Cuba: diario di viaggio (seconda parte)

5 gennaio 2014 – Trinidad

Ci svegliamo alle 6.45 per prepararci alla gita nella valle de Los Ingenios, dove nei secoli scorsi vi erano fabbriche per la lavorazione della canna da zucchero (ovviamente erano gli schiavi a fare il lavoro duro, non la gente del posto). La gita è piacevole e conosciamo Yumi, una ragazza giapponese che parla spagnolo, e due ragazzi di Trieste. La giornata vola e al rientro abbiamo ancora tempo per una visita al Museo Municipal, per una mezz’oretta di internet e una spesa rapida. Ceniamo alla casa della musica, sorseggiano mojito e ascoltando i musicisti che suonano dal vivo.

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Queste torri venivano utilizzate per controllare gli schiavi al lavoro nei campi. Questa è la più alta del paese
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I palazzi dei proprietari terrieri erano davvero splendidi e ricchissimi, ma purtroppo oggi rimangono solo dei ruderi da ammirare

 

 

 

 

 

6 gennaio 2014 – Trinidad

Prima giornata di mare della vacanza e primo bagno nell’oceano di tutta la vita! Ci svegliamo presto, prendiamo due bici, il meglio che offre il mercato, ma sono scassatissime e faticose da usare. Alle 9.30, dopo poco meno di 15 km, arriviamo a Playa Ancon: carina, ma l’acqua è poco limpida… ciò non ci impedisce di fare un bel bagnetto e di rilassarci un po’. All’ora di pranzo partiamo alla volta di una spiaggia rocciosa per provare a vedere la barriera, ma il mare è molto mosso e riusciamo ad avvistare pochi pesci.

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Su queste spiagge paguri e granchi si contano a centinaia!

Dopo 7 lunghe ore di sole e bagni (dura la vita qui) rientriamo a Trinidad esausti e con le gambe a pezzi. Lungo la strada del ritorno vediamo un folto gruppo di operai al lavoro per tracciare le righe di mezzeria, sono almeno in 8 e hanno un unico spray! Ecco qui il “socialismo sostenibile e irrevocabile”… a noi sembra piuttosto un’ “italia al cubo”.
Ceniamo a casa Denymar con un piatto di pesce al limone e chiacchieriamo a lungo con Marbelis finchè non è ora di andare a dormire; ci racconta qualcosa a proposito del fatto che ai cubani manca tutto e che quel poco che c’è è costosissimo e richiede lunghe attese. “Noi non sappiamo niente del mondo”, ci dice amareggiata.

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Questo granchio enorme ci ha terrorizzato… prima di scoprire che era morto da tempo…

7 gennaio 2014 – Caletòn e Peninsula de Zapata

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Alla ricerca di un mezzo di trasporto… no, questo non è a noleggio…

Dopo un viaggio Viazul relativamente breve e puntuale, arriviamo in una accogliente casa a Caletòn. Il tempo non è il massimo ma riusciamo lo stesso a fare una passeggiata sul mare e ad ammirare gli animaletti degli scogli a Playa Larga; poi comincia a piovere e per la prima volta siamo costretti a mezzo pomeriggio di siesta. La cena è eccellente e abbondante, ci hanno preparato del polpo molto speziato e piccantino, ma abbiamo dovuto rinunciare al coccodrillo (speriamo di avere una seconda occasione, qui ci sono allevamenti destinati al mercato alimentare).
Nel pomeriggio cerchiamo un centro che organizzi qualche escursione, ma veniamo rimbalzati da un ufficio all’hotel, dall’hotel ad un fantomatico centro turistico e da qui alla casa particular. Non è ben chiaro il funzionamento delle cose, forse non vogliono farsi concorrenza, ma il risultato è un po’ tragicomico. All’hotel ci hanno anche detto che senza una macchina non si può organizzare nulla… e pare che la macchina debba trovarsela il turista!

