Bali, dove regna la magia… o il turismo?

L’ultima città di Java che abbiamo visitato è stata Malang, da cui abbiamo preso un autobus notturno diretto a Denpasar: finalmente era arrivato il momento di visitare Bali! Il viaggio è stato tranquillo e ci ha regalato i consueti scenari del sud-est asiatico: lunghi tratti di buio totale intervallati da centri abitati con negozi, bancarelle di cibo e locali a conduzione familiare aperti anche nel cuore della notte.

Bali - Ubud
Basta allontanarsi poche centinaia di metri dal centro di Ubud per ritrovarsi in mezzo alle risaie

Arrivati a destinazione siamo saliti immediatamente su un taxi diretti a Ubud, pochi km più a nord, e lungo la strada abbiamo cominciato a notare il netto cambiamento nel panorama rispetto a Java; davanti a quelli che nell’oscurità apparivano come templi, si intravedevano numerosissime statue dalle forme fantasiose e bizzarre che si sono lentamente svelate in una delle albe più belle del viaggio, rossa e intensa.
Un contrasto netto rispetto alla religiosità austera dei musulmani di Java!

Bali - Kuta

Il ritorno alla vita: Ubud

Eravamo davvero lontani dall’asetticità di Java e dalla sua “parsimonia” di vita: a Ubud tutto profuma di fiori e incenso, i templi sono un trionfo di colori per i tessuti che li decorano e per le innumerevoli offerte di fiori e cibo che i fedeli lasciano quotidianamente per strada e sugli altari. Si respira vita in ogni angolo, dalle strade più remote tra le risaie alle vie affollate di negozi e ristoranti in centro. E’ facile capire il motivo per cui così tante persone da tutto il mondo si innamorano di questi luoghi e decidono di venire a vivere qui: l’atmosfera è davvero magica ed evoca un’Asia di altri tempi, fatta di tradizioni antiche e di pace nella natura.
Ubud è situata nell’entroterra, in mezzo alle risaie, è abbastanza caotica per avere un numero così basso di abitanti, ma rappresenta molto bene lo spirito di Bali.

Bali - Ubud - Gunung Kawi
Risaie a terrazza nei pressi del Gunung Kawi
Bali - Ubud - Decorazioni per il Galugan
Decorazioni per il Galugan

Non c’è un confine netto tra templi e case private, visto che queste ultime sono spesso decorate in modo analogo e ospitano al proprio interno dei piccoli altari… spesso lo fanno probabilmente in chiave turistica (moltissime famiglie si sono attrezzate per ospitare i turisti), ma è evidente come la tradizione e la fede nel peculiare induismo balinese sia radicata e presente nella quotidianità degli abitanti.
L’architettura tradizionale è davvero unica e nonostante le influenze esterne si è mantenuta coerente nella sua evoluzione. Si possono percorrere strade di città o vie fangose tra le risaie, e ciò che non manca mai sono i templi, gli altari, le offerte dei devoti posate a terra: vaschette di foglie di banano con dentro petali di fiori e riso. Arrivare qui è stato davvero sorprendente perché abbiamo potuto assistere ad una spiritualità gioiosa e vissuta nel quotidiano, simile a quella di Taiwan, che tanto avevamo apprezzato.

Una coincidenza particolarmente fortunata e inaspettata è stata quella di arrivare proprio nel bel mezzo del Galungan, la festa principale di Bali, durante la quale gli spiriti dei defunti tornano a visitare le loro vecchie case. I balinesi mostrano loro ospitalità con preghiere e offerte, oltre che con bellissime decorazioni apposte davanti alle case.

Templi e risaie di Bali

Bali - UbudTra le tante cose da visitare nel centro di Ubud, quella secondo noi più bella è il Sacred Monkey Forest Sanctuary, un parco immerso in una bella foresta infestata da innumerevoli scimmie molto socievoli, dove sono presenti tre antichi templi induisti. Il sito è molto turistico a dire la verità, quindi veniteci la mattina presto oppure sotto la pioggia come abbiamo fatto noi!

Anche qui noleggiare uno scooter è la migliore opzione per visitare i luoghi di interesse sparpagliati nella campagna circostante. Le strade sono belle e abbastanza tranquille, costeggiate da risaie, villaggi e templi induisti, ma è bene partire presto per evitare il caldo e i bus dei tour organizzati che scaricando decine di facinorosi potrebbero rovinare l’atmosfera.

