10 stranezze che rendono unico e folle il Giappone!

Agli occhi di noi occidentali sono tante le stranezze del Giappone: ecco una piccola top 10 di quelle che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio nella terra del sol levante.

1 – Cartelli giapponesi

Che siano pubblicità, avvisi o inviti all’educazione (ormai tristemente spariti da anni in italia…), i cartelli giapponesi sono uno spettacolo di creatività naif!
Tra attori travestiti da ortaggi, seppie giganti occhialute che invitano all’acquisto di un brodo e marziani con i razzi che escono dal sedere in coda per la zuppa (forse)…

Cartello giapponese pupu cane
In questo meraviglioso cartello una pupù di cane ci dà una lezione di aritmetica di base…

2 – Saldi alimentari alle 18

I centri commerciali giapponesi sono spesso enormi e modernissimi, ma rispetto ai nostri non sono monopolizzati da multinazionali e brand famosi. Conservano invece ampi spazi dedicati a piccole imprese familiari, soprattutto per quanto riguarda il settore alimentare. La cosa più interessante però è che il cibo pronto DEVE essere freschissimo: il sushi va consumato entro poche ore, mentre i piatti caldi non dovrebbero arrivare in tavola freddi! Col passare delle ore il cibo invenduto, che sia al supermercato o su una bancarella, comincia ad essere scontato del 10%, 15%, 25% e cosi via. Se non ci si formalizza troppo davanti ad un piatto tiepido si possono fare dei begli affari; e il problema nemmeno si pone con i piatti freddi come il classico sushi/sashimi.
Ma è prima dell’ora di cena, verso le 17.30-18, che scatta il delirio: tutti i prodotti freschi vanno in saldo e gruppi di agguerrite vecchiette attendono al varco la comparsa dei famigerati adesivi “sconto” per poi contendersi i pezzi migliori con studentelli e impiegati. In pochi minuti i banchi vengono ripuliti e ai poveri turisti sprovveduti non rimangono che le briciole: meglio tenersi pronti e puntare decisi sull’obiettivo!

3 – Cachi secchi

Cachi giapponesi appesi a seccare
Cachi giapponesi appesi a seccare

Uno dei pochi alberi da frutto che è facile trovare in Giappone è il cachi, di cui il Giappone è uno dei maggiori produttori al mondo.
Nelle campagne è frequente trovare appesi ai davanzali delle case curiose file di frutti esposti al sole. Non comprendendone bene il senso di questa tradizione abbiamo chiesto se fosse una sorta di decorazione… la domanda è sembrata parecchio stupida e tra le grasse risate la risposta banale è stata che li fanno seccare semplicemente per prolungarne la conservazione!! Effettivamente il sapore non è male e in questo modo i cachi possono anche essere resi cubici per risparmiare spazio!

4 – Gli autisti di bus e treni locali sono matti!

Questa cosa è curiosa: su alcune linee gli autisti dei mezzi pubblici parlano da soli e gesticolano in continuazione indicando periodicamente col dito fuori dal finestrino… l’unica spiegazione fantascientifica che ci siamo dati è che siano addestrati a compiere determinate azioni – tipo indicare col dito determinati cartelli stradali – per mantenere la concentrazione e mostrarsi attenti ad eventuali controllori dietro una webcam.
Inoltre ad ogni fermata dei mezzi a lunga percorrenza, il guidatore fa lunghissimi discorsi di parecchi minuti al microfono, nemmeno fossimo su un Boeing 777… il che è veramente seccante durante i viaggi notturni!!

5 – Ragni giganti

Ragno giapponese
Dov’è che ti ho già visto?

Il ragno gigante, si sa, è sempre stato un boss classico dei videogiochi giapponesi; solo ora abbiamo capito il perché! I ragni giganti in Giappone non solo esistono, ma sono dappertutto e le loro enormi ragnatele oscurano letteralmente la luce del sole! Perfino i pulitissimi giapponesi hanno rinunciato ad eliminarne le innumerevoli ragnatele.

Ragno zelda
… ah, si!

 

 

 

 

 

6 – Campanelle per orsi

Passeggiando in molti parchi e boschi giapponesi è comune essere infastiditi da molesti scampanellii provenienti da escursionisti di passaggio; inizialmente ci è sembrato logico pensare a qualche curiosa tradizione shinto, ma ben presto abbiamo scoperto che si tratte nientepopodimeno che… campane antiorso! In un eccesso di zelo tipicamente giapponese ad ogni escursionista che si avventuri per 10 metri in un bosco adiacente alla città viene infatti caldamente consigliata l’infernale campanella, ma questo non basta ancora perché lungo i sentieri più battuti sono presenti a intervalli regolari dei campanacci che si consiglia di suonare ad ogni passaggio, sempre allo scopo di allertare gli orsi e farli allontanare. Il fatto che in molte regioni l’ultimo avvistamento di un orso risalga presumibilmente all’era Meiji non sembra scoraggiare i giapponesi che trovano la cosa molto divertente..

7 – I gashapon

20151018_133319I distributori di pupazzetti a gettone da noi sono quasi estinti, ma in Giappone interi quartieri sono letteralmente pervase da queste infernali macchinette che macinano milioni di yen!! Ce ne sono migliaia in giro per tutta la cittá, ad ogni angolo, e la gente continua a fermarsi e a comprare nuovi babacetti. Ma perché!!?? 

