Arrivo nelle Filippine e Bohol

Dopo due mesi e mezzo dalla partenza, il nostro vagabondaggio ci ha portato nelle Filippine, un mondo per noi completamente nuovo e da scoprire. Sì, perché è vero che si trovano nel sudest asiatico (che noi conosciamo abbastanza bene) ma hanno un sapore latinoamericano più che orientale, sono a maggioranza cattolica e non buddista e ricordano più Cuba che qualunque altro paese di queste zone.

Thrilla in Manila (… e Cebu)

Il viaggio non è iniziato nel migliore dei modi, a Taiwan ci sentivamo a casa e avevamo trascorso settimane meravigliose, quindi siamo parti da Taipei con poco entusiasmo.

Appena arrivati all’aeroporto di Manila, scalo del nostro volo per Cebu, abbiamo avuto una bella doccia fredda: dopo aver tentato di prelevare da una decina di ATM (metà dei quali risultavano offline/senza soldi/fuori servizio) è saltato fuori che i nostri bancomat non funzionavano e la carta di credito sembrava bloccata! Arrivati a Cebu la mattina del 6 gennaio eravamo praticamente senza soldi, in un hotel circondato da slums e con connessione internet fuori uso! Dopo una notte insonne passata in aeroporto e dopo aver bruciato qualche decina di euro in pochi secondi nel vano tentativo di chiamare la nostra banca abbiamo cominciato a girare come pazzi per tutte le banche in cerca di un ATM compatibile con le nostre carte, di un centro commerciale dotato di connessione WiFi per contattare la banca e di un negozio di telefonia per acquistare una carta sim che ci consentisse di chiamare l’Italia a prezzi umani.
Girovagando per la città la prima cosa che abbiamo notato è il drammatico stacco tra la miseria dei quartieri poveri, roba che non credevamo di trovare qui, e il relativo lusso dei tanti esercizi commerciali difesi da guardie armate di shotgun e fucile d’assalto che continuavano a perquisirci ad ogni ingresso…
Tra le varie scoperte della giornata citerei:

  • l’assenza di qualsivoglia WiFi pubblico utilizzabile al di fuori degli aeroporti
  • l’inesistenza di una SIM filippina in grado di chiamare l’Europa
  • il fatto che il 6 gennaio in Italia fosse festa e di conseguenza la nostra banca fosse chiusa.

Passeggiando per uno slum stavamo cominciando a meditare di tornare in Italia e ci stavamo domandando come spiegare ad un eventuale rapinatore che non avevamo un singolo peso in tasca… sul finire della giornata fortunatamente abbiamo trovato una delle poche banche del paese che accettava i nostri bancomat e siamo riusciti a racimolare un po’ di soldi! Potevamo rimandare di qualche giorno il nostro rientro in Italia e tornare al nostro allegro albergo!

Il giorno seguente – per fortuna – siamo riusciti a imbarcarci su un traghetto per Tagbilaran, sull’isola di Bohol.

Contadino a Bohol

Le bellezze di Bohol e le tante contraddizioni di questa terra

A zonzo per Bohol in scooter

L’arrivo via barca a Tagbilaran ci ha aperto il cuore, l’isola di Bohol è prevalentemente agricola e molto lontana dallo squallore della periferia di una città come Cebu, ma la povertà è notevole e tangibile ad ogni angolo della strada: molti filippini vivono in baracche di bambù o lamiera, i contadini arano i campi fangosi a piedi nudi con il solo aiuto dei bufali d’acqua, l’acqua potabile è un lusso per molti e alcuni degli edifici storici più belli – tra cui molte chiese spagnole del 1600 – giacciono in macerie a seguito del terremoto del 2011 (o per i vari tifoni che si abbattono regolarmente sulla zona). Inoltre in giro è piuttosto comune incontrare coppie miste in cui la donna è una bella ragazza del luogo con un terzo degli anni del partner occidentale…

A zonzo per Bohol

Comunque se si riesce a superare questo spiacevole primo impatto si può godere dei meravigliosi paesaggi di Bohol: le strade che attraversano i villaggi e le risaie, le barche in riva al mare, gli splendidi sorrisi dei filippini – sempre cordialissimi nonostante tutto – e soprattutto lui, il tarsio, il principale motivo per cui siamo finiti su quest’isola!

Risaie a terrazze a Bohol

In giro in scooter, alla ricerca del tarsio

A Bohol, e in particolare sull’isoletta di Panglao, sono presenti alcune spiagge e varie attrazioni per turisti, ma noi le abbiamo evitate accuratamente per dedicarci all’esplorazione dell’isola affittando un motorino per un paio di giorni.

Santuario dei Tarsi a Bohol
Un piccolo adorabile dormiglione…

La cosa più interessante che abbiamo visitato è stata il Santuario dei tarsi, un piccolo centro dedicato alla tutela di questi buffi animaletti a rischio di estinzione promosso dal più grande esperto al mondo, Carlito “Tarsier Man” Pizarras: in una porzione recintata di bosco vivono alcuni di questi microscopici primati dove le guide, in religioso silenzio, conducono i visitatori per le foto di rito.

I tarsi sono tra i più piccoli primati al mondo, non più grossi di un pugno, ma in grado di spiccare balzi di cinque metri! Sono animaletti notturni dagli enormi occhi che si cibano di numerosi insetti dannosi, ma che nonostante questo sono a rischio di estinzione in quanto predati dai gatti, con un habitat naturale in costante riduzione e richiesti come animali da compagnia.

Santuario dei Tarsi a Bohol
Non è facilissimo trovarne uno sveglio in pieno giorno….

Il centro insiste particolarmente sulla sensibilizzazione del pubblico su quest’ultimo punto: il tarsio è particolarmente insofferente alla vita in cattività e questo lo porta spesso addirittura al suicidio.

Non è facile avvistare i tarsi in giro per l’isola, ma il centro organizza specifiche escursioni nella foresta che aumenteranno considerevolmente le vostre possibilità.

Risaie a Bohol

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

5 pensieri riguardo “Arrivo nelle Filippine e Bohol

    • 11/01/2016 in 8:51 pm
      Permalink

      Grazie ☺ anche se temo che la varietá rispetto al solito nasca dal racconto dei contrattempi…per fortuna risolti!!!

      Risposta
  • 11/01/2016 in 4:58 pm
    Permalink

    Un piccolo tarsio manca al mio gia’ ricco zoo.

    Risposta
  • 13/01/2016 in 2:40 pm
    Permalink

    Ciao!!!! Ogni tanto vi seguo e vi penso…qui dall’ufficio 🙁

    Simone

    Risposta
    • 13/01/2016 in 2:52 pm
      Permalink

      Grazie, ci fa piacere saperlo! Qui ci sono tante cose nuove da scoprire, non sempre positive ma va bene così…c’è comunque da imparare ogni volta. Buon lavoro 🙂

      Risposta

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