Costanza e le prime impressioni sulla Romania

Siamo arrivati in Romania un po’ annoiati dalle ultime tappe bulgare e con la speranza di trovare qualcosa di esaltante. È stato un errore imperdonabile: le aspettative rovinano sempre ogni cosa e, in linea generale, è sempre meglio essere preparati al peggio per poi rimanere piacevolmente sorpresi dalla realtà.

Costanza

La nostra prima tappa è stata Costanza, sul Mar Nero. Città grigia, con edifici incompleti e abbandonati, tendopoli affiancate a quartieri residenziali, vie desolate accanto a (poche) strade vivaci con bei ristoranti. La ciliegina sulla torta (o faremmo meglio a dire la goccia che ha fatto traboccare il vaso) è stato l’alloggio infestato dagli scarafaggi, che ci hanno dato in massa il benvenuto in Romania. Secondo il padrone di casa però non c’era da preoccuparsi, visto che sono insetti tipici locali (!) del tutto innocui… mah!

Vista sulla città di Costanza
Vista sulla città di Costanza

In ogni modo siamo scappati da Costanza dopo una notte, ma abbiamo comunque fatto in tempo a vedere il vecchio Casinò sul mare, purtroppo ridotto ad uno scheletro tristemente abbandonato.

Costanza - Il casinò abbandonato sulla passeggiata lungomare
Il casinò abbandonato sulla passeggiata lungomare

Tulcea e il delta del Danubio

L’approdo a Tulcea è andato leggermente meglio, anche se la sensazione di desolazione e degrado urbano non ci ha abbandonati completamente. Ci ha motivati la volontà di visitare la zona del Delta del Danubio, che ci era stata descritta come meravigliosa.

Delta del Danubio

Inutile dire che anche queste aspettative sono state parzialmente tradite: non siamo riusciti a fare il giro in barca sul delta e il piano B (giro in auto per i paesini della zona) è stato un po’ intristito dal clima umido e piovoso. Un vero peccato perché la regione è bella, i villaggi sono piccoli e disseminati di casette tradizionali, e si possono ammirare distese interminabili di girasoli e campi di lavanda.

Delta Danubio

Fuga a nord

Dopo tre giorni di costa, abbiamo deciso che ne avevamo le scatole sufficientemente piene e ci siamo diretti a nord, nella regione della Bucovina, nota per le sue chiese dipinte. Non che l’idea di visitare altri monasteri dopo le decine già viste fosse così allettante, ma avevamo bisogno di cambiare aria e di trovare scenari rurali con cui riempirci gli occhi e il cuore, dopo la tristezza delle ultime città.

Il viaggio verso Gura Humolurui è stato lunghissimo, su strade dissestate e percorse tanto da tir quanto da carretti trainati da smilzi cavalli. Il che rende l’idea di cosa sia la Romania, una strana miscela di tradizione rurale e tentativi di modernità urbana e industriale.

Un diversivo è stato l’attraversamento del Danubio: uno si immagina che, per passare da una riva all’altra del fiume in corrispondenza di una città medio grande esistano dei ponti… drammatico errore. I ponti non ci sono e bisogna usare un traghetto, il che sembra incredibile se si pensa che siamo in Europa e non in estremo oriente, sulle coste del Mekong.

Per fortuna, una volta arrivati al nord, ci siamo resi conto che esiste una Romania bellissima, che sembra essersi fermata al passato (in senso positivo, questa volta) e che è tutta un bosco verde e un cielo azzurro, ed è in questa parte del paese che abbiamo deciso di fermarci un po’ a ricaricare le pile.

Tramonto a Tulcea
Tramonto a Tulcea

Ross

The mottos that best represent me? "Worry more about your conscience than your reputation. Because your conscience is what you are, your reputation is what others think of you. And what others think of you is their problem." and..."Frankly, my dear, I don't give a damn!"

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