Cuba: diario di viaggio (terza parte)

10 gennaio 2014 – Cajo Jutias

Alle 9 parte il nostro bus per Cajo Jutias, il viaggio dura più di quanto pensassimo perchè l’autista si ferma in continuazione a salutare gli amici e a caricare ogni singolo autostoppista cubano scroccone. La cosa è un po’ seccante visto che noi turisti beoti abbiamo pagato questa gita 25 € a testa… Verso le 10.40 comunque riusciamo ad arrivare, la spiaggia è molto stretta, ma è lunga e c’è poca gente. In compenso ci sono tantissimi granchi e paguri, oltre a uccelli, lucertole e insetti vari. Purtroppo lo snorkelling ci dà poche soddisfazioni perchè il fondale è sabbioso e l’acqua torbida, ma è interessante esplorare la foresta di mangrovie. Finalmente facciamo la conoscenza dei famosi mosquitos cubanos, sono parechio molesti, ma per fortuna non troppo dolorosi.

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Il viaggio di ritorno dalla spiaggia procede senza intoppi e il paesaggio è meraviglioso! Non vediamo l’ora di fare un giro di esplorazione in bici. Dopo aver cenato in un ristorante sulla via principale (con prezzi ben esposti e scontrino a fine pasto, il che non è da poco a Cuba) terminiamo la serata con un buon daiquirì e una pinacolada in piazza, in mezzo alla gente.

11 gennaio 2014 – Vinales

Dopo aver passato una notte insonne grazie a tutti i galli e le galline del circondario (ma anche grazie al bagno “condiviso”, ovvero con muri incompleti che lasciavano trapelare luci e suoni dalla stanza accanto, occupata dai nostri amici tedeschi) ci prepariamo e corriamo a Villa Nelson, la nuova sistemazione per le prossime due notti. Una volta sistemati, affittiamo le bici e ce ne andiamo in giro per la valle di Vinales.

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Un gran numero di avvoltoi è stato attratto dalla carcassa di un vitello

Il paesaggio è incredibile, ammiriamo i mogotes, le case sperdute e circondate dai campi, un gruppo di avvoltoi dalla testa rosa che litiga per una carcassa, l’enorme murale della preistoria (definito da Ale “cagosissimo”) e un piccolo belvedere. Un cubano ci indica la casa dove vive la comunità Los Aquaticos, la cui religione prevede che ci si curi solamente con l’acqua. Chissà come mai nella comunità sono rimaste solo due famiglie!!!
Al rientro ci facciamo una passeggiata per il paese e sorseggiamo un mojito e un ron collins in piazza, assordati dalla musica tamarra e a tutto volume che hanno messo su in preparazione del concerto di stasera. Insomma, forse per la terza notte di seguito dormiremo molto poco… ed effettivamente è così: oltre alla musica e alle galline scatenate scopriamo di avere almeno due simpatici coinquilini scarrafoni (proprio scarafaggi veri, belli cicciotti e agguerriti). Uno dei due occupa il letto accanto al nostro e non c’è modo di farlo sloggiare. Il secondo invece cade dopo una lunga e gloriosa battuta di caccia notturna.

Piantagione di tabacco nella valle
Piantagione di tabacco nella valle

12 gennaio 2014 – Vinales

Partenza mattiniera per Cajo Levisa, una bella isola disabitata (resort a parte) con lunghissime spiagge bianche e grandi foreste di mangrovie. Sfortunatamente il fondale sabbioso inibisce anche qui lo snorkelling, ma ci dedichiamo con successo all’animal watching, proseguendo di fatto quello della scorsa notte in camera. Oltre a miriadi di granchi e paguri osserviamo diversi uccellini carinissimi e i famosi ratti degli alberi, dei giganteschi toponi golosi che hanno imparato l’arte di elemosinare il cibo ai turisti.

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Il rientro procede per il meglio e, giunti in camera, arruoliamo un piccolo, ma combattivo geko che speriamo si pappi qualche insetto molesto. Sarà la nostra stanchezza o sarà quella delle galline (che a causa della fiesta in piazza della notte precedente si sono fatte la notte in bianco), fatto sta che dormiamo come sassi e non sentiamo passaggiare per la camera nessuno scarrafone (sembra un’affermazione folle, ma vi assicuro che uno scarafaggio che cammina su un sacchetto di plastica sveglierebbe un brontosauro in letargo).

13 gennaio 2014 – Havana

Salutiamo Vinales e il bestiario della nostra stanza e ci imbarchiamo sul bus delle 7.30 per l’ultimo viaggio verso l’Havana. A parte la temperatura polare dell’abitacolo e la solita inefficienza cubana, arriviamo a destinazione verso le 11.30. Il taxi che ci porta nella casa particular, la stessa di inizio viaggio, ha il cruscotto con tutte le spie gialle e rosse accese come un albero di natale: ne conto 6 tra cui guasto ABS, guasto airbag, guasto all’impianto frenante etc! Molto rassicurante.
Dopo una sosta nella camera dell’Hostal Peregrino, la migliore di tutto il viaggio, usciamo a cercare i famosi musei (chiusi) della capitale. Il bello è che per ogni museo chiuso ci sono 2 o 3 guardie che ti segnalano che il museo è, per l’appunto, chiuso. Resta da capire perchè non vengano rimpiazzati da un più pratico e preciso cartello. Grazie ad un gruppo di turisti americani molto cordiali e gentili riusciamo ad infiltrarci in una piccola mostra fotografica… chiusa anch’essa e sorvegliata da 4 guardiani che dopo molte insistenze fanno lo sforzo sovrumano di farci passare. Tra gli americani c’è anche una professoressa iraniana che parla qualche parola di italiano e che ascolta con gioia le nostre impressioni sul suo paese.
Il pomeriggio prosegue con la visita alla cattedrale o meglio con un tour di propaganda catto/integralista finalizzato a reclutare nuovi soldati della fede e a disseminare per il mondo la parola di Dio. La mostra nella chiesa sarebbe stata di per sè anche interessante (antichi papiri, codici miniati etc) ma la visione obbligatoria  di due atroci video 1) sulla creazione del mondo da parte di dio, con scene talmente ridicole che sembrava di vedere la copia cubana di Life of Brian e 2) su insigni testimonial (calciatore, velina e attore di soap) che invitano tutti a leggere i testi sacri. Insomma, un’esperienza ridicola…

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14 gennaio 2014 – Havana

Ultimo giorno prima della partenza! Al mattino, dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto, riusciamo finalmente a visitare il museo di arte cubana, un po’ dispersivo e con molte sale chiuse, ma nel complesso interessante. Purtroppo invece il Museo Humboldt è chiuso e dobbiamo ripiegare sulla Casa de Asia, con una raccolta interessante di oggetti del 1900 provenienti da tutti i principali paesi dell’Asia e regalati al museo da politici e famiglie cubane.
Compriamo un ottimo pranzo all’esorbitante costo di 2,10 CUC, facciamo le ultime foto e ci prepariamo alla partenza. All’ultimo minuto assistiamo ad una lezione di educazione fisica di una scuola elementare, evidentemente qui i bambini fanno ginnastica in mezzo alla strada!

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Un curioso scorcio di Cuba che non riusciamo a decifrare

Vai alla seconda parte

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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