Cancale e Le Mont Saint Michel

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Il porticciolo di Cancale durante la bassa marea

Dopo la sosta a Saint Malo ripartiamo con la benedizione di una splendida giornata di sole…a 14 gradi!
La strada per Cancale è breve e arriviamo presto; sarà che è lunedì mattina, ma ci sono pochissime persone in giro e molti ristoranti e negozi sembrano chiusi. Troviamo qualche banchetto che vende ostriche, ma sono le 10 del mattino e, francamente, non abbiamo proprio voglia di provare l’esperienza. Ripartiamo dopo una passeggiata al porto, con la netta impressione che queste località vivano solo per il turismo e che siano un po’ come dei paesi fantasma, carini ma senz’anima.

È inevitabile il confronto con i Paesi Baschi visitati a gennaio 2015 (su cui abbiamo scritto alcuni post), ai quali il nostro pensiero va con un certo rimpianto e non poca nostalgia. Ci viene anche in mente il racconto di Terzani sui villaggi Potëmkin, i villaggi modello fasulli utilizzati dai sovietici per mostrare a giornalisti e ospiti stranieri il perfetto funzionamento della società comunista…

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Il Mont fotografato dall’ingresso

Ci dirigiamo verso Le Mont Saint Michel, costeggiando la baia e concedendoci una pausa per passeggiare sulla sabbia ancora bagnata (c’è la bassa marea). Raggiungiamo l’isola imbucandoci in un sentiero esplicitamente chiuso al traffico e ai pedoni, ma che sembra portare dritto al Mont passando tra pascoli pieni di pecore che brucano. Nota: la notte quasi tutte le pecore rientrano negli ovili e scavalcando le basse recinzioni si può provare ad avvicinarsi al Mont per fare qualche foto decente!

Migliaia di pecore godono quotidianamente del panorama di Mont Saint Michel, in mezza a ettari ed ettari di allettanti prati verdi
Migliaia di pecore godono quotidianamente del panorama di Mont Saint Michel, ma trovano molto più interessanti ettari ed ettari di allettanti prati verdi. Una bella cornice

Alla fine del sentiero ci immettiamo sulla passerella pedonale che dal Centro visitatori porta all’isola e ci sentiamo noi le pecore di turno, unite alle greggi di turisti.
Come temevamo, il cuore del Mont è un guazzabuglio di creperie, ristoranti, hotel, negozi di souvenir e di paccottiglie varie, che tolgono ogni romanticismo al luogo. La cosa più seccante è che in tutto questo inno al “consumismo turistico” nemmeno un pannello racconta la storia del tempio/abbazia/prigione/forte, neppure nel grande centro visitatori! A nessuno comunque sembra importare un accidente: si fa un bella passeggiata nella fanghiglia intorno all’isola senza scarpe, un giro tra i negozi di souvenir, un paio di selfie e via…

Mappa del Centro visite e dei sentieri

Una nota positiva è che negli ultimi anni grandi lavori di manutenzione e recupero sono in atto per evitare che il Mont finisca per ricongiungersi alla terraferma (processo in rapida esecuzione nei decenni passati) e per ripristinare il panorama dopo gli scempi del passato, con l’eliminazione dell’orribile parcheggio ai piedi dell’isola. Questi interventi sono in atto da parecchi anni e sono giustissimi, ma ovviamente la vista di decine di mezzi pesanti che movimentano terra a due passi non è certo piacevole…

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La vista delle terrazze dell’isola contempla decine di dumper e scavatrici…
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Il ponte moderno non è mai coperto dalla marea: nulla deve ostacolare i turisti! Anche a costo di sacrificare un po’ di magia…

Dove dormire

  • Auberge de la Baie – situato a circa 2 km dal Centro visitatori del Mont, dispone di un parcheggio riservato ai clienti. Le stanze sono moderne e accoglienti, dotate di wi-fi.

Informazioni pratiche

I parcheggi delle auto situati nei pressi del Centro visitatori sono a pagamento, ma dalle ore 19 si può accedere gratuitamente per due ore.

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I pascoli e l’erba minacciano di raggiungere il Mont e riunirlo alla terraferma. Con una diga e grandi investimenti si sta cercando di evitarlo

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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