8 gennaio 2014 – Caletòn

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La cueva de los peces

La mattinata è stata impegnativa, la nostra casa particular non ha più posto per noi e dobbiamo sloggiare: occorre decidere alla svelta se scappare a Vinales scartando di fatto la baia dei porci – visto il brutto tempo – o azzardare un tour di snorkelling sperando che almeno non piova. Optiamo per lo snorkelling! I nostri ospiti ci trovano un giovane taxista con gli occhi di Peter O’Toole che per 30 € ci porterà in giro tutto il giorno.
La prima tappa è la “pozza dei pesci”, un piccolo laghetto a pochi metri dal mare e profondo ben 70 m; interessante, ma più per gli speleologi subacquei che per lo snorkelling. Fortunatamente il mare di fronte ci regala più soddisfazioni e abbiamo la nostra prima esperienza seria. Anche il tempo pare aiutare gli audaci e si sistema un po’.
La seconda e ultima tappa è Punta Perdiz, dove ci dedichiamo anima e core alla ricerca dei pesciozzi tra i coralli. A parte qualche migliaio di pesci da acquario, Ross individua ben 3 sogliole, io invece un bel pesce palla che mi osserva incuriosito dalla sua tana tra i coralli.
La curiosità della giornata è stata scoprire i titoli di studio dei nostri ospiti: una biologa e un veterinario in casa Dayane, una professoressa e un economista in casa Iliana; tutti hanno mollato i loro vecchi lavori malpagati per buttarsi sul redditizio business del turismo.

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Il tramonto a Playa Larga

9 gennaio 2014 – Vinales

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Inizia il rush finale per goderci al 100% gli ultimi giorni di viaggio. Le nostre speranze di fare un viaggio ultra rapido, grazie all’autista privato che abbiamo noleggiato, sfumano perchè la nostra Ford del ’52 è un blocco di ferro battuto di 12 tonnellate con velocità e ripresa di un panzer. L’autista e la sua sposa (che ci portiamo dietro) sono simpatici e le 5 ore e passa di viaggio scorrono abbastanza in fretta, anche se sono pesanti su quel mezzo… La moglie è dentista e ci racconta che guadagna 12 € al mese (!!); il marito, invece, è professore di educazione fisica e a quanto dicono i loro stipendi bastano solo per mangiare; anche se, vista la loro stazza, pare che siano ben più che sufficienti! Il taxi serve per arrotondare ed in effetti questa giornata per loro frutta come 10 mesi da dentista. L’acquisto della macchina, usata e importata dallo stato cubano, è costato loro circa 27.000 € e ci sembra davvero incredibile! Comunque loro paiono contenti, a Cuba c’è poco e loro ignorano cosa succede nel resto del mondo, ma non gli dispiace: sono sereni e non hanno preoccupazioni.
Arrivati a Vinales la proprietaria della casa particular (da noi precedentemente prenotata) ci dice che non ha posto e ci manda da sua sorella, che ci dice che dobbiamo aspettare qualche minuto perchè la stanza è da pulire; poi ci dice che in realtà è ancora occupata. Nell’attesa cominciamo a fare 4 passi per la cittadina che è carina, anche se molto turistica. C’è qualche piccolo negozio e qualche bel ristorantino che espone addirittura i prezzi e il menù. Al supermercato capita poi una cosa sorprendente: ci fanno persino lo scontrino! Unica costante: gli scaffali semivuoti e sempre con quei due prodotti in croce, uguali in tutto il paese.

CUBA_0737-2Altra bella visita di oggi: il giardino botanico, una vera e propria giungla di piante di ogni tipo tra cui anice stellato, cacao, orchidee, albero del pane e un tripudio di altri vegetali non meglio identificati. Una meraviglia resa solo un po’ inquietante dal fatto che qua e là sono appese teste di bambole e pupazzi strani. Sarà stato un rituale della santeria? Boh…

Ceniamo nella casa particular, per la prima volta con poco cibo e nemmeno particolarmente buono, ma in compenso passiamo due ore molto piacevoli a chiacchierare con una coppia di ragazzi tedeschi, nostri vicini di stanza.

 


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AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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