Cuba: informazioni pratiche

Le foto del nostro viaggio – Gennaio 2014

Cuba ha rappresentato uno dei viaggi più controversi che abbiamo mai fatto. Sognata e “desiderata” per anni, alla fine si è rivelata deludente rispetto alle aspettative.

O meglio: pur essendoci goduti la vacanza, l’impressione complessiva che abbiamo ricavato da questo Paese è stata tristezza e rassegnazione.

Non c’è nulla di romantico nella decadenza e non c’è nulla di glorioso in una rivoluzione che, se da un lato ha giustamente contrastato il modello capitalista, dall’altro non è riuscita a proporre ai cubani nessuna alternativa valida.

A Cuba si “sopravvive”, ci si organizza alla giornata senza prospettive, ruota tutto intorno al mercato del turismo con una certa ipocrisia: se il consumismo e il capitalismo fanno tanto schifo, non vale lo stesso per i soldi che provengono da lì.

I turisti sono considerati vere e proprie vacche da mungere, va benissimo, ma dove finiscono i loro soldi? come vengono usati? Non di sicuro per il benessere della popolazione o per la costruzione di nuove infrastrutture.

Potremmo andare avanti all’infinito a parlare delle contraddizioni e dell’ipocrisia di Cuba ma c’è chi lo fa meglio di noi e perciò ci fermiamo qui.

Dove trovare qualche informazione utile

Sistemazioni

Consiglio spassionato: andate sempre a dormire nelle casas particulares (autorizzate). Si tratta di case di cubani allestite appositamente per accogliere i turisti. Si riconoscono facilmente per il simbolo blu sulla porta o per il cartello “arrendador divisa”. Sono il modo migliore per conoscere i cubani e approfondire la loro cultura e stile di vita.

Di solito offrono i seguenti servizi:

  • camera con bagno privato
  • colazione e/o cena a pagamento, da concordare giorno per giorno
  • supporto nel reperimento di sistemazioni in tutto il paese e prenotazione.

Spesso i padroni di casa recuperano i turisti alle fermate dei bus, se avete notificato l’orario di arrivo, e sono disponibili per l’organizzazione di gite e trasferimenti.

Cibo

Nelle casas particulares si mangia in genere benissimo.
Le colazioni sono ricche e c’è la possibilità di scegliere fra dolce e salato.
Al momento della colazione,  inoltre, si concorda la cena e di solito la scelta è fra almeno due o tre opzioni di carne e pesce, con contorno di verdure e frutta fresca.

Bisogna sempre tenere a mente che, per offrire ai turisti colazioni e cene così fresche e abbondanti, i padroni delle case particolari devono “lottare” con le restrizioni del sistema delle tessere alimentari e appoggiarsi al mercato nero.

È facile che, per giorni, nei mercati ufficiali manchino ingredienti di base quali zucchero o burro e che quindi i cubani debbano ricorrere ad altri mezzi per riuscire a procurarsi ciò di cui hanno bisogno.

Per quanto riguarda i supermercati, sono la quintessenza della crisi economica cubana: piccoli, con pochi scaffali semivuoti e contenenti prodotti di importazione. È difficile cancellare il senso di desolazione e di angoscia che si prova ad entrare nei negozi, se si è abituati a trovare facilmente tutti i generi alimentari di cui si ha bisogno in ogni momento. Un’altra particolarità dei supermercati é che i prezzi cambiano a seconda dei giorni e delle cassiere: chiaro indicatore del fatto che qui la gente si organizza e arrotonda come può, tanto per i turisti uno o due euro in più da pagare non fanno la differenza…

Trasporti

A Cuba ci si muove lentamente e con costi non indifferenti, soprattutto se si considera il livello dei servizi offerti:

  • treni – dimenticatevi della loro esistenza, visto che la rete ferroviaria è praticamente inesistente e quei pochi treni che girano risalgono al 1800 e sono lentissimi
  • Viazul – gestisce i trasporti via bus, ha un sito su cui si possono acquistare i biglietti. Esclusa l’opzione internet, i biglietti si possono fare nelle biglietterie situate presso le stazioni; possono essere acquistati i biglietti SOLO per la tratta dalla quale si sta partendo e non per altre tratte dal momento che le liste passeggeri sono gestite in formato cartaceo. Ciò risulta molto scomodo e particolarmente dispendioso, visto che ci si deve recare in biglietteria sia per prenotare il biglietto (con un certo margine di anticipo) sia al momento della partenza.
  • taxi/cocotaxi – sono comodi ma ovviamente più cari rispetto ai bus; rappresentano la soluzione ideale per muoversi nella capitale o per coprire piccole distanze tra una città e l’altra
  • autisti privati – costano tanto e spesso usano auto degli anni ’50, ma sono la soluzione più rapida per coprire le lunghe distanze ed evitare di perdere giorni nei trasferimenti.