Curiosamente pare che la tradizione di collezionare pupazzetti giapponesi nasca… in Europa! I precursori furono i “netsuke“, piccole sculture forate utilizzate come “fermacorda” secondo l’antica tradizione giapponese che, quando venne “scoperta” in occidente nel 1800, innescò una vera e propria moda collezionistica.

Netsuke giapponese
Netsuke giapponese

20151020_142131

8 – Distributori per gargarismi

L’igiene dei giapponesi é senza dubbio ammirevole, encomiabile e da lodare, ma qualcuno ci dovrebbe spiegare come mai nei musei, accanto ai classici distributori di acqua potabile, ci sono anche i distributori di collutorio per fare i gargarismi… non possono aspettare il rientro a casa?

 

9 – Maiko cafè & locali affini

Locale sexy a Tokyo
Locale sexy a Tokyo

La sessualità dei giapponesi è veramente argomento molto poco compreso in occidente, la distanza culturale che ci separa in questo frangente è abissale!
In diversi quartieri di Tokyo, come Akihabara, è possibile incontrare decine di ragazze vestite da scolarette con abiti succinti che pubblicizzano in modo vigoroso ambigui locali chiamando a gran voce uomini e ragazzi. Non abbiamo capito se si tratta di caffetterie, di locali per massaggi o di cos’altro, ma a quanto ci racconta la nostra amica Yumi… dipende tutto da quanto si è disposti a pagare!
In ogni modo cercare di fotografare queste spigliate ragazzette ammiccanti le porterà a perdere istantaneamente tutto il loro buonumore per mandarvi a quel paese! Qui le foto sono vietate.

Locale sexy e gay a Tokyo
Comunque tranquilli, ce n’è per tutti i gusti… pare che questo sia molto frequentato anche dalle vecchiette

10 – Il culto dei bambini mai nati

Cimitero bambini mai nati - Giappone
In prossimità di molti templi giapponesi sono presenti i curiosi cimiteri dei bambini mai nati, una forma di culto nata nella seconda metà del ‘900 dalla superstizione popolare e dalle tradizioni shinto e integrata nel buddhismo giapponese, sempre molto aperto alla contaminazione (pare soprattutto quando ci sia di mezzo la possibilità di ricevere consistenti sovvenzioni dai fedeli…). L’aborto è stato praticato in modo diffuso nella storia giapponese come forma di controllo delle nascite ad eccezione della parentesi coloniale nella prima metà del ‘900, in cui la retorica nazionalista spinse a considerarlo come un tradimento verso la patria affamata di giovani soldati; alla fine della seconda guerra mondiale è comunque tornato alla ribalta raggiungendo il picco negli anni 70.
I bimbi abortiti o nati morti sono tradizionalmente “affidati” al bodhisattva Jizo affinché li conduca nell’aldilà verso una nuova e tranquilla reincarnazione, ma nel secondo dopoguerra la credenza popolare muta: il bimbo abortito, sia per causa naturali o meno, diventa un’anima rancorosa e vendicativa che potrebbe portare sventura alla famiglia colpendo in particolare la madre o, per gelosia, i fratelli più fortunati. Nasce cosi la nuova tradizione dei “cimiteri dei bambini mai nati”, dove ogni madre porta una statuetta di Jizo dall’aspetto infantile, generalmente ornata da un bavaglino rosso, a cui rivolgersi e fare offerte per placare lo spirito del figlio perduto.
Nonostante molti monaci e studiosi buddhisti siano contrari a queste pratiche, nessun leader buddhista ha provveduto a bloccare queste pratiche e i monasteri dedicati al culto di Jizo continuano a prosperare.
Qui è possibile trovare un bell’approfondimento in italiano.

Cimitero bambini mai nati - Giappone

Carrellata finale 

Stranezze giapponesi
Tempio buddhista a Matsumoto – il sacro e il profano, il divino e il kawaii si mescolano senza problemi

 

Stranezze giapponesi
I manichini a 90 gradi non li abbiamo proprio capiti!

Stranezze giapponesi 3

Il videogioco di ribaltare il tavolo!! Grazie ad un controller estremamente innovativo(!!!) potremo al momento opportuno battere i pugni sul tavolo, ribaltare il tavolo e… ehm… basta.
Si, esiste veramente…

Stranezze giapponesi 4
La maratona di Kobe – i giapponesi impazziscono ogni volta che c’è una festa e corrono a mascherarsi. Saremmo molto curiosi di sapere quanti chilometri sono riusciti a fare quelli con i costumi più assurdamente pesanti e imbottiti!!

Stranezze giapponesi 5

Monumento gigante a Tetsujin, eroe dei fumetti inventato da un noto disegnatore originario di Kobe, che rappresenta la forza della città nel risollevarsi dopo il devastante terremoto del 1995.

AleRoss

Apparentemente diversi come il giorno e la notte, analogamente complementari e inseparabili da diverse ere geologiche. Ci unisce l'amore per il viaggio, tra le altre mille cose...

3 pensieri riguardo “10 stranezze che rendono unico e folle il Giappone!

  • 15/12/2015 in 1:32 pm
    Permalink

    Come fai a chiederti perchè i giapponesi si ostinino a comprare babacetti?!? Se son tutti come il BELIZZZZZIMO pinguino con lo zainetto che hai fotografato, anche io spenderei un patrimonio alle macchinette distributrici!

    Risposta
    • 16/12/2015 in 6:58 am
      Permalink

      Si, ma il pinguino era un pezzo esposto al museo nazionale, mica pizza e fichi! Se nei distributori automatici ci fosse roba del genere anzichè delle orribili plasticacce avrei dovuto comprare uno zaino nuovo…

      Risposta

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