riusciti a trovare nessun traghetto che collegasse tra di loro Giappone, Taiwan, Filippine e Indonesia; abbiamo dovuto attendere l’arrivo a Singapore e il successivo trasferimento verso la Malesia per poter festeggiare il nostro primo attraversamento via terra.

Passaggio in Tailandia

Il viaggio verso il Myanmar è iniziato virtualmente a George Town, nella piccola biglietteria delle ferrovie malesi situata al molo dei traghetti: è qui che abbiamo prenotato i nostri posti sul treno notturno per Bangkok. A quanto pare questa soluzione di viaggio, lenta ed economica, è molto di moda tra turisti e gente del posto, il che rende i biglietti difficili da trovare a meno di non programmare il viaggio con sufficiente anticipo.

Dalla Malesia al Myanmar - ferry Georgetown
In attesa del traghetto per Butterworth

Il treno ha origine a Singapore, attraversa tutta la Malesia e ferma a Butterworth, la cittadina di fronte all’isola di Penang raggiungibile in 10 minuti di ferry da George Town; da qui parte alle 14, con sole due carrozze alle quali vengono aggiunti nuovi vagoni durante le tappe successive. Essendo carrozze-letto hanno sedili molto spaziosi disposti su due file e con orientamento alternato, cosi da formare delle nicchie da due posti, che la sera vengono convertite in letti a castello.

Dalla Malesia al Myanmar - treno notturno

Appena saliti abbiamo notato, sotto i sedili, alcune scatole e abbiamo pensato che fossero i lunch box che qualcuno aveva gettato in terra e che non erano mai stati puliti (le condizioni igieniche del treno non sono ottimali); poi, controllando meglio, abbiamo notato che sulle scatole c’erano dei bei disegnini di scarrafoni sorridenti e abbiamo capito: erano esche avvelenate… non molto efficaci, a giudicare dalle simpatiche blatte che giravano ai nostri piedi.

Igiene a parte, il servizio sul treno è molto ben organizzato e il personale è passato subito a prendere le ordinazioni per la cena e la colazione; il cibo, a parte un’ottima fetta di anguria, non era particolarmente buono e ci siamo pentiti di non aver aspettato di superare la frontiera tailandese e il conseguente cambio di personale a bordo: lo staff tailandese e soprattutto il loro “chef” sembravano decisamente migliori di quelli malesi!
Una cosa buffa è che ci sono state rifilate tantissime banane, almeno una dozzina, sia a cena che a colazione!

Verso le 17.30 abbiamo raggiunto il confine tailandese, dove il treno si è fermato per circa un’ora e mezza per consentire i controlli dei passaporti, rapidi e indolore per noi, ma più lunghi e complessi per i cittadini di alcuni paesi asiatici.

Dalla Malesia al Myanmar - treno notturno cena
Tè, riso, pollo, verdure, anguria e tante, tante banane!

Ora di dormire

Una volta tramontato il sole, il personale del treno è passato a convertire i sedili in letti, due a castello per ogni lato; i letti inferiori sono piú spaziosi e beneficiano del finestrini da cui si puó godere il panorama; quelli superiori invece sono un po’ piú stretti e per salire bisogna arrampicarsi come delle scimmie su una microscopica scaletta di metallo. Ovviamente a noi, che avevamo preso i biglietti in ritardo, sono toccati i letti superiori…

Dalla Malesia al Myanmar - treno notturno
La foto mossa rende bene l’idea della stabilità del treno sui binari malesiani… ogni tanto pareva di essere sulle montagne russe!

A dispetto delle non ottime premesse, il letto si è rivelato comodo: la privacy era garantita da tendine scorrevoli, l’aria condizionata non era gelida come spesso succede in Asia e le coperte fornite dal personale sono state sufficienti (oltre che più pulite di quanto potessimo mai sognarci). Non siamo nemmeno stati disturbati dalle carrozze che venivano aggiunte nelle varie stazioni. Al mattino ci siamo svegliati sotto un sole splendente, a due ore di distanza da Bangkok.

Mae Sot: avvicinamento alla Birmania

Dopo due giorni trascorsi a gozzovigliare e divertirci a Bangkok, siamo partiti per Mae Sot, località al confine con la Birmania. Il terminal nord di partenza, nella zona Chatuchak, è logisticamente scomodo e il giorno prima della partenza abbiamo perso un intero pomeriggio per raggiungerlo e acquistare i biglietti, visto che non c’è stato verso di procurarseli “a distanza”.