Una precisazione relativa al rientro in aereo da Cuba. Se si transita dall’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, tutti i liquidi e i cibi del bagaglio a mano vengono requisiti anche se sigillati nelle buste dei Duty Free Shop. Questo disguido si è verificato sempre e solo al CdG e in nessun altro aeroporto: abbiamo visto turisti che hanno dovuto abbandonare varie bottiglie di rhum acquistato nei Duty Free a L’Havana, con un danno economico non indifferente. A nulla sono valse le lamentele e le proteste: i funzionari francesi sono impassibili e incorruttibili.

Internet

Preparatevi a connessioni lente e carissime.

Le casas particulares hanno al massimo modem 56K e per trovare connessioni decenti occorre andare nei grandi hotel oppure presso gli internet point autorizzati. Qui si compra una tessera con un limite orario di tempo ma, dato che le postazioni sono poche e la domanda di internet è altissima, c’è da attendere in coda anche per ore.

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

2 pensieri riguardo “Cuba: informazioni pratiche

  • 14/04/2015 in 9:55 am
    Permalink

    Ciao Ale e Ross, sono contento di veder nascere il vostro blog e che sia proprio un’articolo su Cuba a doverlo inaugurare. Sicuramente le forti contraddizioni che la Isla Grande mostra senza pudore lasciano il visitatore con dei forti dubbi sulla reale portata della rivoluzione castrista, ma d’altro canto credo che proprio la sua affascinante decadenza ed incredibile indolenza sia la principale attrattiva per chi la visiti. Condivido la vostra sensazione di “un’opportunità’ mancata”, ma cosa sarà’ di Cuba fra dieci o quindici anni quando anche l’ultima ipocrisia di regime verra’ a cadere e tornerà’ ad essere la Las Vegas (o peggio la Sharm) dei caraibi?
    Cosi’ ce l’aspettavamo e così’ l’abbiamo trovata e, già nella seconda visita (l’anno dopo), era già’ cambiata.
    L’Havana e’ sicuramente lo specchio del fallimento sociale e strutturale della politica degli ultimi sess’antanni, e questo traspare da tutto l’impianto architettonico e dalla sua gente in eterna “attesa” (dei gringos o della revolucion?..), ma fortunatamente Cuba e’ molto di più’ e l’entroterra contadino e rurale mostra la vera potenzialità’ dell’isola. La gente e’ schietta e semplice e mostra con fierezza tutta la povertà’ che esprime ma riesce a trasmettere il gusto essenziale della gioia di vivere ed una grande curiosità’ per tutto quello che viene da fuori.
    Malandrini e furbetti sono purtroppo presenti in tutte le capitali turistiche anche noi non siamo stati immuni da queste esperienze (abbordati da finta coppia che ci ha scroccato un…mohito), ma la sensazione e che a differenza di altri posti visitati la loro sia un comportamento privo di sistematica malizia (sino ad ora), e tutto sommato ci ha fatto piacere trascorrere un po’ di tempo con loro.
    Giusto il consiglio di non farsi mancare l’esperienza di alloggiare presso una “casa particular” e mangiare nei “paladares”, sopratutto all’Havana.
    Hasta il “viaggio”…siempre

    Risposta
    • 14/04/2015 in 11:37 am
      Permalink

      Ciao Mauro, grazie per la tua analisi.
      Hai ragione: furbetti a parte, abbiamo avuto anche noi bellissime esperienze con la gente “normale”, soprattutto con i proprietari delle casas particulares in cui abbiamo soggiornato.
      Fai bene a sottolineare che questa è un’esperienza da non farsi mancare, perché è il modo più autentico di avvicinarsi alla vera Cuba e alla vita delle persone.
      Restiamo comunque dell’opinione che queste esperienze siano molto più interessanti (… ed economiche) in paesi meno battuti e contaminati dal turismo di massa.

      Al tuo “Hasta il viaggio siempre” rispondiamo con il nostro “One for the road”, ovvero “un brindisi al viaggio”, per sempre!

      Risposta

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