 

Questo l’itinerario che abbiamo seguito:

  • Goa Gajah – suggestivo santuario del IX secolo d.C. immerso in una foresta tropicale che purtroppo è umidissima e piena di insetti molesti! La nostra macchina fotografica si è addirittura appannata…

Bali - Ubud - Goa Gajah

  • Yeh Pulu – una parete rocciosa decorata con bassorilievi la cui interpretazione è dubbia ancora oggi. E’ in una bella valle tra le risaie, ma di per sé non è uno spettacolo imperdibile
  • Gunung Kawi – altro tempio del XI secolo d.C. parzialmente scolpito nella roccia e circondato da meravigliose risaie terrazzate

Gunung Kawi

Bali - Ubud - Pura Tirta Empul Bali - Ubud - Pura Tirta Empul

  • Pura Tirta Empul – importante tempio induista costruito in corrispondenza di una fonte ritenuta sacra. I fedeli si mettono in coda per immergersi nelle acque purificatrici, ma nonostante la sacralità del rito l’allegria non manca mai!
    Fra tutti questo è sicuramente il sito più affollato e in alcuni momenti potreste pensare di essere finiti in India!

Bali - Ubud - Pura Tirta Empul

Una buona causa: la Fair Future Foundation

Bali - UbudQuando si viaggia capita di imbattersi in ONG o enti no profit che promuovo progetti di sviluppo locale. Ne avevamo incontrati diversi in Laos, come l’OckPopToc e il Big Brother Mouse di Luang Prabang, e qui a Ubud abbiamo avuto la fortuna di entrare in contatto con la Fair Future Foundation.

Il ristorante da loro gestito contribuisce a finanziare cure gratuite per la consistente quota di popolazione locale che vive ancora sotto la soglia di povertà, ma indipendentemente da questo i piatti cucinati dai giovanissimi collaboratori sono favolosi!

Bali - Ubud - Ristorante della Fair Fondation

Kuta e la movida

Kuta è una cittadina nei pressi di Denpasar (la capitale di Bali), situata in prossimità della costa sud-orientale e ricca di ristoranti, hotel, discoteche e negozi; insomma, il classico paradiso per il turismo di mare. Noi non siamo certo amanti della movida e quindi non facciamo testo: questi posti di regola ci mettono tristezza, li troviamo vuoti e privi di personalità. Kuta però è anche peggio: la spiaggia e il mare sono tremendamente sporchi, gli innumerevoli surfisti della domenica cavalcano onde non più alte di 50 centimetri, le attività commerciali sono decisamente sovradimensionate rispetto ai turisti presenti – weekend a parte, forse a causa della bassa stagione – e le varie passeggiate lungomare e per il centro sono deserte quasi tutto il giorno!

Bali - Kuta

Come se non bastasse la nostra guesthouse era attaccata ad una delle poche moschee di Bali, che non lesinava sulle preghiere notturne a tutto volume…
Come al solito affittare uno scooter è una buona idea per allontanarsi dal caos!

In fuga da Kuta

Tra le cose che abbiamo visitato c’è il Bali Museum di Denpasar, definito dalla LonelyPlanet come il “British Museum della cultura balinese”… si vabbè. Diciamo che il museo contiene sicuramente dei pezzi molto interessanti ma, al di là del fatto che è piuttosto piccolo, il vero problema è che i pannelli informativi sono tremendamente scarni e incompleti, un vero peccato.

Bali - Kuta
Viaggiare sui bemo è estremamente economico e i locali sono sempre molto cordiali con i turisti!

A sud, la penisola di Bukit è piuttosto trafficata e non abbiamo trovato spiagge particolarmente belle, ma c’è una delle mete imperdibili di Bali, il Pura Luhur Uluwatu, un tempio a picco sul mare in un parco affollato di pestiferissime scimmiette cleptomani che offre una vista spettacolare sul mare sottostante.

Bali - Kuta - Pura Luhur Uluwatu

Diciamo che Bali è stata sicuramente un toccasana dopo Java, ma non a sufficienza per dare un voto completamente positivo all’Indonesia, un paese che ci è sembrato ricco di potenzialità, ma schiacciato da una mentalità talvolta troppo chiusa e conservatrice.

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

2 pensieri riguardo “Bali, dove regna la magia… o il turismo?

  • 03/03/2016 in 12:59 pm
    Permalink

    Due domande:
    1 – ma delle scimmiette onnipresenti e citate a più riprese… nemmeno una foto?!? Così mi devo tenere la curiosità di sapere a quali specie appartengono, uff…
    2 – che significato hanno i teli a scacchi drappeggiati alla vita delle due statue Yeh Pulu? Previsto l’arrivo di qualche eminenza iraniana anche da quelle parti?

    Risposta
    • 04/03/2016 in 4:47 pm
      Permalink

      eheh, hai ragione, ma di scimmie ne abbiamo visto talmente tante che ci sono venute a noia! Ce ne sono diverse specie in realtà, ma sono tutte pestifere allo stesso modo!! Prometto che ti faremo avere qualche foto delle prossime che incontreremo 🙂

      Non ti so dire esattamente il significato del drappo, ma quello è l’abito tradizionale di Bali, non si può entrare in un tempio senza quello ed evidentemente anche le statue sono tenute a rispettare la tradizione!!

      Risposta

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