Bagan, ciò per cui vale il viaggio in Myanmar

Bagan, da sola, è una destinazione che rende di valore e imperdibile la visita del Myanmar; per quanto possano interessare (o meno) le altre località del paese, nulla secondo noi è all’altezza di questa enorme e stupenda “valle dei templi” birmana: consideriamo questo luogo una delle visite più belle mai fatte nel corso della nostra vita e uno dei siti più interessanti al mondo.

Eppure, sembra incredibile, questo gioiello non è riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La causa sta nei pessimi e invasivi lavori di restauro effettuati dalla giunta militare negli anni passati, che non hanno avuto alcun rispetto degli stili e dei materiali originari. Purtroppo in molti casi la cosa è facilmente percepibile anche da chi esperto non è, e questo dramma è condiviso da molti dei principali beni storici del Myanmar.

Bagan panoramica
A Bagan il numero dei templi, di ogni forma e dimensione, è dell’ordine delle migliaia!

L’organizzazione della visita di Bagan

Bagan e-bike
Ross non si è mai schiodata dalla postazione di guida!!

Come abbiamo anticipato, il viaggio da Yangon a Bagan è stato lunghissimo e faticoso, più di ogni altro spostamento in questi sei mesi di viaggio in Asia. Ha senso fermarsi qui qualche giorno non solo per “ammortizzare” gli spostamenti ma anche per valorizzare al massimo la propria esperienza ed esplorare al meglio tutta la pianura.

Il sito di Bagan è enorme e i principali punti di appoggio per pernottare e noleggiare scooter e bici sono tre: New Bagan, Old Bagan e Nyaung-U. Noi abbiamo scelto New Bagan perchè ci è sembrata quella più ordinata, raccolta e tranquilla; Nyaung-U è la più grande e la meglio servita, ma anche più trafficata, rumorosa e polverosa, mentre Old Bagan è quella più vicina ai principali templi, ma non offre molto altro.

Se non si vuole rischiare lo svenimento sotto il sole cocente, è meglio evitare le bici e noleggiare le e-bike, ovvero gli scooter elettrici reperibili praticamente ad ogni angolo di strada. Sono mezzi veloci, economici e affidabili, a meno di non tirare troppo al risparmio (non si contano i turisti ridotti a spingere motorini scarichi). Il nostro bolide da 10 mila kyats – poco più di 7 € – al giorno è sempre stato impeccabile.

Bagan

I momenti migliori per l’esplorazione sono la mattina dall’alba fin verso le 11 – prima che il sole diventi troppo caldo e la luce troppo forte per fare belle foto – e il pomeriggio dopo le 16, stando attenti a non ritrovarsi in giro nel dedalo di strade sabbiose una volta che il sole è tramontato e sono calate le tenebre, anche perché dopo il momento topico del tramonto TUTTI i turisti si dirigono verso gli alberghi contemporaneamente e la valle diventa un inferno di autobus e taxi che sollevano tonnellate di polvere finissima.

Bisogna tenere presente che quest’ultima è la compagna inseparabile di ogni istante di visita a Bagan; non è piacevole, ma in compenso ogni sera al rientro in albergo potrete rievocare la scena western del cowboy che all’ingresso del saloon scrolla il cappello creando un polverone micidiale.

Bagan

Una nota economica: il biglietto di accesso all’area archeologica di Bagan costa 25.000 kyats a testa (circa 18,5 €) e dura 5 giorni in totale. Viene venduto al momento dell’arrivo, presso un gabbiotto situato vicino alla stazione degli autobus ed è controllato molto raramente dal personale dei templi (a noi è successo solo una volta). Immaginiamo non sia difficile dribblare i controlli e risparmiare il costo del biglietto, ma sarebbe veramente un crimine contro la cultura, verso un sito meraviglioso e molto bisognoso di fondi per i restauri.

Arrampicarsi a Bagan
Prima occupazione di Bagan: trovare un tempio sconosciuto al grande pubblico per arrampicarsi e ammirare il paesaggio in pace.
Seconda occupazione: cercare di non rompersi l’osso del collo!

La scelta dei templi

Si dice che i templi e gli stupa, di ogni forma stile e dimensione, siano oltre 10.000 in tutta la zona di Bagan. Che sia un numero realistico o esagerato, rende comunque l’idea della portata di questo sito archeologico e mette di fronte alla necessità di scegliere. Le guesthouse sono sempre dotate di cartine su cui suggeriscono gli edifici principali da visitare e quelli da cui è possibile godere dei migliori panorami, soprattutto all’alba e al tramonto.

A Bagan non mancano i templi in teak
A Bagan non mancano i templi in teak
Bagan
A Bagan i giri in calesse restano un must

Volendo, anche senza cartina, basterebbe partire da sud (New Bagan) e risalire la strada che porta verso Old Bagan e che poi piega fino a Nyaung-U per incontrare quasi tutti i siti principali; noi ci fermavamo praticamente ogni 100 metri, non appena saltava fuori tra gli alberi uno stupa che ci incuriosiva. Dalle vie principali partono poi moltissime vie secondarie sterrate, talvolta in pessime condizioni, in cui è bello perdersi cercando gli affollati pezzi da 90 – enormi templi alti anche 50-60 metri – o gli innumerevoli edifici minori da esplorare in completa solitudine.

La maggior parte delle strutture contiene una semplice stanza con una statua di Buddha (che purtroppo spesso è una pacchiana replica moderna), ma non mancano edifici a pianta complessa con cunicoli che conducono a terrazze sopraelevate, o templi piramidali liberamente scalabili.

Nonostante siano i più grandi ad attirare maggiormente l’attenzione, non mancano numerosi tempietti, apparentemente piccoli e insignificanti, che si rivelano dei veri gioielli in quanto completamente affrescati all’interno.

Bagan
A Bagan i momenti topici sono sicuramente l’alba (almeno cosi ci dicono…) e il tramonto

Avventurarsi sui sentieri meno battuti alla ricerca del proprio tempio “privato” preferito è secondo noi il modo migliore per godersi la visita! E questo vale soprattutto al tramonto, quando i templi più famosi e panoramici diventano più affollati di Venezia a Carnevale. I gusti son gusti, ma per quanto ci riguarda stare abbarbicati su un cornicione a venti metri di altezza in compagnia di decine di forsennati che sgomitano non è il massimo della vita.

Bagan al tramonto

La partenza per Mandalay

Dopo 5 notti trascorse a Bagan, eravamo diventati degli habituès ed era divertente andare nel nostro ristorante preferito ed essere accolti con un affettuoso “welcome back!” dai camerieri. È stato un po’ triste partire, lasciare quel luogo bellissimo e confortevole (rispetto alla media del paese), ma eravamo convinti che avremmo trovato a Mandalay cose ancora più interessanti e piacevoli: ci sbagliavamo di grosso, ma questo sarà il tema del prossimo post!

Tramonto a Bagan
Il nostro ultimo, splendido tramonto a Bagan

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

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