Dalla Malesia al Myanmar - Mall Terminal 21 Bangkok
Mall Terminal 21 di Bangkok

A parte questo il trasferimento è stato piuttosto confortevole, su un bel bus a due piani e con un discreto pasto in “autogrill” incluso, per una durata totale di circa sei-sette ore e al costo di 9,5 € a testa. L’ultimo tratto di viaggio in particolare è stato bellissimo: la zona è quella del famigerato triangolo d’oro e il panorama è costituito da montagne con strade sinuose, pagode disseminate qua e là, piccoli mercati e villaggi; è una Tailandia rurale, meno sviluppata, ma sicuramente più affascinante di quella della pianura.

Dalla Malesia al Myanmar - pranzo autogrill
Il pranzo in autogrill

Mae Sot é una piccola cittadina situata a pochi chilometri dal confine con il Myanmar; non c’è molto da fare a parte qualche piacevole passeggiata ed escursione nella campagna circostante, diciamo che è un posto di passaggio, con servizi organizzati ad hoc per viaggiatori e lavoratori transfrontalieri.

L’influenza birmana qui è forte e si cominciano a vedere parecchie donne con il tipico trucco birmano, il thanaka, una crema biancastra ottenuta dalla corteccia di alcune piante ed utilizzata con creatività (non solo dalle donne) per rinfrescare la pelle proteggendola dal sole.

A quanto abbiamo sentito, l’esodo dei birmani verso la Tailandia è stato consistente negli anni passati e questo, come sempre, ha dato origine ad una certa ostilità da parte di una fetta della popolazione locale. Ovviamente non mancano parecchi clandestini e durante il nostro viaggio in bus, a seguito di alcuni controlli della polizia tailandese lungo la strada per Mae Sot, diverse persone senza documenti sono state intercettate e bloccate.

Finalmente in Birmania!

Dalla Malesia al Myanmar - confine Thailandia-Myanmar a Mae Sot
Il confine!

Dopo una notte di riposo siamo partiti di primo mattino per una breve corsa in taxi fino il confine, a circa 5 km, e ci siamo preparati psicologicamente al nostro terzo attraversamento di frontiera via terra… ok, abbiamo dovuto aspettare 5 mesi di viaggio per dare libero sfogo alla nostra idea originale, ma poi abbiamo abbondantemente recuperato!

La frontiera tra Mae Sot e Myawaddy è delineata da un piccolo fiume ed è collegata tramite il classico “ponte dell’amicizia“. Ci si immagina che tutto il traffico si muova su questo asse ufficiale e invece no: tra le due sponde del fiume una quantità imprecisata di barche trasporta i clandestini da una riva all’altra. L’acqua è molto bassa in questa stagione e molti attraversano addirittura a piedi, nell’indifferenza totale degli ufficiali di frontiera che stavano a poche decine di metri di distanza… ci siamo chiesti che senso avesse avuto spendere soldi per il visto quando potevamo tranquillamente dare una mazzetta ad un barcaiolo!

In ogni modo abbiamo fatto i bravi: timbro in uscita dalla Tailandia, attraversamento del ponte – con decine di mendicanti armati di dolcissimi bimbi che elemosinavano con fastidiosa insistenza – e attesa nell’ufficio immigrazione in Myanmar, dove per entrare è necessario esibire il visto (non può essere fatto sul momento o online come invece accade per l’accesso via aerea).

Fortunatamente eravamo preparati e ci eravamo giù procurati i documenti necessari all’ambasciata birmana di Singapore, dove il visto ci era stato accordato nel giro di mezza giornata. Alla frontiera abbiamo comunque dovuto compilare alcuni documenti mentre gli addetti dell’ufficio cercavano di venderci i biglietti dell’autobus (a prezzi stellari) per la nostra successiva destinazione. Un curioso e insolito ibrido tra pubblica amministrazione e agenzia viaggi.

Ed eccoci finalmente in Birmania!

Dalla Malesia al Myanmar - confine Thailandia-Myanmar a Mae Sot
Il curioso andirivieni clandestino visto dal ponte dell’amicizia…

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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